Forlì-Malosco / Neonicotinoidi-Glifosate Roundup Monsanto

Forlì-Malosco / Neonicotinoidi-Glifosate Roundup Monsanto

DestinAzione Forlì - Comunicato stampa, 6 maggio 2013

 

 

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FORLÌ - Raffaella Pirini, capogruppo della lista civica DestinAzioneForlì, comunica di aver ricevuto pochi giorni fa una segnalazione da parte di alcuni cittadini preoccupati per aver visto in prossimità della scuola il Papavero, in via Crocetta a Carpena, la somministrazione di un prodotto diserbante, il Glyphosate (il Roundup della Monsanto). Un intervento che, stando alla segnalazione, s'è svolto ad opera della coop. Claf C, durante l’orario di ingresso dei bambini a scuola.


"Per quanto si continui a considerarlo un diserbante non particolarmente tossico, in realtà i danni dovuti all'uso ed all'abuso del Glyphosate sono ormai noti sia in agricoltura sia per quanto riguarda la salute umana, soprattutto sui bambini. E su queste basi chiediamo direttamente al Sindaco, che per legge è responsabile della salute dei cittadini, di confermare o di smentire che questa inopinata somministrazione sia stata effettuata per conto del Comune, laddove poteva essere facilmente sostituita con diserbo meccanico", è il commento di Raffaella Pirini, che sul tema ha presentato un'interpellanza a risposta diretta.


Un argomento - diserbanti e pesticidi - che ha spinto la lista civica DestinAzioneForlì a presentare una mozione che, a nome del Consiglio Comunale, e nel rispetto del principio di precauzione cui il Sindaco, a tutela della salute dei cittadini, è tenuto a rispondere, impegna la Giunta ad attuare in tempi brevi le necessarie procedure per assumere un regolamento ad hoc (già avallato dal Consiglio di Stato) come quello del Comune di Malosco, in Trentino, nell’alta Val di Non, territorio dedito alla coltivazione intensiva della mela, sui pesticidi ed i trattamenti fitosanitari, in cui si vietino i diserbanti chimici nelle aree dove non si coltivano prodotti agricoli tipo: piazzole, fossi, cortili, marciapiedi, tenendo anche conto del fatto che, in questo modo, si incrementerebbe l’occupazione per lo sfalcio delle aree verdi.


"Secondo l’ultimo rapporto Ispra, la contaminazione da pesticidi appare più diffusa nella pianura padano-veneta, Emilia-Romagna soprattutto, con i campioni dei livelli misurati del 34,4% dei punti delle acque superficiali e del 12,3% dei punti di quelle sotterranee che risultano superiori ai limiti della potabilità. Tenendo conto che i dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, un ente vigilato dal Ministero dell'Ambiente, sono più che attendibili e probabilmente evidenziano soltanto la punta dell’iceberg di un fenomeno preoccupante, riteniamo sia arrivato il momento di chiamare all’azione gli enti pubblici che per legge sono tenuti a difendere la salute pubblica delle persone. Quindi invitiamo il Comune di Forlì ad attivarsi celermente per seguire l’esempio del Comune di Malosco che ha adottato appositi regolamenti per limitare le distanze di nebulizzazione dalle abitazioni e vietare l’uso di alcuni pesticidi molto dannosi, ma ancora in commercio".


DestinAzione Forlì, richiamandosi alle ultime statistiche di Arpa, Asl e uffici pubblici regionali, ricorda come il nostro Paese detenga il triste primato Europeo del 33% degli insetticidi distribuiti nelle proprie campagne, con i territori colpiti prevalentemente nel Nord Italia, Emilia Romagna per prima.

"Non c’è tempo da perdere – insiste la capogruppo della lista civica DestinAzione Forlì -. Sono numerose, infatti, le irregolarità vere e proprie registrate dai laboratori dell’Emilia Romagna e indicate anche nell’ultimo rapporto di Legambiente “Pesticidi nel piatto” che mostrano un incremento del numero di residui di fitofarmaci ed altre sostanze chimiche nei vari prodotti ortofrutticoli poi regolarmente commercializzati come pere, pesche, fragole, ciliegie, prugne, susine, melagrane e albicocche... Con l’abuso di pesticidi in agricoltura non soltanto si mette a rischio il primato dell'eccellenza alimentare che la nostra regione vanta, ma si aggredisce l’ecosistema che ci circonda. E soltanto per fare un esempio credo sia utile ricordare l’ultimo studio commissionato dall’osservatorio europeo sulla sicurezza alimentare che ha mostrato come i pesticidi industriali tra i più diffusi rappresentino una grave minaccia per la sopravvivenza delle colonie delle api da miele".


"E proprio in tutta Europa – conclude Raffaella Pirini - decine di associazioni, comitati, e gruppi di ecologisti si sono attivati per promuovere proposte di legge nazionali per regolamentare problemi correlati all’uso dei pesticidi tossici ed altamente tossici che sono state individuati in un’apposita direttiva di tutela sanitaria (del 2009) che evidenzia l’esistenza di cosiddetti "Gruppi Vulnerabili" della popolazione, come gli anziani e i bambini, che devono essere tutelati a tutti i costi. Una cautela che in Trentino ha già ispirato le Province autonome di Trento e di Bolzano a varare normative che pongano un freno all’utilizzo indiscriminato dei pesticidi ed a tutela e garanzia della salute della cittadinanza, ma anche in difesa dell’ambiente. Forlì ne segua l'esempio".

Con questa mozione a tema, che sarà depositata martedì, la lista civica DestinAzione Forlì intende anche "testare" il tasso "ecologico" più volte sbandierato nelle ultime settimane dal sindaco Balzani e dalla maggioranza che lo sostiene in consiglio comunale.

 

 

Stralcio dalla mozione di Raffaella Pirini


Considerato che

Risulta fondamentale ricordare a tutti, amministratori e tecnici, quanto segue:

 

Il Glifosate, principio attivo contenuto in numerosi erbicidi fra i quali il più noto è Roundup™, era ritenuto un prodotto relativamente sicuro per l’uomo fino ad una decina di anni fa. Negli ultimi anni sono emerse una serie di evidenze gravi sulla pericolosità del prodotto sia per l’uomo sia per l’ambiente. Le norme ed i regolamenti per l’autorizzazione in commercio prescrivono una serie minima di dati tossicologici che fanno espresso riferimento solo ai principi attivi e tralasciano le molecole ritenute eccipienti. Il Roundup™ contiene una serie di adiuvanti con proprietà principalmente surfattanti, per alcuni dei quali come il polyoxyethylene amine (POEA) si è recentemente accertato che manifestano una tossicità maggiore del Glifosate stesso (Williams et al., 2000; Howe et al., 2004; Santos et al., 2005; Jasper et al. 2012, Mesnage et al., 2012). Analogamente anche il principale metabolita del glifosate, l’acido aminometilfosfonico (AMPA) è dotato di genotossicità e persistenza nell’ambiente maggiore del Glifosate (Manas et al., 2009).


È quindi più appropriato considerare gli effetti in toto del prodotto. In caso di esposizione subacuta, Roundup™ manifesta in vivo tossicità epatica, metabolica e renale correlata ad incrementi di specie reattive dell’ossigeno (radicali liberi). Oltre agli effetti citotossici ampiamente documentati in vivo ed in vitro, Roundup™ può danneggiare il DNA e manifesta proprietà genotossiche. Inoltre, è un potente interferente endocrino con effetti che si amplificano nel tempo (Benachour et al 2007) poiché insieme agli adiuvanti si verifica un importante bioaccumulo nei tessuti (Benachour & Seralini, 2009). L’attività di interferente endocrino ed in particolare sia l’interferenza con la sintesi degli estrogeni (Benachour et al 2007) sia con la sintesi di testosterone (Clair et al., 2012) si evidenzia già a concentrazioni ritenute non tossiche ed inferiori alle dosi raccomandate nell’utilizzo agronomico. L’esposizione a Roundup™ determina già dopo 48h un danno alle cellule testicolari (Clair et al., 2012) e l’esposizione in fase pre-puberale riduce la produzione successiva di testosterone e altera la morfologia dei testicoli (Romano et al., 2010). Nel complesso sono, quindi, segnalate gravi ripercussioni sulla sfera riproduttiva (Dallegrave, 2003; Richard et al., 2005).

 

Ancora più preoccupante appare l’evidenza di una notevole potenzialità di carcinogenicità come emerso in un recente studio (Seralini et al., 2012). Lo studio è il primo ad aver studiato gli effetti di un’esposizione di lungo termine a Roundup™ e Roundup™ insieme al mais geneticamente modificato per essere reso tollerante all’erbicida. Nessuno studio in precedenza aveva valutato la tossicità di esposizioni superiori a 90 gg, Seralini e collaboratori hanno evidenziato nei gruppi trattati con una maggiore mortalità, maggiore incidenza di tumori e gravi danni epato-renali.

 

 

 

 


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