Grazie Parma. Mettete fiori nei vostri camini

Grazie Parma

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR, 22 maggio 2012


Un sogno non condiviso rimane un miraggio inaccessibile.

Può essere bellissimo e perfetto, ma rimane nel cassetto dei vorrei, stropicciato dal tempo.
Ieri invece la città si è risvegliata da un torpore mortale che la vedeva accasciata e vinta, vuota di illusione e di speranza.

È bastato un segno sulla scheda, ripetuto migliaia di volte, per condividere una strada nuova.

51235 mattoncini sottratti all'edificio in costruzione a Ugozzolo, tolti per sempre.

È stato un plebiscito, ore e ore con la pelle d'oca, perché attorno percepivi nuova linfa, nuova voglia di fare, di contare, di esserci, di dare una mano insieme, alla città claudicante.
Si è consumato ieri il referendum negato: improvvisamente le undicimila firme raccolte nel 2006 hanno bussato di nuovo alla porta dei potenti, esigendo di uscire allo scoperto.
Coloro che sono scesi per le strade in questi anni, che hanno riempito sale, auditorium, sfidato aziende quotate, acceso fiaccole, sottoscritto appelli e, davanti a tutto, fatto passare piano piano la cultura sui rifiuti e sul modo corretto di gestirli, ecco, a loro si è data la possibilità di esprimersi liberamente sul futuro della città.

 

Mercoledì scorso al Paganini, la platea-teatro della città, ci sono voluti 40 minuti per sciorinare i numeri del piano alternativo. Non male per una alternativa che non esiste, secondo le parole degli sconfitti. Non male per dei cittadini normali fare gli esperti in un settore complesso.
Qualcuno non aveva capito cosa stava succedendo ed ancora oggi tiene la vista coperta.

È l'inizio di una pagina nuova, anzi, di un libro, per citare chi ci credeva ed è rimasto indietro.
I giochi non sono certo fatti, il cantiere dell'inceneritore non risente di un voto di maggio per interrompere la sua foga.

 

Ora viene il difficile.

Far comprendere anche alla parte avversa la bontà della proposta alternativa, i vantaggi che ne derivano per tutta la filiera, la possibilità concreta di trovare soluzioni condivise anche per ciò che è già stato costruito.

La missiva olandese, giunta lo scorso anno ed ovviamene ignorata, è stata confermata nelle sue finalità lo stesso giorno del confronto al Paganini. L'Olanda conferma che il nostro territorio non ha bisogno di un forno per gestire i suoi scarti. Anzi, con 9 inceneritori in funzione in regione abbiamo già oggi un eccesso di capacità di incenerimento che andrà presto ridimensionato.
Chiama l'Europa, al 2020 basta sprechi di risorse, basta bruciare ciò che si può recuperare, riciclare, compostare. È finita la stagione degli incentivi che drogavano il mercato permettendo di trasformare gli inceneritori, solo in Italia, in slot machine per ingrassare i gestori.
La guerra contro i rifiuti si vince con tante battaglie parallele.
La si vince adottando il miglior sistema di raccolta differenziata porta a porta in tutto il territorio.
Per capire poi davvero cosa resta, in fondo al ciclo virtuoso.

 

Si vince la battaglia insieme alla città, quella che ieri si è ritrovata e ora è davanti ai riflettori di mezzo mondo.

Il laboratorio Parma ha preso avvio.

Grazie Parma. È tutto merito tuo.


 

Parma. Mettete fiori nei vostri camini

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR - GCR, 21 maggio 2012

 

     Doss Trento. Papavero


Il referendum sull'inceneritore c'è stato.
Quel referendum negato lo scorso anno ai cittadini si è finalmente svolto oggi, consumato in una due giorni di sfida mortale tra vecchia e nuova politica.
Parma ha deciso per il no, in una percentuale schiacciante ed irrevocabile.
Parma ha scritto la parola fine su un tema sul quale il parere dei cittadini non era stato richiesto ed anzi rifiutato, perfino sostenendo di non aver ben capito la domanda.
Un trionfo per il candidato del Movimento 5 Stelle, Federico Pizzarotti, che a mani nude ha sbaragliato gli avversari dalle mille sigle e simboli, che occhieggiavano sulla scheda del voto.


I parmigiani hanno guardato altrove.
I parmigiani hanno emesso una sentenza definitiva.


Ha fatto bene Garbi a lasciare. Quando lo incontrammo sul tema dell'inceneritore, ci confessò che quel camino era davvero una grande scocciatura, ma loro avrebbero fatto una dichiarazione chiara di lì a poco. Il Pd infatti scrisse il suo sì sul progetto, ribadendo la bontà della scelta e il giusto cammino intrapreso.
Il Pd era convinto che il forno non avrebbe spostato voti. Dopo il risultato del primo turno Bernazzoli ammise di aver pagato la scelta ed iniziò un improvvida rincorsa sui temi dei “No termo”, intitolando addirittura una serata “Verso rifiuti zero”, ospitando l'assessore che a Reggio l'inceneritore lo ha spento e il sindaco di Forlì che si è costituito parte civile contro gli inceneritori di Hera.


Non ne hanno indovinata una in via Treves, confermandosi specialisti nello sbagliare il rigore a porta vuota, senza arbitro ne portiere.
Ma è già passato ed ora dobbiamo affrontare il presente.
Se osservassimo da vicino il camino di Ugozzolo, noteremmo in superficie alcune increspature.
Al terribile e sciagurato terremoto di sabato notte ne è seguito un altro più benevolo, che oggi incrina in modo preoccupante la tenuta del progetto.

 
Un progetto voluto e sostenuto da quel candidato che Parma ha rifiutato con numeri quasi imbarazzanti.
Un progetto che poteva portare ulteriore danno all'ecosistema di Parma già gravato da un inquinamento preoccupante e pericoloso.
Che senso aveva aggiungere altro inquinamento quando ci sono soluzioni alternative più efficaci?

 
Oggi, durante i minuti di incredulità davanti alle prime stime dei risultati, abbiamo visto passare il film di questi sei anni impiegati a recuperare la coscienza di cosa stavamo partorendo ad Ugozzolo.
Una lotta sfinente e lunghissima, che ha fatto crescere la coscienza dei cittadini avvicinandoli ad un tema ostico come quello dei rifiuti, facendo diventare i cittadini esperti di raccolta differenziata e di modelli di gestione, riempiendo auditorium, strade e piazze, portando esperti da tutto il mondo, facendo cultura, a favore di tutti, anche di chi ci scherniva e continuerà a farlo.

 
Non sappiamo quanto il tema inceneritore sia stato determinante sulla strada della vittoria di Federico Pizzarotti.
Abbiamo però visto i tanti volti felici e goduto degli abbracci veri di cittadini veri.
Una soddisfazione impagabile.

 
I nostri saluti al vecchio camino.
Un suo reimpiego come vaso da fiori lo abbiamo individuato nel titolo di questo articolo, un invito anche al dialogo ed alla condivisione di un percorso che può portare Parma in cima al mondo, questa volta nella giusta direzione.

 

     Dal Doss Trento. Camini Italcementi

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