Prove poco tecniche per un teleriscaldamento (economicamente) insostenibile

Prove poco tecniche per un teleriscaldamento (economicamente) insostenibile

Tra Iren, Dolomiti Energia e le loro aspirazioni il passo è breve e biforcuto

 

Interessanti spunti da Reggio Emilia, con le accuse di “truffa” a Iren dai potenziali utenti del teleriscaldamento.

Ci giungono come il cacio sui maccheroni, visti gli ennesimi tentativi degli aspiranti all’inceneritore nostrano di far quadrare i conti riprovando a proporsi con un teleriscaldamento sconveniente, sia economicamente che eticamente.

 

Direttivo Nimby trentino

Trento, 28 luglio 2011

 

 

Da Reggio accusano Iren di truffare gli utenti con il teleriscaldamento

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR


Apprendiamo dalla stampa di oltre Enza che il consigliere reggiano leghista Andrea Parenti “vada giù spiano”, come dicono a Parma, per denunciare quella che lui definisce un'autentica "truffa" ai danni dei cittadini perpetrata da Iren.

Riportiamo l'articolo del sito Reggio Online, rammaricandoci che analoghe prese di posizione a Parma siano ben difficili da vedere.

Segue

[...]


Ecco quindi l'articolo pubblicato dal sito Reggio Online, riportato anche sotto: 

Parenti (Lega): "Iren e la truffa del teleriscaldamento" 

e la tabella di calcolo del teleriscaldamento:

 


Una “truffa”. Non usa giri di parole il consigliere comunale della Lega, Andrea Parenti, per definire la gestione del teleriscaldamento tenuta da Iren. Di recente, “e dopo mesi di richieste”, ha aggiunto Parenti, “sono venuti in Commissione consiliare per fornire delucidazioni e spiegazioni in merito. In realtà, ci hanno soltanto raccontato frottole”.

Parenti, quindi, è sceso nello specifico della questione, prendendo in considerazione la formula da cui si ricava il costo dell'utenza e, a suo dire, i ricavi “faraonici” che Iren avrebbe sull'utenza stessa. “La simpatica formulina (vedi link al pdf) recita come il costo del metano viene convertito in costo teleriscaldamento. Purtroppo per i reggiani, nella formuletta vi è il trucco a danno dei clienti: il rendimento medio di combustione di una caldaia tipo viene indicato nell'80%. Peccato che il valore indicato potesse andare bene negli anni '70-'80, non certo oggi. Le moderne caldaie, infatti, vanno da rendimenti del 90% minimo fino a un 100-105% (caldaie a condensazione). Non è un'innovazione dell'ultima ora, è da quasi 20 anni che i rendimenti delle caldaie 'tipo' superano il 90%”. Per Parenti, quindi, sarebbe lecito utilizzare, “come minimo, un rendimento del 90%. A questo punto, ogni cliente si trova una tariffa più alta del dovuto del 12%”.

Il consigliere ha invitato ogni cittadino “che abbia in casa una caldaietta individuale a verificare da solo, controllando il rendimento di combustione che dovrebbe essere verificato ogni due anni. I valori rilevati saranno sempre superiori al 90%”. L'aggravante, secondo Parenti, è che “sul teleriscaldamento i margini lordi di Iren sono faraonici, ben superiori al 13% circa dell'utile che l'azienda ha sulla vendita del gas metano. Grazie a insensate agevolazioni fiscali, Iren ha infatti un margine lordo sul teleriscaldamento intorno al 40%”.

Il monito del consigliere del Carroccio è rivolto a “cittadini, associazioni di categoria e amministratori. Si facciano sentire perché è l'unico modo per far calare la tariffa. Da notare che nell'estate 2009, quando il sottoscritto rese pubblica l'esosità della tariffa, il teleriscaldamento costava ben 11 cent/Kw. In seguito è “miracolosamente” sceso di prezzo di un buon 10%. Ad oggi è circa 10 cent/Kw. Non ci verranno a raccontare che il metano in questi due anni è diminuito, voglio sperare. È più probabile invece che, se nessuno denuncerà il problema, Iren cercherà di alzarlo il più possibile”.


Parma, 28 luglio 2011