Ambiguità e illusionismi degli stregoni di Rifiuti Zero

Rifiuti Zero? Usciamo fuori dalle ambiguità 

WWF Litorale Pontino, 8 dicembre 2014

 

Il Consiglio comunale di Terracina ha un punto all'odg che recita: Applicazione della strategia “Rifiuti Zero” mediante piano di riduzione e valorizzazione dei rifiuti.

Per coloro che non hanno dimestichezza con le strategie di trattamento dei rifiuti, Rifiuti Zero è la traduzione corrente dell’espressione americana Zero Waste che più correttamente andrebbe intesa come Zero Scarti.

Facciamo qualche puntualizzazione. Intanto, in tutte le trasformazioni il secondo principio della termodinamica (che non si può trasgredire) ci obbliga a lasciare sempre qualcosa, sia essa energia o materia. Quindi, Rifiuti Zero già solo semanticamente è fuorviante. Inoltre, si sono impossessati di tale espressione anche coloro che mirano a “valorizzare” energeticamente i rifiuti, i fautori dell’incenerimento, che così portano a Zero i rifiuti. Se ciò non bastasse la strategia Rifiuti Zero che viene diffusa nel nostro Paese fa ampio uso di TMB (Trattamento Meccanico Biologico), che pur finalizzato al recupero di materia come affermano i sostenitori della strategia, lascia sempre qualcosa che prenderà altre strade. Per l’organico, poi, prediligono il trattamento anaerobico con produzione di biogas.

Per abbandonare l’ambiguità dell’espressione Rifiuti Zero da qualche anno è stata introdotta giustamente l’espressione Riciclo Totale che non gioca con le parole, non ricorre ad alcun trattamento meccanico biologico ed è rispettosa dei principi della termodinamica in quanto prevede gli scarti nei processi ma li reimmette nel ciclo delle merci.

L’espressione Rifiuti Zero, quindi, potrebbe anche essere interpretata come Riciclo Totale ma la strategia Rifiuti Zero presentata in un incontro pubblico a Terracina il 29 novembre ha tutti i limiti sopra elencati.

 

Terracina, Wwf contro la strategia Rifiuti Zero

h24 notizie – Andrea Di Lello, 9 dicembre 2014

 

Il  Wwf Litorale Pontino boccia la strategia “Rifiuti zero”. E non a caso la bocciatura arriva alla vigilia della seduta di Consiglio Comunale del 9 dicembre tutta dedicata all’applicazione di questa modalità di “riduzione e valorizzazione dei rifiuti”. A questa Assemblea consiliare si è arrivati dopo un convegno, tenutosi il 29 novembre presso il Liceo Leonardo da Vinci, organizzato da Raffaele Mauro, del Comitato Rifiuti Zero Terracina, con la partecipazione, oltre che del sindaco e di altri amministratori, anche di Massimo Piras, presidente Zero Waste Lazio, e Piergiorgio Rosso, del Comitato Scientifico Rifiuti Zero.

Il Wwf è andato a sentire e sottolinea i “limiti” della strategia proposta in quell’incontro pubblico. “Facciamo qualche puntualizzazione -scrivono gli ambientalisti del Panda in un loro post su facebook-. Intanto, in tutte le trasformazioni il secondo principio della termodinamica (che non si può trasgredire) ci obbliga a lasciare sempre qualcosa, sia essa energia o materia. Quindi, Rifiuti Zero già solo semanticamente è fuorviante. Inoltre, si sono impossessati di tale espressione anche coloro che mirano a “valorizzare” energeticamente i rifiuti, i fautori dell’incenerimento, che così portano a Zero i rifiuti. Se ciò non bastasse la strategia Rifiuti Zero che viene diffusa nel nostro Paese fa ampio uso di TMB (Trattamento Meccanico Biologico), che, pur finalizzato al recupero di materia come affermano i sostenitori della strategia, lascia sempre qualcosa che prenderà altre strade. Per l’organico, poi, prediligono il trattamento anaerobico con produzione di biogas”. Secondo il Wwf, “la strategia Rifiuti Zero presentata in un incontro pubblico a Terracina il 29 novembre ha tutti i limiti sopra elencati

Il Litorale Pontino, invece, è per il Riciclo Totale, “che non gioca con le parole, non ricorre ad alcun trattamento meccanico biologico ed è rispettosa dei principi della termodinamica in quanto prevede gli scarti nei processi ma li reimmette nel ciclo delle merci”. Gli ambientalisti del Panda affermano che “è questa la linea stabilita dalle direttive europee, che nella 98/2008/UE parla chiaramente di ‘società del riciclo’ e obbliga gli Stati membri ad elaborare piani di riduzione dei rifiuti”.

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