Perché Andrea Masullo sostiene la digestione anaerobica dei rifiuti organici

Perché sostengo la digestione anaerobica dei rifiuti organici

Andrea Masullo – Roma, 1 giugno 2013

 

 

Dal momento che in questo spazio sono stato trattato nell'articolo di Andrea Pulcinelli del 9 maggio scorso, come "l'ing. Masullo consulente della MARCOPOLO" insinuando che io esprimo opinioni interessate, è evidente che l'autore non è molto esperto di questioni ecologiche e quindi non conosce le decine di libri e le centinaia di articoli da me scritti e le tantissime interviste da me rilasciate negli ultimi 40 anni in difesa dell'ambiente. Non conosce le lotte contro l'energia nucleare e contro il carbone e gli inceneritori dei rifiuti che ho promosso e sostenuto. Pazienza se non conosce me, ma ben più grave è il fatto che mostra di conoscere assai poco ciò di cui parla.

 

Anche se l'inconsistenza scientifica delle sue argomentazioni renderebbe legittimo il sospetto di suoi sconosciuti doppi fini, accusa che lui senza esitazione rivolge a me, io a differenza di lui, ho sempre avuto un sacro rispetto delle opinioni altrui e quindi, preferisco attribuire ad ignoranza e non a malafede le sue assurde argomentazioni contro la digestione anaerobica. Benché io abbia insegnato per 12 anni all'università economia sostenibile, ho sempre rifiutato atteggiamenti di superiorità culturale tipica dei cosiddetti esperti, e avendo in diverse sedi pubbliche già argomentato scientificamente la mia opinione, ritengo superfluo replicare in questa sede.

 

Mi limito a dire che nel sostenere che la digestione anaerobica seguita da compostaggio sia il trattamento più naturale e sostenibile per i rifiuti organici puliti, sono in ottima compagnia, essendo la stessa opinione di tutte le associazioni ambientaliste ed i più prestigiosi organismi di ricerca del mondo; ne cito solo alcune: WWF, Greenpeace, Friends of the Earth, Worldwatch Institute (si veda il rapporto State of the World 2009), ecc. Inoltre, essendo il suo riferimento politico dichiarato il Movimento 5 Stelle, vorrei ricordare al bizzarro autore che nel programma nazionale del movimento, all'ultimo punto del capitolo energia c'è proprio il sostegno al biogas prodotto da digestione anaerobica della FORSU.

 

Venendo ad argomentazioni serie, utilizzare il biometano non può essere considerata una forma di incenerimento dei rifiuti, come se si trattasse di CDR, in quanto mentre è solo una legge sbagliata e fatta per l'interesse delle imprese di smaltimento e non la chimica a dire che il CDR è un combustibile e non un rifiuto, il biometano non è un rifiuto ma un prodotto derivato, a tutti gli effetti combustibile di elevata qualità e rinnovabile. Chi scrive ha condotto per il WWF mille battaglie, in tutte le sedi, anche con ricorsi alla corte di giustizia europea, contro il CIP6/Certificati Verdi attribuiti al CDR (ancora circola su You Tube un video con Beppe Grillo a Trento, in cui, nel 2006, liquido la questione con la battuta "le bottiglie di plastica non crescono sugli alberi").

 

Oggi, per lo stesso motivo, sostengo, in nobile compagnia di tutte le associazioni ambientaliste del mondo, che il biometano da FORSU, fa parte non solo di una strategia zerowaste, ma anche di una strategia zeroemissions, e, integrandosi come fonte stabile e immagazzinabile con solare, geotermia e mini eolico, è una componente importante di sistemi energetici sostenibili per distretti territoriali autosufficienti.

 

Chi si oppone a questo fa il gioco di Enel ed ENI. Piuttosto sostengo che la battaglia debba essere rivolta ad ottenere che tali impianti siano realizzati su iniziativa dei comuni e con la partecipazione dei cittadini agli utili, attraverso l'azionariato popolare. In tal modo il beneficio sarebbe ecologico, sociale ed economico e i rifiuti resterebbero proprietà dei cittadini che li affiderebbero all'impianto in "conto trasformazione" in metano e terra fertile.

 

 

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