Assisi - 25 maggio 2013. No biogas e biomasse

Assisi - 25 maggio 2013. No biogas e biomasse

Nella città di Francesco per dire SI all'aria, l'acqua, la terra, il cibo puliti, contro la speculazione e la truffa delle biomasse

sgonfiailbiogas, 7 aprile 2013

 

I mille no alle centrali a biogas e biomasse che si sono levati e si levano da ogni parte d'Italia diventeranno un unico NO e un unico SI alla terra, all'acqua, all'aria, al cibo puliti nella città di Francesco il prossimo 25 maggio per una manifestazione nazionale dei comitati no biogas e biomasse aperta a tutti i comitati, associazioni, coordinamento che hanno a cuore gli stessi obiettivi: contrastare la nocività ambientale, salvare l'agricoltura da bioenergie e pesticidi, salvare il paesaggio.

 

 

Comunicato

Coordinamento Terre Nostre no biogas no biomasse per la salute e l'ambiente


Ieri a Padova si è riunito il coordinamento nazionale Terre Nostre con una significativa partecipazione di comitati veneti. Stiamo contrastando qualcosa di molto grosso e dobbiamo in qualche modo esprimere all'unisono il nostro no per farlo sentire.


È giusto contrastare con tutti i mezzi a livello locale le centrali ma bisogna essere consapevoli che questa calamità, non certo naturale, è stata determinata da precise volontà e scelte politiche ed economiche e si può efficacemente azzerare solo annullando incentivi e favoritismi normativi agendo a livello politico e di opinione pubblica.


È necessario rendere visibile un movimento diffuso ma che fatica - tranne in alcune realtà come le Marche - ad avere spazio sui media nazionali. Per far conoscere le ragioni di un movimento che in centinaia e centinaia di incontri, manifestazioni, convegni, raccolte firme, e assemblee in tutta Italia ha coinvolto decine di migliaia di cittadini è necessaria una iniziativa pubblica nazionale.

Una manifestazione in cui i protagonisti di questo grande movimento si ritrovino tra loro ed esprimano insieme le motivazioni del loro impegno.


Da tempo si discute di organizzare un evento ad Assisi. Era stato programmato prima della elezione di papa Francesco. Oggi, con le forti e coraggiose prese di posizione del nuovo papa il ritrovarsi nella città di quel Francesco al quale il papa si ispira assume un significato ancora più forte. In questa scelta (maturata oltre un anno e mezzo fa quando anche nella valle sotto Assisi stava per essere realizzata una biogas) non c'è nessuna strumentalità.


Il coordinamento Terre Nostre rappresenta un movimento che è intrinsecamente pacifico, costituito in minima parte di militanti e in larga parte da persone che non si sono mai impegnate direttamente in politica o nei movimenti: mamme, famiglie, che difendono il paesaggio, il cibo pulito, un ambiente concretamente vivibile a partire dall'aria che si respira.

 

Le biomasse utilizzate a scopi energetici aprono nuovi scenari di smaltimento dei rifiuti allontanando le prospettive virtuose della riduzione della loro produzione, dell'aumento del riciclo. Tolgono terra alla produzione di cibo spingendo verso un'agricoltura ancora più intensiva e industrializzata e stimolando la corsa all'accaparramento della terra in Africa e altrove sia per produrre gli oli da bruciare nelle centrali poste nei nostri paesi sia per compensare la minor produzione di alimenti per l’alimentazione dell'uomo e del bestiame a casa nostra.


Così si disboscano foreste, si aumentano le emissioni di CO2 e si compromettono ecosistemi e agroecosistemi fragili. Così si deportano intere comunità rurali dalle loro sedi e si mina la loro sicurezza alimentare. Gli enormi incentivi (miliardi e miliardi) che sostengono la proliferazione delle centrali (1000 solo a biogas escluse le piccole che sono "invisibili") sottraggono risorse a programmi di risparmio energetico che, con la riqualificazione di edifici pubblici e privati, darebbero lavoro a moltissime piccole imprese e lavoratori laddove la falsa e sporca green economy delle biomasse distrugge posti di lavoro danneggiando le filiere agroalimentari e turistiche e le stesse filiere del legno compromesse dall'invasione di cippato e pellets a basso costo di lontana origine.


Una vera biotruffa da diversi miliardi di Euro che segna una forma di aggressione al territorio, all'acqua, all'aria, alla terra, alle comunità locali. Una truffa che vede in prima fila i gruppi del capitalismo ex-industriale ed ora speculativo (Tronchetti-Provera, Marcegaglia, Marzotto, Maccaferri, Merloni...) e in seconda la mafia.

È un'aggressione inedita in forma capillare, che porta ad aggiungere emissioni nocive dove già l'inquinamento ambientale è elevato producendo un impatto (non solo ambientale ma anche economico e sociale) del tutto sproporzionato alla quantità di energia ottenuta e prefigurando forme inquietanti di smaltimento dei rifiuti in impianti a combustione e a digestione anaerobica. Particolarmente grave sia per la difficoltà dei controlli (e l'invito a nozze dell'ecomafia) sia per le prospettive di danneggiare le sicurezza alimentare futura contaminando i terreni con i digestati e altri residui dello smaltimento di varie forme di rifiuto (senza contare che la concorrenza delle biomasse "drogate" dagli incentivi indebolisce, attraverso una impari concorrenza, l'agricoltura vera).


Intanto si moltiplicano le fumate delle centrali a biomassa (a seguito di malfunzionamenti) e gli sversamenti nei corsi d'acqua dei digestati della centrali a biogas. Si moltiplicano i casi di scuole esposte alle inalazioni degli inquinanti delle adiacenti centrali collocate a bella posta a fianco delle scuole per incassare il massimo di incentivi con la scusa della cogenerazione. Si moltiplicano i disagi di piccoli centri, caratterizzati da viabilità campestre inadeguata a un traffico industriale, penalizzati dal traffico di mezzi pesanti impegnati per rifornire le centrali (e per smaltire i residui).

 

Abbiamo ragioni forti, il problema biomasse è di per sé un'emergenza nazionale e abbiamo il diritto-dovere di farlo sapere. Farlo in un sito di così forte valore simbolico come la città di Francesco può - per tutte le ragioni esposte - aiutare ad amplificare il messaggio.


Al fine di ampliare il significato della manifestazione e di allargare la partecipazione e il conseguente impatto si è deciso di aprirla anche a temi connessi, nel quadro di un impegno complessivo contro le varie forme di nocività ambientale, contro il business dei rifiuti, per l'ecologia sociale, il diritto all'acqua, all'aria, al cibo puliti ma anche a un paesaggio gradevole costruito dalla fatica delle generazioni passate ed elemento di riconoscimento e coesione delle comunità locali, un'agricoltura sottratta ai ricatti dei sistemi globali di produzione di cibo ed energia, libera dalla concorrenza delle bioenergia, ma anche libera da pesticidi. Ci rivolgeremo in questa prospettiva alle tante associazioni, comitati, coordinamenti, coalizioni che operano in questo ambito.

 

L'impegno per una manifestazione che porti ad Assisi migliaia di persone non è da poco ma speriamo di aver espresso le ragioni per chiedere ai coordinamenti, ai singoli comitati, ai singoli di impegnarsi per il successo iniziando sin da ora a raccogliere prenotazioni per la partecipazione organizzata all'evento e di sollecitare l'adesione di personalità di rilievo in campo ecclesiale, culturale e politico (senza simboli di partito sono bene accolti tutti coloro che sono disposti ad aiutarci e che lo stanno già facendo). Ogni giorno è prezioso.


Nel corso di tutte le iniziative che in Italia si organizzeranno da oggi al 24 maggio contro le centrali a biogas e biomasse siete invitati a pubblicizzare la manifestazione e a raccogliere le adesioni (con versamento anticipato per il pullman).


Il programma della giornata, predisposto dagli amici del coordinamento Terre Nostre dell'Umbria che si sono assunti il gravoso impegno è il seguente:

alla mattina un convegno con importanti relatori e la partecipazione di delegazioni estere;

alle 15 dalla piazza della Basilica di Santa Maria degli Angeli si muoverà la marcia che - se verrà autorizzato il percorso - transiterà dalla Basilica di S. Francesco.

La manifestazione si concluderà con una festa popolare nella Piazza del comune nel cuore di Assisi.

 

Michele Corti

coordinatore nazionale Terre Nostre

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“Costruiamo vasche per la produzione di biogas dal diametro a richiesta, da 7 fino a 45 mt e 15 mt di altezza, sempre tonda.” (Spallacci.it)

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