Cronaca

In Alto Adige un Piano dei rifiuti in stile negazionista

In Alto Adige un Piano dei rifiuti in stile negazionista

 

Iniziativa correlata

A Bolzano disobbedienza civile

per il (divieto di) riciclo della plastica


Se per alcuni l'Alto Adige appare come un “modello” nella gestione ambientale, molto probabilmente sta vivendo un altro momento di dissimulazione della realtà. Un caso emblematico lo ritroviamo nella gestione dei rifiuti.

Questa gestione, sottomessa alla logica dell'incenerimento, da strani frutti:

- la combustione dei rifiuti, compresa la plastica, è energia rinnovabile;

- il solare termico in zone fornite di teleriscaldamento, alimentato con la plastica, non è incentivato;

- è vietata la possibilità di differenziare la plastica per poterla bruciare;

- il riciclo della plastica non esiste;

- il recupero del contributo sugli imballaggi in plastica non viene recuperato, tanto paga il cittadino: una prima volta all'acquisto del prodotto imballato, una seconda a causa del mancato recupero del contributo, una terza per il recupero-smaltimento in inceneritore oltre alle probabili sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi.

 

Le direttive europee non sono roba per gli altoatesini.

Tutto questo concertato tra i partiti di maggioranza e opposizione, da sinistra a destra, siano essi ufficialmente ambientalisti o sviluppisti nel nome della “Realpolitik” e delle poltrone.

Perché tale modello non venga ripresentato altrove basta leggere qualche diapositiva della relazione di Claudio Campedelli illustrata a Lavis lo scorso 1° giugno.


Redazione Ecce Terra

Trento, 28 giugno 2012

 

 


video

Contenuto alternativo flash

Per visualizzare questo Flash hai bisogno del Javascript sul vostro browser e la versione aggiornata del player flash.