Cronaca

Caro Pacher: “Un Passo Indietro” sull’inceneritore

Lettera del Comitato "Coordinamento Trentino Pulito

Inviata e pubblicata l'8 maggio 2012 sul Blog della Provincia PASSO (trovarla non è facile)


“Un Passo Indietro”

 

     Poggio San Lorenzo (RI), 12 marzo 2010. Al passo coi tempi


Caro Assessore dott. Alberto Pacher,

 

sfogliando il vocabolario della lingua italiana alla parola “contraddizione” si attribuisce il significato di opposizione, contrasto, discordanza tra pensieri ecc., ed è proprio questa la sensazione che abbiamo avvertito a seguito della lettura dell’interessante e nuovo documento della PAT chiamato PASSO e che ci ha indotto a formulare un ragionamento da divulgare e mettere a confronto attraverso l'opportunità offerta dal blog.

Essendo noi un comitato che da scelte statutarie si è posto l’obiettivo di contrastare la volontà politico/amministrativa di costruire un inceneritore nella città di Trento, il nostro intervento si circoscrive a tale argomento, ma precisiamo che l’intera materia dello sviluppo sostenibile rappresenta (anche per noi) un valore assoluto da perseguire a difesa della nostra Madre Terra.

 

Testualmente riportiamo i punti che valutiamo contraddittori in termini di coerenza tra pensiero e azione e formuliamo così le nostre considerazioni.


- A pag. 4 si informa di “adottare una prospettiva di miglioramento continuo, considerando i risultati raggiunti come precondizione di un passaggio successivo per raggiungere obiettivi via via più ambiziosi.

In tale ottica, riteniamo che sei anni dopo il Terzo aggiornamento del Piano Provinciale di Smaltimento Rifiuti si siano raggiunti grandi “risultati” (raccolta differenziata al 70% a Trento e all’85% in Valle di Fiemme – risultati che vanno estesi a tutta la provincia) e quindi sono più che maturi i tempi per procedere al Quarto aggiornamento affinché tali risultati diventino (appunto) “precondizione” per un passaggio successivo. Lo esigono inoltre l'impegno e l'elevato senso civico dei cittadini e le numerose novità e modifiche introdotte nel settore.


- A pag. 12 si parla di “attivazione di progetti di ricerca pubblico-privati nei settori di particolare rilevanza dello sviluppo sostenibile del Trentino e di inserimento delle tematiche della sostenibilità nei curricula didattici dell'Università e della formazione professionale”.

In tal senso ci si chiede perché non siano ancora state attivate tali collaborazioni data la presenza di invidiabili Università nel capoluogo con le quali affrontare le ultime frontiere dell'indifferenziato ed elaborare quelle sfide progettuali che in altri Comuni, come Ponte nelle Alpi, hanno già raggiunto obiettivi tali da incuriosire Bruxelles (dove i dati sono stati portati e discussi) e che al contrario vengono ignorati e/o snobbati dai nostri amministratori.

Merita a tale proposito ricordare la sfida vinta da Pampers con il Centro Riciclo Vedelago (TV) e il Comune di Ponte nelle Alpi (BL) che ha dato vita al primo sistema sperimentale in Italia di raccolta e riciclo dei pannolini usati.


- A pag. 13-14 si precisa che la Crescita sostenibile significa:

costruire un'economia a basse emissioni di CO2 più competitiva, capace di sfruttare le risorse in modo efficiente e sostenibile”.

Indicando nella tabella allegata (pag. 14 - punto I3A) che per quanto riguarda la riduzione di emissioni di gas serra (variazioni % rispetto ai livelli del 2005) (2009) la situazione del trentino è a -6,7%, quindi un dato negativo al quale fanno corrispondere la faccina triste Frown.


Ci chiediamo come si possa essere competitivi e capaci costruendo un’economia a basse emissioni di CO2 se consideriamo che con la combustione dei rifiuti si ha l’emissione in atmosfera di quantitativi enormi di CO2 (secondi solo a quelli degli impianti a carbone), di diossine, di fumi, polveri grossolane (PM10), fini (PM 2,5) e finissime (inferiori a 1 micron), metalli pesanti e sostanze chimiche, molte delle quali già classificate dalla IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) come certamente cancerogeni per l’uomo. Emissioni che risulterebbero altresì devastanti proprio per quell’economia della Valle dell’Adige ad alta vocazione frutticola e vitivinicola.


- A pag. 22 si recita “completamento del sistema impiantistico del Piano Provinciale di Smaltimento Rifiuti mediante la realizzazione di un impianto di smaltimento caratterizzato dal recupero di energia dalla frazione indifferenziata dei rifiuti”.

L'impianto non si chiama nemmeno più inceneritore (o termovalorizzatore?) ma con astuti giri/imbrogli (o raggiri) di parole viene camuffato, spacciandolo come il completamento di un progetto (di 10 anni fa) di gestione dei rifiuti che chiude la propria virtuosità e sostenibilità (ricordiamo che rimangono circa 25% - 30% di ceneri da smaltire in discariche speciali) con la combustione di quel quantitativo di indifferenziato che non raggiungiamo più (cioè le 103.000 tonnellate/annue) e che può essere ridotto ulteriormente con l’applicazione della tariffa puntuale che costituisce il premio legato all’effettivo quantitativo di residuo prodotto.

Ma aldilà di questo possiamo verificare che sull'inceneritore non si molla perchè obbligato da una politica provinciale che cerca (per giunta) di qualificarlo come “Un Passo verso la sostenibilità 2020 e oltre” quando è ormai risaputo e assodato che l'inceneritore oltre che essere per propria natura la soluzione culturale opposta al riciclaggio, rappresenta una scelta obsoleta diventando indicatore di una politica che non è riuscita a compiere quelle sfide progettuali di sostenibilità per non aver condiviso l'idea di un mondo migliore.

Negli USA e in Germania non li costruiscono più. Gli Inceneritori sono stati sostituiti, negli USA, dalla raccolta differenziata spinta e in Germania con impianti di Trattamento Bio-Meccanico dei rifiuti.

"Gli inceneritori sono proposti ai paesi in via di sviluppo e anche all'Italia" afferma il Prof. Federico Valerio (Direttore dl Dipartimento di Chimica Ambientale dell'istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro-Genova).


- A pag. 27 si indicano quali “condizioni imprescindibili per lo sviluppo il mantenimento della democrazia e della partecipazione attiva dei cittadini”.

Nel “Primo Rapporto sulla Qualità della Democrazia in Trentino”, (vedi il 6° Rapporto sullo stato dell’Ambiente della Provincia di Trento) commissionato dalla Provincia Autonoma di Trento nel maggio del 2008, al termine dell’indagine gli autori così concludono: … il confronto informale e dialogico è sistematicamente bandito… si tratta di un deficit di confronto… 

A tale riguardo ricordiamo di avere più e più volte sollecitato un incontro con il Presidente Dellai, con il Vicepresidente Pacher ed il Sindaco Andreatta i quali, adottando il medesimo sistema dell’ignorare e perseverare nell’ignorare, hanno eluso ogni richiesta di confronto. Li abbiamo invitati alle tante serate informative organizzate, ma non abbiamo mai avuto l’onore della loro presenza.

Abbiamo manifestato sfilando con i trattori, accompagnati da più di un migliaio di cittadini, agricoltori, associazioni, comitati, sindacati e amministratori pubblici sentendoci liquidare con una, tanto banale quanto ovvia, battuta che ha titolato i quotidiani locali recitando: “inquinano di più loro con i trattori che l’inceneritore”.

Abbiamo consegnato 6000 firme direttamente al Sindaco (raccolte nelle piazze) di cittadini contrari alla costruzione dell’impianto.

Abbiamo formalizzando una proposta di mozione (insieme a Nimby trentino Onlus), sottoscritta da 1000 cittadini (che presenteremo a breve) per chiedere la convocazione del Consiglio Comunale affiche lo stesso ridiscuta: 1) la gestione dei rifiuti, 2) lo smaltimento in discarica o mediante inceneritore e 3) gli impatti dell’inceneritore sull’agricoltura e sulla salute.

Sabato 17 marzo 2012 abbiamo inviato (insieme a Nimby trentino Onlus) una lettera al Servizio politiche risanamento siti inquinati e gestione rifiuti e all’APPA con la richiesta di poter partecipare all’elaborazione dei piani di gestione e programmi di prevenzione rifiuti ai sensi degli artt. 30 e 31 della Direttiva 2008/98/CE.

Fino ad oggi unico risultato ottenuto è stata l’indifferenza e quindi ci chiediamo quale sarà la veridicità dell’obiettivo descritto a pag. 28 (punto 4 D2.1) che prevede la “definizione ed utilizzo di procedure di consultazione e partecipazione dei cittadini ai processi di pianificazione e alle scelte relativa alla sostenibilità del Trentino”.


- A pag. 34/35, infine, troviamo l’affermazione chiave: “il particolato (PM10) comprende le particelle con diametro minore di 10 micrometri che possono essere assorbite dall’apparato respiratorio e avere effetti negativi sulla salute. La maggior fonte proveniente dalle attività umane riguarda la combustione”. 

 

Combustione che per l’appunto, come sappiamo, non distrugge ma trasforma, trasforma in diossine, ceneri altamente tossiche, metalli pesanti ecc.. 

Per l’appunto non possiamo che confermare e ricordare che un impianto industriale di incenerimento viene classificato come “Industria insalubre di prima classe” ed ad oggi, malgrado la mole di documentazione prodotta non sono ancora state date risposte credibili sia per quanto riguarda gli impatti sull’agricoltura sia per quelli sulla salute. Lo stesso Studio di fattibilità commissionato dalla Provincia non fornisce elementi tranquillizzanti sugli effetti delle emissioni, sostenendo la necessità di ulteriori approfondimenti e monitoraggi (che non sono avvenuti o meglio che avverranno a posteriori sulla pelle degli stessi cittadini/cavie). Ricordiamo inoltre i documenti prodotti e le manifestazioni di contrarietà dell’associazione ISDE Trentino Alto Adige, dell’associazione Giovani Farmacisti e Pediatri trentini che sono stati presentati anche ai soggetti politici e alle istituzioni e che trattano le implicazioni di natura eco-ambientale in relazione al nostro territorio, le implicazioni di ordine sanitario, gli studi epidemiologici e i danni alla salute umana e, in particolare, a quella dei bambini.


Rinnoviamo la richiesta di confronto sostenendo che solo “Un Passo Indietro” potrà rappresentare il primo vero passo verso uno sviluppo sostenibile sostanziale per una Provincia Autonoma che sia e possa qualificarsi di eccellenza e di esempio per l’Italia e per l’Europa.

 

Grazie a tutti per l’attenzione e cordialità.

Coordinamento Trentino Pulito


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