Cronaca

Clini e la grigia economy

Clini e la grigia economy

 


     Brescia. Bocchetta caricamento ceneri inceneritore, estate 2005

 

Il ministro Clini, in visita a Borgo con un green elicottero, cerca di rassicurare sull’innocuità anche dell’inceneritore trentino (leggi l'articolo del Corriere del Trentino). 

A proposito di danni a salute e ambiente, cita l’esempio “virtuoso” di Copenhagen (paese che vai meraviglie che trovi) ma non le difficoltà di far quadrare i conti in Trentino perché la grigia economy prevede che chi pagherebbe sono sempre i soliti, mica un ministro, magari affibbiando loro un teleriscaldamento che serve solo a chi lo vorrebbe fare e gestire.

Non cita lo studio Moniter della regione Emilia Romagna, né quello del Registro Tumori del Veneto (che conclude: "... Gli inceneritori con più alto livello di emissioni in atmosfera sono stati quelli che bruciavano rifiuti urbani..."), che dimostrano il contrario di quello che lui afferma.

 

Qualche tempo fa Clini, allora direttore generale del ministero dell’ambiente, mostrò attenzione per la discarica di Korogocho a Nairobi, in Kenia. Tra i progetti per risanarla spuntò “a metà degli anni duemila, quello di una società italiana, Eurafrica, con uffici in Kenya e 10 mila euro di capitale sociale, incaricata di predisporre uno studio di fattibilità pagato a peso d'oro: 721 mila euro. Denaro messo a disposizione dal ministero dell'ambiente, nell'ambito di un impegno assunto dall'Italia e legato al protocollo di Kyoto.

Leggi qui l’inchiesta di Nigrizia o la sintesi recente su Dandora, a galla le prime verità.


Su quel progetto Padre Zanotelli, che conosce bene la situazione di Korogocho e di chi la guarda con interesse, ebbe a dire qualcosa.

Clini, sentendosi diffamato, querelò “il missionario comboniano Daniele Moschetti e il giornalista del Corriere della sera Massimo Alberizzi per due articoli usciti su Nigrizia e sul quotidiano milanese di via Solferino. E in entrambi e distinti procedimenti penali i rispettivi giudici per le indagini preliminari hanno deciso che non era il caso di continuare nel giudizio e di archiviare le cause. Facendo ingoiare bocconi amari ai proponenti.

 

Riportiamo dalla sintesi sopracitata:

Nel decreto di archiviazione della causa intentata al missionario, il giudice Filippo Steidi scrive che anche «se alcune delle espressioni usate sono obiettivamente forti - perché sostanzialmente descrivono Eurafrica come società di speculatori che cercano di fare affari sulla pelle dei poveri -, tuttavia non sono inutilmente sovrabbondanti o gratuitamente aggressive e offensive, descrivendo esattamente il motivo dei "sospetti" al tempo ritenuti gravare sulla società Eurafrica, all'epoca evidentemente sospettata di volersi accaparrare il coordinamento del progetto, pur se priva dei necessari requisiti di affidabilità e trasparenza».


Mio nonno contadino era solito ripetere che “chi ben comincia è alla metà dell’opera” e “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. Tanto più se si tratta di un ministro all’ambiente, ora facente parte di un governo tecnico, che sulle questioni sanitarie si limita a rassicurare.

E ciò vale sia sulle presunte innocuità di un inceneritore danese, francese, austriaco o spagnolo sia di quello trentino in calendario o di uno qualunque emiliano-romagnolo o laziale.


Adriano Rizzoli

Presidente Nimby trentino

Trento, 6 maggio 2012