Cronaca

Rifiuti: l’assurda abolizione del SISTRI

Rifiuti: l’assurda abolizione del SISTRI
Questotrentino - Maurizio Santoloci, settembre 2011

 


Mi occupo di rifiuti e di diritto ambientale ormai da oltre un quarto di secolo. E pensavo di averle viste tutte. E invece no. Onestamente, nessuno avrebbe previsto una cosa del genere. E cioè che a pochi giorni dalla entrata a regime del SISTRI, con il sistema ormai alle porte, dopo un lungo periodo di impegno e stress generale da parte di tutti (aziende in primo luogo), con un colpo di penna di poche righe - mentre arriva Ferragosto - tutto viene di colpo cancellato. Come non detto. Buone vacanze a tutti.


Prima pensi che è uno scherzo, poi che è una forzatura interpretativa delle prime agenzie di stampa, poi che è un malinteso interpretativo di qualche battuta politica ferragostana. Ma poi quando vedi il testo del decreto legge in Gazzetta Ufficiale ti viene il dubbio che allora è proprio vero. Incredibile, ma vero.
Certamente si tratta di un bel regalo a tutti coloro che hanno fatto del contrasto alla disciplina sulla tracciabilità dei rifiuti una bandiera: dai grandi criminali ambientali fino ai piccoli - ma diffusi - furbi ed imbroglioni che adesso - tutti insieme - possono dormire sonni tranquilli perché il pericolo di un controllo più serrato sul loro operato appare esorcizzato e possono continuare a fare quello gli pare. Come sempre, fino ad oggi. In nome della “semplificazione normativa”.


Altra considerazione: cosa c’entra questo provvedimento dentro un decreto che ha la finalità di incrementare le risorse finanziarie per lo Stato e incentivare lo sviluppo dell’economia? Quali effetti positivi può avere questa decisione per lo sviluppo economico, visto che il sistema SISTRI era ormai in fase avanzata e non certamente allo stato iniziale? Non si comprende quale beneficio possa arrecare alle casse pubbliche l’abolizione del SISTRI.


Certo, il Sistri era nato male, senza una preventiva concertazione con gli operatori del settore. Un sistema su cui si sono voluti tenere troppi segreti e che invece avrebbe dovuto essere chiaro e trasparente in tutti i suoi aspetti per essere capito e accettato, prevedendo un adeguato lasso di tempo per essere messo a punto, invece di assistere al susseguirsi di proroghe... Ma di soldi in questo lasso di tempo se ne sono spesi tanti per migliorare un sistema che avrebbe potuto rappresentare una svolta nel controllo della tracciabilità dei rifiuti, portando vantaggi alle aziende che hanno rispettato le regole e che oggi subiscono la concorrenza sleale di chi invece ha fondato il suo business sulla furbizia se non sul malaffare.


Invece, ecco che tanti operatori aziendali onesti, sono stati obbligati per un anno e mezzo a sborsare denaro e a perdere tempo per adeguarsi ad un sistema informatizzato che oggi di colpo viene cancellato, perché si resta con il vecchio registro ed il vecchio formulario. Una cosa ridicola, che genera sconforto tra le aziende rispettose della legge che si sentono a questo punto doppiamente beffate: hanno speso tempo e denaro inutilmente e per di più vedono i loro concorrenti sleali/illegali trionfare. Ci viene il dubbio che sarà legittima una loro richiesta di risarcimento e che lo Stato dovrà rimborsare tutti i contributi di iscrizione già versati dagli operatori, molti dei quali forse potrebbero chiedere anche conto degli ulteriori costi sostenuti per adeguarsi al nuovo sistema di tracciabilità. Dunque, non solo non c’è vantaggio per le casse pubbliche, ma c’è il rischio concreto di un maxi risarcimento collettivo di grande valenza. Ed allora perché questa abolizione improvvisa? [...]


Dott. Maurizio Santoloci