Cronaca

Che cos’è la democrazia, chi e come la costruisce?

Che cos’è la democrazia, chi e come la costruisce?

Nota su quanto dichiarato dall’assessore all’ambiente Michelangelo Marchesi, nel merito di quanto riportato nei seguenti due articoli (leggili, cliccando sui titoli) del Corriere del Trentino e de l’Adige:

 

«Inceneritore, già troppi sprechi per il bando»

Corriere del Trentino – Marika Giovannini, 23 luglio 2011


Nimby reclama l’avvio della tariffa a peso in città

l’Adige – F.G., 24 luglio 2011

 


A che cosa si riferisce Marchesi quando parla di "democrazia"? Ad esempio:

- che democrazia è quella che si fa "suggerire" la costosa consulenza di un avvocato esterno, qualsiasi incarico le venga assegnato (sia esso relativo al flop del project financing propedeutico al primo bando di gara dell'inceneritore, o alla difesa avanti al Tar o al Consiglio di Stato), anziché impiegare le proprie Avvocature, siano esse comunali o provinciali?

- che democrazia è quella che fa troppa fatica a rendere pubbliche, per conoscerne il contenuto, le importanti consulenze sulla tariffa puntuale pagate con i soldi dei contribuenti?

- che democrazia è quella in cui nel novembre scorso, l'allora responsabile provinciale del Servizio rifiuti, Alverio Camin, dichiarava che "è l'ultima proroga concessa" (leggi quise a tutt'oggi si prorogano anche le proroghe?

 

Siamo consapevoli, assieme a molti cittadini, parecchi dei quali anche del partito di Marchesi, che la democrazia è un'altra cosa.

Ad esempio, avere il coraggio di aprire finalmente un reale confronto pubblico per argomentare con esperti e consulenti, non solo quelli di una sola parte; anche per, come pure Marchesi ha sottolineato, "fare un ragionamento onesto per cercare risultati positivi, affrontare le scelte in modo laico al di là delle complessità", approfondendone "tutti gli aspetti".

 

Anche quelli relativi a un sistema di gestione dei rifiuti che ha investito, oltre che in soldi pubblici, sul senso di responsabilità della stragrande maggioranza dei cittadini, non solo di quella ridotta percentuale che brucerebbe, o sembra doverlo fare per sempre, i rifiuti nelle stufe (quante sono quelle presenti nel Centro storico?) o preferisce buttarli dove gli pare.

Meriterebbe davvero approfondire "tutti gli aspetti", magari davanti al consiglio comunale, illustrando i contenuti dei due studi consegnati dal consulente incaricato da Dolomiti Energia, in accordo con il Comune di Trento, di cui pare che pochi ne sappiano qualcosa.


Si potrebbe capire e scoprire che:

- non è saggio costringere i consiglieri, inclusi quelli circoscrizionali, alle convergenze bulgare, senza entrare nel merito di nulla essendo tutto deciso - ben poco democraticamente - altrove;

- c’è un modo di intendere il significato e il fine degli studi prodotti se, limitandoci a quanto riportato a pag. 53 nel suo studio del 2008, il consulente dott. Attilio Tornavacca scriveva:

Bisogna infine rilevare che in Provincia di Trento… si rileva ormai un forte consenso alle iniziative che puntano a massimizzare la quota di materiale da indirizzare al riciclo ed anche i cittadini del Comune capoluogo si attendono ormai il passaggio ad un sistema simile a quello applicato negli altri Comuni della Provincia.


Adriano Rizzoli

Trento, 24 luglio 2011

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