Cronaca

Per incenerire non c’è “economia” che tenga

Per incenerire non c’è “economia” che tenga

 

 

Leggi qui l’intervista al vicepresidente della Pat, Alberto Pacher

 


Sarà un autunno caldo quello in cui si prevede il difficile parto della parte economica di un bando di gara che non riesce a far quadrare né i conti del privato né, tantomeno, quelli del pubblico, che si comporta come un privato.

Nel merito di questo bando - brutto e impossibile – merita riportare quanto di “economico” – con soldi dei contribuenti - è già stato buttato dalla finestra, limitandoci agli esborsi più recenti.


Nel settembre 2008 la Provincia di Trento ha dato il via al finanziamento tramite il "miracoloso" project financing, la cui fragile struttura portante è stata definita dall’avvocato romano Velia Maria Leone.

Per impostare e difendere con le unghie e con i denti il primo bando di gara (deserto, con le monocordi risposte di sei potenziali partecipanti, leggi qui la sintesi) la pubblica amministrazione, fra Provincia e Comune di Trento, ha già speso qualche centinaia di migliaia di €, e cioè:

a) € 176.000,00 (di cui 80.000,00 all’Avv. Maria Velia Leone) di consulenze per l’elaborazione di un bando poi andato deserto per errate valutazioni contenute nel bando stesso;

b) € 92.925,70 di onorari versati all’Avv. Maria Velia Leone per la difesa al T.R.G.A;

c) € 110.000,00 di onorari versati all’Avv. Maria Velia Leone non abilitata a patrocinare in Consiglio di Stato (e all’Avv. Marco Orlando – domiciliatario) per la difesa al Consiglio di Stato.


Il tutto per un ammontare complessivo di € 378.925,70 dei quali € 282.925,70 versati in via diretta o indiretta all’Avv. Maria Velia Leone per svolgere attività che avrebbero potuto svolgere gli avvocati interni del Comune di Trento e della Provincia Autonoma di Trento.

 

E non aggiungiamo, per ora, le ipotizzate spese di consolidamento della parete e/o della rete di teleriscaldamento (ed eventuali altre) che, se prima sembravano essere in capo ai partecipanti alla gara, ora, a certificati verdi dimezzati, pare tornino in capo al pubblico, ovvero ancora a noi.


In questi tempi di crisi in cui si chiedono importanti sacrifici che gravano soprattutto sui cittadini del ceto medio-basso, affidiamo al buon senso del lettore ogni ulteriore valutazione sulla bontà di queste "economie", sotto il profilo della sostenibilità economica, etica e di prospettiva.

 

Direttivo Nimby trentino

Trento, 20 luglio 2011