Cronaca

I Giovani Farmacisti fanno prevenzione, i vecchi medici si adeguano

I Giovani Farmacisti fanno prevenzione, i vecchi medici si adeguano

 

 

L'Associazione dei Giovani Farmacisti e Chimici del Trentino Alto Adige (laureati, laureandi e professionisti con meno di 38 anni) aderente alla Federazione nazionale Fenagifar (da poco fa parte del consiglio nazionale come tesoriere il trentino dott. Davide Cappelletti) ritorna sul problema dell'inceneritore, sostenendo pubblicamente come l'impatto sanitario dell'incenerimento dei rifiuti sia negativo e rilevante. A tal fine mercoledì 1 giugno viene organizzato nell'aula magna del collegio arcivescovile il dibattito «Salute e inceneritore: quale futuro?» con la presenza, fra gli altri, di Giuseppe Miserotti, presidente dell'Ordine dei medici di Piacenza. (Sergio Cattani)

 

Leggi sotto il commento di Franco de Battaglia e la lettera di Davide Tonon

 

l'Adige, 28 maggio 2011

 

 

Il 1° giugno incontro pubblico

Ecco perché l'inceneritore fa male

l’Adige - Davide Tonon, 27 maggio 2011


In qualità di farmacista, di consigliere comunale del paese in cui vivo, ma ancor più di cittadino mi sento in dovere di esprimere grande preoccupazione e netta contrarietà al tanto discusso progetto dell' inceneritore che da anni, troppi anni, si vuole fare. Tutti sono concordi nel dire che urge una soluzione definitiva al problema rifiuti, ma ultimamente si fa sempre più forte la coscienza che l'alternativa alle discariche non sia l'inceneritore. La professione che svolgo mi porta ad essere piuttosto sensibile al problema salute.

Faccio parte del consiglio direttivo Agifar (associazione di giovani farmacisti del Trentino Alto Adige); negli ultimi mesi abbiamo lavorato con passione ed entusiasmo e ci siamo spesi per informare i cittadini, per responsabilizzarli e per renderli consapevoli della pericolosità dell'inceneritore. Pericolosità che, come testimonia la nutrita ed autorevole letteratura esistente sull'argomento, si manifesta nella forma più violenta, ovvero con l'aumento dell'incidenza dei rischi per la salute e della mortalità, soprattutto vicino a tali impianti. Nel caso dell'inceneritore di Trento-nord il rischio per la salute aumenta particolarmente nelle zone della Piana Rotaliana a causa delle correnti prevalenti. Sostanze come diossine, cadmio, arsenico, mercurio, policlorobifenili e particelle PM10, PM 2,5 e PM 0,1 vanno ad inquinare l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo e la terra che coltiviamo.


Le terribili conseguenze si esplicano nell'aumento dell'incidenza di tumori, malattie cardiovascolari, endocrine, immunitarie, respiratorie e neurologiche negli adulti, ma soprattutto nei neonati e nei bambini. Alcune sostanze cancerogene poi, come le diossine, sono cumulabili nel tempo e si depositano nei tessuti grassi dell'organismo, concentrandosi in particolare nelle donne in gravidanza e nel latte delle puerpere che allattano i neonati. Inoltre, già da alcuni anni a questa parte, in particolare nei bambini, si osservano aumenti dell'incidenza di allergie e di altre patologie riconducibili almeno in parte ad un aumento degli inquinanti. Se le cose stanno così perché minacciare ancor più la salute dei nostri cittadini, bambini o adulti che siano?

Le suddette sostanze si liberano a causa della combustione del rifiuto residuo, ma non è tutto. Un altro aspetto negativo da non sottovalutare è quello della cenere altamente inquinante che rimane dopo l' incenerimento e che equivale ad un 30% del peso iniziale. Dove sarà depositata? Alla luce di queste considerazioni sarebbe opportuno, quindi, scegliere un' alternativa che non preveda la combustione.

La scelta della migliore alternativa (e alternative ce ne sono!) non dovrebbe spettare né ad associazioni né ad amministrazioni comunali, bensì alla nostra Provincia Autonoma. La potenzialità dell'ente Provincia, infatti, è la più indicata per discutere, trovare e mettere in funzione il progetto, più funzionale, più economico ma soprattutto quello con il minor impatto su salute ed ambiente.


Pertanto il prossimo 1 giugno abbiamo promosso una serata aperta a farmacisti, medici, giornalisti, politici, sindaci, amministratori comunali e persone che hanno a cuore la salute pubblica, in cui si spiegheranno i rischi derivanti dall'impianto di incenerimento. Verranno presentati gli ultimi risultati del progetto «Sentieri» (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori Esposti a Rischio da Inquinamento), condotto da esperti dell'Istituto superiore della sanità con la collaborazione di Oms e università La Sapienza di Roma che affermano con fermezza che vivere vicino a fonti di inquinamento (tra cui gli inceneritori) significa morire di più. Quella del 1 giugno forse sarà l' ultima possibilità per capire e per far capire, a chi di dovere, che siamo ancora in tempo per fare una scelta migliore. Abbiamo infatti la convinzione che, davanti a temi delicati come la salute, anche coloro che rappresentano i cittadini e che si trovano a dover risolvere al più presto il problema rifiuti si mostrino attenti e accorti nel fare una scelta più saggia e ponderata di quella maturata finora. Ai cittadini curiosi ed interessati, a quelli poco informati, a quelli sensibili e aperti a tali problematiche, ai cittadini tutti, ma soprattutto a coloro che pensano che l'unico modo per eliminare i rifiuti sia l'inceneritore, raccomandiamo di partecipare a questo incontro, che si terrà nell'Aula Magna del Collegio Arcivescovile di Trento, in via Endrici, 23 ad ore 20.30, per ascoltare e capire cosa significhi vivere per anni a pochi chilometri da un impianto di incenerimento.


Non sono ancora papà ma non voglio assolutamente pensare di trovarmi davanti ad un incubo: mio figlio con una malattia che mi chiede: «Papà, perché se sapevi non hai fatto nulla contro l'inceneritore?»


Davide Tonon

È farmacista di San Michele

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