Cronaca

Sulla bancabilità di un inceneritore gonfiato

Sulla bancabilità di un inceneritore gonfiato

 


Dopo le note criticità rilevate dalle sei Ditte assenti al bando di gara per l’inceneritore (in proposito si veda la sintesi delle loro risposte, sotto riportata), Provincia e Comune di Trento stanno cercando di aggiustare la questione cruciale della cosiddetta bancabilità dell’affare inceneritore: cioè come far quadrare i conti in maniera da convincere qualche banca a finanziare il progetto. Questo regge solo se venisse conferito un consistente e costante flusso di rifiuti all’inceneritore con il conseguente flusso di soldi provenienti dalle tasche dei contribuenti.

E per convincere le banche, si sa, non c’è maniera migliore che caricare sull’ente pubblico una parte delle spese necessarie per realizzare il progetto. Sono spese importanti che non rendono appetibile la costruzione dell’impianto. Infatti questo non sta in piedi a meno che non sia l’ente pubblico a costruire le vie di accesso, le infrastrutturazioni, la cabina elettrica, la rete del teleriscaldamento ecc. e a consolidare la parete rocciosa del Sorasass da sempre geologicamente inaffidabile. Ed è su questo che stanno lavorando Pat e Comune per confezionare un bando più appetibile per il privato.

Infatti, l’espediente del project financing, che sembrava la formula vincente per gli aspiranti al bando (leggi qui l'impegno di spesa di 80.000 euro sul totale di 176.000), non regge.


A proposito di spese a carico dell'ammnistrazione, nel gennaio 2010, il Comune di Trento aveva così risposto alla diffida di Nimby trentino  (leggi qui, penultima pagina):

Con riguardo a quanto prospettato… circa il presunto spreco di risorse pubbliche connesso alla procedura attivata dall’Amministrazione, si ricorda che la procedura prevista, in stretta coerenza con la previsione dell’art. 72 bis più volte richiamato, è quella della finanza di progetto… Detta procedura non prevede l’esborso di risorse pubbliche direttamente in capo all’Amministrazione ma la remunerazione in capo al gestore mediante, appunto la gestione protratta nel tempo dell’impianto…

Pare, dunque, si stia pensando di fare esattamente il contrario di quanto dichiarato dallo stesso Comune.

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 16 aprile 2011