Cronaca

L’ardua impresa di far quadrare un bando sbandato

L’ardua impresa di far quadrare un bando sbandato

Cronaca di un marzo non qualsiasi, sbandato come altri

 

Significato di sbandato

Che è in una condizione di disorientamento morale, esistenziale o ideologico per aver perso i legami con il proprio gruppo o ambiente sociale di appartenenza; che conduce una vita disordinata e priva di regole morali. 

 


Diamo spazio ad un mese di cronaca sugli stentati passi verso un secondo bando che potrebbe resistere solo se “ad personam” e con il provvidenziale sostegno della Provincia. Tra le pieghe della cronaca si possono infatti percepire le note difficoltà nel portare avanti un’operazione che regge solo nella misura in cui all’inceneritore fosse conferito “qualcosa” in più delle 100.000 tonn prefissate; a quale costo a tonnellata rimane un mistero o una scommessa.

 

Tra le mezze “novità” non poteva mancare il miracoloso - “senza emissioni” - termoselettore inertizzante a gassificazione.

Tra le migliori uscite che si contendono il pesce d’aprile proponiamo:

quella del sindaco Andreatta che non avrebbe “sposato alcuna tecnologia”;

quella della Provincia che «”studia” la produzione di idrogeno»;

quella del rivano Pietro Matteotti che propone un inceneritore come quello di Brescia. Quello “migliore al mondo”, guarda qui il video Wtert e leggi qui il commento di Francesco Pansera.

 

Dulcis in fundo, se Marchesi lamenta la superficialità di Maestranzi, potrebbe forse aggiornarci sulle vere ragioni della superficialità con cui si è fatto andare deserto un bando, tre anni dopo il suo avvio, che sembrava il massimo possibile, che avrebbe selezionato il meglio oltre che essere aperto a tutto nonché all’Europa.

 

 

Inceneritore, è giusto rimetterlo in discussione

l’Adige – Marco Ianes, 28 marzo 2011

Egregio Direttore,

verrebbe da dire “qualcuno lo aveva detto!”; mi riferisco alle motivazioni delle aziende in merito alla partecipazione alla gara per l’inceneritore di Trento.

Che il bando fosse assurdo, anti-economico e non sostenibile, lo avevamo detto in tanti, perché le quantità di rifiuti da bruciare, la doppia linea prevista, la dislocazione infelice e tutti gli altri paletti posti in essere non chiudevano favorevolmente il bilancio economico ed energetico.

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«Non abbiamo sposato l’inceneritore»

Andreatta annuncia un bando più aperto

“Ma con garanzie di sicurezza e salute”

l’Adige – Franco Gottardi, 27 marzo 2011

«Non abbiamo sposato alcuna tecnologia e sfido chiunque  a dimostrare il contrario». Alessandro Andreatta nega che l’inceneritore tradizionale sia una scelta ineludibile e in vista della rielaborazione del bando svela anche l’intenzione di Comune e Provincia di aprirsi ad esperienze diverse da quelle consolidate in Europa. «Già il primo bando – sostiene il sindaco – era molto aperto. Ma comunque era già nelle nostre convinzioni e in quelle della Provincia che questo aspetto potesse essere rivisto…».

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«Così l’inceneritore è antieconomico»

Le motivazioni delle ditte che rinunciano al bando

l’Adige – Daniele Battistel, 26 marzo 2011

Un impianto di smaltimento rifiuti da 103.000 tonnellate su due linee di combustione (cioè due forni) è antieconomico.

È questo uno dei motivi più importanti che hanno portato le ditte intenzionate a costruire il termovalorizzatore di Ischia Podetti a rinunciare al business e a non aderire al bando promosso dal Comune di Trento. Sono le stesse aziende che operano nel settore a spiegare che il progetto confezionato da Comune e Provincia non «garantisce una sostenibilità economico-finanziaria».

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«Inceneritore, incertezza sulla quantità dei rifiuti»

Ecco le lettere delle aziende interessate.

La Provincia “studia” la produzione di idrogeno

Corriere del Trentino – Marika Giovannini, 26 marzo 2011

Trento – Poche garanzie dal punto di vista finanziario, perplessità sul piano tecnico. Ma anche incertezza sulla quantità di rifiuti che saranno conferiti all’impianto di Ischia Podetti. A tre mesi dal flop del bando per la realizzazione e la gestione dell’inceneritore, il Comune “svela” le motivazioni che hanno indotto le aziende interessate all’operazione a farsi da parte al momento della gara.

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«Inceneritore, mancano i rifiuti»

Le aziende: «Poche garanzie, ecco perché non abbiamo partecipato alla gara»

Trentino – Chiara Bert, 26 marzo 2011

Trento. L’inceneritore ha bisogno di rifiuti e non ci sono le garanzie che quelli trentini basterebbero per alimentarlo. Non solo: la tariffa prevista non basta a sostenere le spese di investimento e mancano certezze sul rendimento energetico dell’impianto. Nero su bianco, le aziende interessate al termovalorizzatore dio Trento spiegano perché hanno deciso di non partecipare alla gara.

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Via i rifiuti e avanti l’inceneritore

Per Pietro Matteotti i problemi della Maza si risolvono con la bonifica

Trentino – m.cass., 24 marzo 2011

RIVA. «Sulla discarica della Maza la Provincia sta sbagliando tutto: occorre bonificare il sito, non limitarsi a coprirlo». A dirlo, dopo la relazione di Pacher in consiglio comunale, è Pietro Matteotti di Uniti per Riva, che invita pure l’assessore e vice di Dellai a prendere atto della necessità di dotare il Trentino di un inceneritore come quello di Brescia.

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Dedicata ai “grandi sogni” dei superficiali o dei seriosi


 

Inceneritore, Marchesi attacca

Maestranzi nel mirino: «Superficialità sulle proposte alternative»

Corriere del Trentino – Stefano Voltolini, 24 marzo 2011

Trento – La fuga in avanti del presidente della commissione ambiente Dario Maestranzi (Leali) sulle tecnologie alternative alla termovalorizzazione fa infuriare la giunta comunale. «Mi pare che alcune proposte vengano trattate superficialmente. Si tratta di soluzioni che a prima vista appaiono rivoluzionarie ma che non hanno tenuta su scala industriale», commenta Michelangelo Marchesi, assessore all’ambiente, a proposito della seduta di martedì della commissione che ha visto la netta contrarietà di Pd, Patt e Upt.

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«Ecco le alternative all’inceneritore»

Illustrate per la prima volta a palazzo Thun 

l’Adige – Franco Gottardi, 23 marzo 2011 

Le alternative all’inceneritore fanno capolino a palazzo Thun. Ieri in commissione ambiente, per la prima volta, sono state illustrate dai tecnici metodologie di smaltimento che si pongono in diretta concorrenza con l’impianto di distruzione termica dei rifiuti.

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«Inceneritore, il sindaco si nega al confronto»

l’Adige – Franco Gottardi, 22 marzo 2011

«È l’ultima spiaggia prima che vengano prese decisioni irrevocabili». L’opposizione di centrodestra in consiglio comunale chiama alla mobilitazione chi si oppone all’inceneritore dei rifiuti chiedendo di partecipare in massa ad una seduta straordinaria del consiglio comunale. La seduta però, prevista inizialmente entro fine mese, si farà solo il 28 aprile.

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«Inceneritore, seduta ad hoc»

Pdl, Lega e Civica all’attacco: i cittadini vengano in consiglio

Corriere del Trentino – Marika Giovannini, 22 marzo 2011

Trento – Il centrodestra cittadino non ha alcuna intenzione di archiviare la partita dell’inceneritore. E a poche ore dalla riunione della commissione ambiente sull’impianto di Ischia Podetti (in agenda questa sera alle 19.30), chiede la convocazione di un consiglio straordinario”per confrontarsi sull’argomento”.

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L’inceneritore tornerà in consiglio

Seduta straordinaria chiesta dalle minoranze. La Lega: pronti al referendum

Trentino – Luca Marognoli, 22 marzo 2011

TRENTO. Un consiglio straordinario dove riaprire il dibattito sull’inceneritore. Lo hanno chiesto, e ottenuto come previsto da regolamento per chi raccoglie le firme di almeno 10 consiglieri, i componenti delle opposizioni a Palazzo Thun. «Sarà una sorta di ultima spiaggia - dice Nicola Giuliano del Pdl - prima che vengano prese decisioni irrevocabili». Ma la Lega pensa già a un nuovo referendum.

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Inceneritore, aumentano i costi

Nuovo bando, la Provincia pagherà la messa in sicurezza: altri 10 milioni

Trentino – Chiara Bert, 19 marzo 2011

TRENTO. Crescono i costi per l’inceneritore. La Provincia pagherà parte delle spese, circa 10 milioni, inizialmente a carico del privato, a partire dalla messa in sicurezza delle pareti rocciose a Ischia Podetti. E per rendere più appetibile il bando di gara, dopo quello andato deserto, si sta pensando anche di ammorbidire le prescrizioni sugli impianti modello, aprendo così ad altre tecnologie.

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Disgaggi e centralina, paga la Provincia

Andreatta: «Partita inceneritore ancora in mano al Comune»

l’Adige – F.G., 11 marzo 2011

Per ora ci sono solo due certezze: il nuovo bando per la realizzazione dell’inceneritore non prevederà tra gli oneri a carico dell’impresa vincitrice quello di procedere con il disgaggio e la messa in sicurezza della parete rocciosa sopra Ischia Podetti e nemmeno la realizzazione della centralina di trasformazione dell’energia termica in energia elettrica.

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Cotti nei forni, i rifiuti inquinano meno

Il modello Tiag non brucia e recupera materie prime

l’Adige – Daniele Battistel., 9 marzo 2011

Il nome è complicato, Tiag, e sta per termoselettore inertizzante a gassificazione. Il suo utilizzo molto più semplice: sostituirsi all’inceneritore tradizionale smaltendo (senza emissioni) i rifiuti prodotti.

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Dedicata a chi sarà grande



 

Redazione Ecce Terra

Trento, 31 marzo 2011

 

 

     Giulia Trettel - Mandala 09



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