Cronaca

In Trentino - Alto Adige si privilegiano particolari concentrazioni di rifiuti

In Trentino - Alto Adige si privilegiano particolari concentrazioni di rifiuti

 

È risaputo che il Trentino non dispone di un'autonoma gestione della frazione organica; a tutt’oggi infatti la sua quasi totalità viene trasportata presso impianti veneti. E pare che qualsiasi passo per invertire la rotta sia sapientemente frenato se non ostacolato, perché dalle vaghe dichiarazioni di principio non si passa ad alcuna pianificazione: le stesse "previsioni" verso autosufficienza contenute nel Terzo aggiornamento del Piano provinciale trentino, dell'estate 2006, sono tuttora tali. Così abbiamo assistito alle improvvisazioni e al fallimento del compostaggio di Campiello (leggi qui), all’archiviazione dell'ipotesi di biodigestore di Lasino, dalla collocazione assai infelice, e all'interminabile querelle sul/i biodigestore/i in Rotaliana (leggi qui e leggi qui).


In queste occasioni la politica è solita lamentare con eccessiva enfasi le proteste dei cosiddetti comitati, quasi a servirsene, esattamente come non fa per quanto al progetto dell'inceneritore trentino di Ischia Podetti o per quello di Bolzano sud.

Per il biodigestore di Cadino - Faedo si scomodano anche i due presidenti Dellai e Durnwalder (leggi qui); e scendono in campo due comuni dell’Alto Adige, Salorno ed Egna (leggi qui), e anche la Coldiretti (leggi qui); i quali sono lasciati liberi di dire la loro mentre non si è mai avuta notizia di un comune altoatesino che abbia proferito parola né per quanto alle grosse criticità dell’inceneritore di Bolzano sud né per quello in progetto di Trento nord. Sembrerebbe che per questi comuni la famosa puzza (leggi qui) ammorbi ogni dove mentre le numerose e maggiori sostanze inquinanti prodotte dall’incenerimento si volatilizzerebbero nel nulla. Silenzi di tomba sui possibili danni all’agricoltura (leggi qui).


Nel merito di questa disparità di attenzioni e di prese di posizione, se ne chiede le ragioni anche il presidente del Comitato di quartiere di Sinigo, Roberto Scala, che sull’Alto Adige del 28 marzo dichiara:«Sempre in tema di trasparenza e coinvolgimento della popolazione è stridente l'atteggiamento della giunta provinciale che, saputo della costruzione del biodigestore a Cadino, al confine con il Trentino, si è affrettata a protestare con Trento, mentre silente ha autorizzato lo stoccaggio e il trattamento di rifiuti a Sinigo. Un silenzio assordante da parte di quasi tutte le forze politiche, ma in particolare anche dei due assessori italiani in giunta provinciale» (sono i democratici Christian Tommasini e Roberto Bizzo, nota Ecce Terra) (leggi qui).


Come da copione, da parte della Provincia di Bolzano, arrivano le scontate dichiarazioni dell’assessore Mich Laimer (vedi nota). Perfettamente rassicuranti su impiantistiche che prevedono cospicui conferimenti di rifiuti, pericolosi e non, verso determinate direzioni e in determinate mani, siano essi destinati agli inceneritori di Bolzano o Trento o al  nuovo impianto di "trattamento" da 250.000 tonn/anno di rifiuti pericolosi di Sinigo. Guarda caso, impiantistiche che vedono i corposi interessi e le poco aperte trattative, incluse quelle in corso, della nota imprenditoria altoatesino-trentina.


Redazione Ecce Terra

Trento, 31 marzo 2011

 

Nota

Leggi qui la risposta di Laimer.

L’assessore sostiene che “per tutta la durata del procedimento… sia il progetto che lo studio relativo all’impatto ambientale sono stati a disposizione degli interessati presso l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente e presso i comuni”.

Sembrerebbe così che basti una dichiarazione di poche parole per mostrare una procedura aperta oltre che, naturalmente, regolare.

Ma che si sia privilegiato un iter in sordina – meno si sa meglio è – è desumibile dalla notizia riportata nel riquadro a pag. 18 (leggi qui) di Life - luglio 2009 -, il nuovo periodico del gruppo Ladurner, in cui non si fa alcun riferimento al sito prescelto. Infatti per quanto alle  “Novità strategiche in casa Bonifiche” si cita solo la presenza sul mercato di “due nuove società”, tra cui “Rem-Tec… società costituita con il Gruppo Erdbau… con lo scopo di gestire un impianto per il trattamento e lo stoccaggio di terreni provenienti da siti contaminati”.

Si ricorda che lo Studio di Impatto Ambientale, di Pellizzari, Zangheri e  Oberhofer, è datato settembre 2009; si può quindi presumere che due mesi prima, a luglio, la decisione su Sinigo era già stata presa.

Almeno su Life si poteva specificare anche il luogo, tanto nessuno se ne sarebbe accorto. Forse.


     Caravaggio - Natura morta (con "frazione organica")

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