Cronaca

Vecchio carcere, ex Sloi o bando inceneritore: c’è sempre un ritardo di troppo

Vecchio carcere, ex Sloi o bando inceneritore: c’è sempre un ritardo di troppo

E un Ponzio Pilato non manca mai

 

 

Addio alla Sloi, la fabbrica dei veleni

La demolizione è cominciata: cinque mesi per raderla tutta al suolo

Trentino - Chiara Bert, 3 aprile 2011


 

Il Tar, anche stavolta, ha respinto il ricorso di FAI e Italia Nostra per salvare lo storico carcere di Trento[1]. Dellai non si scompone, richiamando un progetto[2] che lo ha visto protagonista, o gli accordi con lo Stato italiano, cosicché per altri vale qualcosa la nuova programmata speculazione immobiliare – in sordina - da un centinaio di milioni di euro. Panizza puntualizza, rassicurando i troppi scettici, che lui comunque si è dato da fare…[3].

Alla ex Sloi di Campotrentino, 1/3 di secolo dopo la la sua chiusura, sono stati avviati i lavori di demolizione degli immobili[4] ma della complicatissima, sotto ogni profilo, bonifica non è dato sapere. Intanto l’Istituto superiore di sanità colloca quell’area tra i siti più inquinati d’Italia a rischio tumore. Anche in questo caso Alberto Betta dell’Azienda sanitaria rassicura: ma valà che no l’è vera[5].

In questo frangente l’epidemiologia non serve a rassicurare come invece accade con il richiamo sull’opuscolo distribuito dal Comune dallo scorso novembre al documento dell’Associazione italiana di epidemiologia secondo cui “non c’è un incremento di rischio per la salute umana se gli impianti di incenerimento sono realizzati secondo le migliori tecnologie” [6].


Tutto ciò mentre, sul fronte dell’inceneritore, siamo in attesa, dall’8 gennaio, dell’incontro promesso pubblicamente dal sindaco Andreatta, seppur lontano dai riflettori.

Va così che l’assessore Pacher minimizza:

- la portata della co-sponsorizzazione del patto parasociale fra Trentino Servizi (ora Dolomiti Energia), Comuni di Trento e Rovereto e ASM Brescia (ora A2A), per costruire l’inceneritore;

- la conseguente rigidità della posizione di Provincia e Comune sostenendo che, se prima il bando non era mai stato “chiuso” ora, addirittura, coprirebbe l’80% delle metodologie presenti in Europa;

- la presenza di Ladurner nell’intreccio societario interessato, assieme a Dolomiti Energia, alla costruzione e gestione dell’inceneritore trentino.

Non dubitiamo, infine, che l’assessore si stia adoperando per confezionare un bando che non veda gli esiti del primo. Certamente sarebbe interessante sapere con chi si sta cercando il necessario “equilibrio”[7] affinché l’affare vada in porto, anche se dalla sua risposta[8] all’interrogazione di Roberto Bombarda  emerge la solita comprensibile ritrosia.


Redazione Ecce Terra
Trento, 27 marzo 2011

Note

Leggi gli articoli, cliccando sui titoli

[1] Per il Tar il carcere si può abbattereTrentino, 25 marzo 2011

[2] Dellai: «Ora demoliremo il carcere»l’Adige, 26 marzo 2011

[3] «Traditi dall’assessore Panizza»l’Adige, 26 marzo 2011 

[4] Sloi, iniziata la demolizione della fabbrica dei veleni l’Adige, 2 marzo 2011

[5] Trento nord tra i siti a rischio tumorel’Adige, 26 marzo 2011. Leggi qui lo Studio S.E.N.T.I.E.R.I.

[6] Epidemiologia: la parziale lettura del Comune di Trento - 19 gennaio 2011 

[7] «Inceneritore, la seconda gara non andrà deserta» - Corriere del Trentino, 27 marzo 2011

[8] Sono iniziati gli incontri con i 9 soggetti inizialmente interessati al bando?