Cronaca

Trentini ricicloni, giù i rifiuti pro capite

Basti leggere titolo, sottotitolo e alcuni dei numeri di questo articolo, per comprendere che ha poco senso congelare una gestione intelligente dei rifiuti a dei limiti “produttivi”, con una certa soglia o percentuale. D’altronde, dovrebbe essere concetto e prassi condivisibili che l’avvio delle buone pratiche di differenziazione, riduzione e riciclo è finalizzato alla concreta possibilità di raggiungere traguardi alla portata di amministrazioni e cittadini e dunque per questo migliorabili, da qui ai decenni a venire.

Invece, si vorrebbe far credere che rimarrebbe - ora et semper - una consistente quantità di rifiuto “non riciclabile”, proprio quello che renderebbe economicamente conveniente la speculazione sul suo incenerimento (e non solo di quel quantitativo presunto  "non riciclabile", se alcune altre tipologie di rifiuti “speciali” sono in lista d’attesa).

Redazione Ecce Terra

Trento, 26 febbraio 2011

 

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(che contiene anche l'articolo:

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Trentini ricicloni, giù i rifiuti pro capite

Residuo, 168 chili a testa. Differenziata salita al 66%

l’Adige – Francesco Terreri, 20 febbraio 2011


L'anno scorso ciascun trentino, e ciascun turista presente in provincia, ha prodotto in media 455 chili di rifiuti. Di essi, 287 chili sono stati raccolti in modo differenziato. Con i 168 chili a testa di spazzatura residua è stato superato l'obiettivo del piano provinciale dei rifiuti, fissato a 175 chili di residuo pro capite. La raccolta differenziata è salita al 63%, che diventa 66% se dal conto viene tolto lo spazzamento delle strade.

In tutto nel 2010, secondo i dati definitivi degli uffici della Provincia (le proiezioni erano state anticipate dall' Adige il 24 dicembre scorso), sono state prodotte 276.680 tonnellate di rifiuti urbani, qualcosa in meno delle 277 mila tonnellate del 2009. Di esse, quasi 175 mila tonnellate sono state raccolte in modo differenziato, contro le 170 mila dell'anno precedente. Il residuo scende quindi da 106 mila a meno di 102 mila tonnellate, un dato inferiore al volume massimo di 103 mila tonnellate previsto per l'inceneritore di Ischia Podetti. Anche se, si ricorda in Provincia, nella raccolta differenziata si trovano circa 15 mila tonnellate di scarti non riciclabili.

Il calo dei valori pro capite, nonostante la sostanziale stabilità della produzione totale di rifiuti, è dovuto anche all'aumento dei «residenti equivalenti», cioè della somma dei trentini e dei turisti presenti in media, che per il 2010 è salita a 610 mila persone. Tra i rifiuti differenziati, la parte del leone è sempre quella dell'organico, con quasi 45 mila tonnellate, e della carta, con poco meno di 44 mila. Segue il multimateriale, dove plastica, metalli e a volte anche vetro vengono raccolti insieme e dove si nasconde la maggior parte degli scarti. Nel 2010 sotto questa voce sono state raccolte 30 mila tonnellate di materiale.

La produzione di rifiuti scende nelle maggiori città, Trento e Rovereto, nell'Alto Garda e Ledro, nelle Giudicarie e nel comprensorio Ladino di Fassa, ma cresce nelle altre valli. In particolare a Trento sono stati prodotti 59 mila 800 tonnellate di spazzatura, quasi il 2% in meno del 2009, pari a 503 chili per abitante. A Rovereto i rifiuti prodotti sono stati il 2,3% in meno dell'anno precedente, per un totale di 17.400 tonnellate, 455 a testa, come la media provinciale. Cali più consistenti degli scarti prodotti si registrano in Val di Fassa (-3,2%), nelle Giudicarie (-3,7%) e nell'Alto Garda (-3,9%), dove però mancano alcuni dati e ci si basa ancora sulle proiezioni fatte a ottobre. Il bacino dove si producono meno rifiuti a testa è però la Val di Sole, con 392 chili pro capite annui.

I solandri però non sono così virtuosi quando si passa alla raccolta differenziata, che è sì cresciuta dal 48 al 49,3%, e al 52,4% se non si considera lo spazzamento, ma resta la più bassa del Trentino. Tanto che il residuo pro capite è a quota 199 chili. Male anche l'Alto Garda e Ledro, dove la differenziata scende dal 55,9 al 55% e risale al 56,8% solo togliendo la parte raccolta per le strade, che non dipende dai cittadini. Il dato pro capite è il peggiore della provincia: 239 chili di residuo annui.

Tra i comprensori «ricicloni», in testa c'è sempre la Val di Fiemme, che raggiunge l'84,7% di raccolta differenziata (senza spazzamento) e appena 89 chili di residuo per persona, record assoluto in provincia. Bene anche il Primiero, che sfiora il 78% di differenziata ed è a 139 chili a testa di residuo, e la Valle dell'Adige, capoluogo escluso, che non solo supera il 77% di riciclaggio, ma è al secondo posto per basso livello di residuo pro capite, solo 106 chili a persona. Sopra il 70% di differenziata ci sono anche l'Alta e la Bassa Valsugana e la Val di Non. A Trento la differenziata è salita al 63%, ma il residuo pro capite è ancora a 195 chili. A Rovereto sfiora il 60%, con 198 chili a testa di spazzatura non differenziata.

Francesco Terreri – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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