Cronaca

Chi paga i costi dell’inceneritore, dismissione inclusa?

Inceneritore: la Provincia scarica i costi sui Comuni
«Le tariffe aumenteranno»

Palazzo Widmann non intende sobbarcarsi tutto l’ammortizzamento dell’investimento

Alto Adige – Francesca Gonzato, 23 gennaio 2011

[il grassetto è della redazione di Ecce Terra; clicca sul titolo per leggere la pagina]


BOLZANO. Nuovo inceneritore: è scoppiato il caso dei costi. Il cantiere è finanziato dalla Provincia, che non intende però sobbarcarsi il peso dell’ammortamento futuro. I mutui dovrebbero passare all’Ecocenter. Allarme nei Comuni: così le tariffe si impenneranno.
Il fatto che ci sia una trattativa aperta significa che il cantiere dell’inceneritore è partito senza che ci fosse un accordo definitivo tra Provincia, capoluogo, altri Comuni interessati ed Eco center (l’ente gestore) sull’ammortizzamento dell’investimento da 117 milioni.


Questi i temi sul tavolo: l’ampliamento della rete del teleriscaldamento e la società connessa, il finanziamento dei costi di costruzione del nuovo inceneritore e il rischio collegato di innalzamento delle tariffe. E non è ancora finita: chi dovrà finanziare lo smantellamento dell’attuale inceneritore e la bonifica del terreno (intervento da decine di milioni)?
Il sindaco Luigi Spagnolli ha raccontato che «l’inceneritore è stato il capitolo più teso che abbiamo affrontato», uscendo dal vertice di giovedì della giunta comunale con il presidente Durnwalder e gli assessori Mussner e Tommasini.
Nei giorni scorsi era già emerso come la Sel sia partita alla rincorsa sul teleriscaldamento attraverso la società Ecotherm, in vista del nuovo inceneritore (operativo dal 2013), e il Comune debba ancora decidere come entrare nella partita.


In un recente incontro in Provincia è stato deciso che Spagnolli coordinerà un tavolo politico dedicato al termovalorizzatore e le soluzioni su investimento, gestione e tariffe.
La Provincia non intende sostenere l’intero peso dell’investimento da 117 milioni. Anzi punta a ottenere che il 100% del costo venga finanziato attraverso la gestione dell’impianto, cioè attraverso le tariffe. Per gli utenti significherebbe un aumento esponenziale delle bollette.
Così si legge nel promemoria che la giunta comunale ha discusso giovedì con Durnwalder: «Qualora l’intero investimento dovesse essere ammortizzato attraverso i costi di gestione, i costi dell’incenerimento aumenterebbero dagli attuali 145 euro a tonnellata a 230 euro a tonnellata. Un aumento che si ripercuoterebbe pesantemente sull’utenza finale. Qualora la Provincia si facesse carico del 50% dell’investimento, i costi sarebbero pari a circa 180 euro a tonnellata. Va poi chiarita l’assunzione dei costi per la demolizione del vecchio inceneritore e per il ripristino dell’area, di proprietà del Comune».


Stefano Fattor, neo presidente di Eco center (venerdì scorso la nomina), conferma: «Sì, c’è il rischio di aumento delle tariffe e ricordiamo che al nuovo impianto dovranno conferire tutti i Comuni. Il clima della trattativa però e buono e riguarda la percentuale di ammortamento di cui la Provincia potrà farsi carico». Finora questo tipo di opere (depuratori, discariche, inceneritore), ricorda Fattor, «sono state finanziate dalla Provincia nella misura del 70%, a volte il 90%, e il resto veniva garantito da un ammortamento del 2% all’anno, che comportava circa la copertura del 30% dei costi. Il principio che il termovalorizzatore debba pagarsi attraverso il proprio funzionamento non è una invenzione di Palazzo Widmann, ma un indirizzo europeo. Se questa linea venisse applicata da subito però le ripercussioni per gli utenti sarebbero troppo forti. L’obiettivo è studiare un percorso graduale».

 

 

Tensione sul vecchio inceneritore
Mussner vorrebbe scaricare i costi di demolizione e bonifica
Corriere dell’Alto Adige, 21 gennaio 2011


BOLZANO - «Una partita difficile». Così Gigi Spagnolli ha definito nei giorni scorsi la questione del teleriscaldamento e della gestione del nuovo inceneritore, nuovo nodo nei rapporti tra Comune e Provincia. Ed in effetti nelle oltre due ore di incontro in cui sono stati trattati una dozzina di punti, questo è l’unico sul quale «abbiamo un po’ "litigato"- ha ammesso Spagnolli - ma sono fiducioso sul fatto che troveremo una soluzione condivisa da tutti. Abbiamo cercato di far capire alla Provincia che se vuole far accollare ad Ecocenter certe spese e certi investimenti, fatalmente potrebbero aumentare di molto le tariffe per i cittadini. Non mi pare che la cosa abbia molto senso» .
Oltre alla partita teleriscaldamento, il nodo più spinoso sembra riguardare la dismissione del vecchio inceneritore. L’impianto si trova in territorio comunale, e la Provincia vorrebbe scaricare sul municipio gli ingenti costi per la demolizione della struttura e quelli enormi (nell’ordine di svariati milioni di euro) per la bonifica del terreno sottostante. Il Comune non ha ovviamente i soldi e tanto meno Ecocenter. Se dovesse essere costretta a sborsarli, questo si ripercuoterebbe sulle tasche dei cittadini, a causa di un cospicuo aumento delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti.
Complicata la questione del teleriscaldamento. L’attuale centrale, che diffonde energia e calore attraverso il «vecchio» inceneritore e una centrale a gas, produce circa 36 megawatt di energia e «riscalda» ampie zone di Bolzano Sud, Fiera compresa. Con il nuovo inceneritore si aggiungeranno circa altri 30 megawatt, ulteriormente potenziabili in futuro. A gestire questo tesoro energetico dovrebbe essere Ecoterm. Il valore della società, oggi al 100 per cento nelle mani di Sel, si aggira intorno ai 16-18 milioni, e il Comune per entrare in gioco dovrebbe sborsarne 8-9. Milioni che ovviamente non ha. In una eventuale società pensata solo per la gestione, invece, dovrebbe investire meno, ma avrebbe anche meno «redditività» . La giunta Spagnolli sta pensando di non partecipare direttamente, ma attraverso una controllata, Ae o Seab. Il Comune punta inoltre ad allacciare al teleriscaldamento i «vecchi» quartieri popolari, perché i nuovi hanno già una buona efficienza energetica. Circa un terzo dell’energia prodotta dal nuovo inceneritore sarà assorbita dall’ospedale.
«Non è solo una questione di quote di gestione - ha spiegato il sindaco martedì durante la conferenza stampa settimane -. La cosa più importante è che la nuova rete sia sviluppata al meglio per risparmiare il massimo di energia. L’impianto deve funzionare non solo d’inverno, ma anche d’estate per rinfrescare le case. Possiamo coinvolgere almeno 5.000 alloggi».

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