Cronaca

Inceneritore, l’assolo dei soliti (ig)noti

Inceneritore, l’assolo dei soliti (ig)noti

Nota redazione Ecce Terra, 1 dicembre 2010


Certe prime pagine ad effetto (mamma gli spagnoli!, vedi pagina 1 e pagina 3 del Trentino) paiono programmate – o telecomandate - per la pulizia del campo di gara da estemporanee concorrenze. Ovvero, dopo che da parte di alcuni qualificati “addetti ai lavori” si è paventata la possibilità di un bando di gara deserto, potrebbero rimanere in lizza solo coloro che si sono confezionati un bando su misura, avendone seguito l’impostazione e gli sviluppi molto da vicino, anzi da dentro.

Poco importa se spunta il presidente del Real Madrid (o di una Veolia), che potrebbe accontentarsi di aver battuto la concorrenza in quel di Verona con l’inceneritore di Ca’ del Bue.


Anche da quelle parti, come afferma il sindaco Andreatta (leggi qui), «costruendo un bando in modo rigoroso… per far emergere il meglio»? Per i trentini, che guardano con ammirazione all’iter del modello altoatesino, non dovrebbero esserci particolari intoppi per riproporre o autoproporre quel meglio di coloro che da più di un decennio premono finché possono per portare a compimento la loro speculazione.


Nel merito dell’appalto dei lavori per l’inceneritore di Bolzano è successo che i lavori sono stati assegnati dopo un lungo iter fatto di gare deserte, impugnazioni e via dicendo. Tre gare, con ditte che andavano e venivano ma con il risultato finale che è quello che tutti si aspettavano: è rimasto solamente il consorzio che riunisce Atzwanger (Bolzano), Ladurner (Lana), Hafner (Bolzano), Oberosler (S.Lorenzo), Wipptaler Bau (Vipiteno), Seeste Bau (Bolzano), Stahlbau Pichler (Bolzano) e il Consorzio cooperative e costruzioni (Bologna), la Ceif (Forlì), Cle (Bolzano) e Unieco (Reggio Emilia) che si è aggiudicato la costruzione dell'opera. Gli altri concorrenti, tra cui il colosso Termomeccanica, si sono ritirati perché consideravano la base d'asta troppo bassa.
Nel merito dei costi, sempre per l’inceneritore di Bolzano, è stata una continua escalation fino agli attuali 120 milioni di euro.

La prima delibera, datata 2003, parlava di 62 milioni di euro più Iva e spese tecniche.

Leggi il dossier di Luca Marcon Il business dei rifiuti.

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