Cronaca

Duecento trattori contro l'inceneritore


Duecento trattori contro l'inceneritore

Già settanta adesioni: la marcia su Trento di «Trentino Pulito» sarà il 23 ottobre

l’Adige - Do.S., 14 settembre 2010


LAVIS - Muoveranno dalla Piana Rotaliana, dalle colline attorno a Lavis, ma anche dalla val di Non e dalle campagne a sud di Trento, da Aldeno, Romagnano e Mattarello. La marcia sulla città capoluogo dei trattori organizzata dal Comitato «Coordinamento Trentino Pulito» per dire un risoluto «No all'inceneritore» progettato a Ischia-Podetti è in calendario per sabato 23 ottobre, vigilia del voto per le elezioni delle Comunità di valle.


Fioccano le adesioni. «Sono già una settantina i contadini che hanno dato la disponibilità e quel giorno accenderanno i loro trattori» spiega Ottorino Pilati. Sono in via di definizione gli accordi con il Comune di Trento, per stabilire il tracciato attraverso le vie cittadine. I trattori, per la zona nord, si raduneranno dapprima alla cantina La Vis, e da qui muoveranno verso la città per confluire tutti nel piazzale di Sanseverino. «Con il Comune, abbiamo ipotizzato un centinaio di mezzi, ma realisticamente credo che i trattori potranno essere il doppio». Dal piazzale e da Lung'Adige Sanseverino, i mezzi raggiungeranno poi Piazza Dante, cuore del potere politico provinciale. Ribadisce Pilati: «Con la marcia vogliamo far capire che contestiamo l'inceneritore perché, oggi, davvero ci sono le alternative. Abbiamo raccolto oltre cinquemila firme "contro" l'impianto di Ischia-Podetti. Ma saremo propositivi. Per questo, in piazza Dante interverrà un ospite d'eccezione, il sindaco di Tergu, Gian Franco Satta (area Pd, ndr)».


A Tergu, Sardegna, paese in provincia di Sassari da cui si domina il golfo dell'Asinara, tre anni fa hanno deciso di puntare sullo smaltimento dei rifiuti a freddo, sul modello del Centro Riciclo di Vedelago. Risultato: forte investimento sulla differenziata (al 75% in poco meno di tre anni), formazione di un consorzio tra i quattordici comuni dell'area (il Consorzio Anglona, partecipato al 49% dal centro di Vedelago), costruzione delle piattaforme di smistamento e dell'impianto di estrusione. L'energia all'impianto viene fornita da una pala eolica. I rifiuti trasformati in materiali da smistare, vengono inviati ai consorzi di filiera, mentre la frazione organica viene smaltita con un impianto di trattamento meccanico biologico. S'è così evitato la costruzione del terzo inceneritore in Sardegna.


In Piazza Dante, spenti i motori dei trattori, dopo l'intervento del sindaco di Tergu, la parola sarà data a Carla Poli del Centro di Vedelago. «Nessun intervento di politici, anche se siamo sollecitati, perché vogliamo ribadire la nostra apartiticità» dice Pilati. E i sindacati agricoli che fanno? Perché non aderiscono? «Posso dire che stanno cominciando a muoversi» risponde il presidente del «Coordinamento Trentino Pulito». Che, in delegazione, nei giorni scorsi ha visitato il Centro di Vedelago. «Siamo ritornati» spiega il Comitato in una nota «con una rinnovata energia e la voglia di non arrenderci. La conferma più importante che ci siamo portati a casa è che l'alternativa c'è e si può realizzare».


Venerdì scorso, a Trento, l'amministrazione comunale di Lavis, fortemente contraria all'inceneritore, s'è incontrata con il presidente della Provincia. E in quella sede, s'è parlato di disponibilità a «riesaminare i progetti di inceneritore e alta velocità» e della costituzione di «un tavolo di lavoro tra la Provincia e tutti i sindaci della Rotaliana per esaminare la possibilità di un impianto efficiente per la chiusura del ciclo dei rifiuti», come ha affermato l'assessore Franco Panizza.

«Se Dellai e Panizza si sono espressi così» commenta Pilati «non possiamo che sperare che il tavolo di lavoro venga fatto davvero e in quella sede vengano messe in discussione e valutate seriamente le alternative all'inceneritore».

 

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Nota di Nimby trentino


Non ce ne voglia il neo candidato alla presidenza della Comunità di Valle della Rotaliana, Gianluca Tait, se non dubitiamo della provenienza e genuinità del suo politichese. Succede, da che mondo è mondo, che dal bestiario della politica non possano non emergere i possibilisti o gli attendisti.
Qualche anno dopo... queste nuove reclute sarebbero disposte a valutare le cosiddette “alternative”, anche se tuttora non devono sapere di cosa parlano, dopo aver giurato eterna fedeltà alla “stabilità di governo”, che senza l'inceneritore rischierebbe l'instabilità. Ma quale instabilità e di chi?

La cosa dovrebbe far riflettere... ancor più delle chiacchiere su vuoti richiami alle "alternative".

 


Rotaliana.  Parla il candidato della coalizione Upt, Pd e Patt alla presidenza della Comunità di valle
«Inceneritore, valuteremo le alternative»

l’Adige - Antonio Longo, 14 settembre 2010


MEZZOLOMBARDO - La biografia di Gianluca Tait, candidato presidente della Comunità di valle per il centro-sinistra autonomista, è la cosiddetta «giusta» sintesi politica per la Rotaliana: amministratore di un comune piccolo, Faedo, imprenditore nell'azienda di famiglia a Mezzolombardo, residente a Mezzocorona. Prima del voto, al di là del risultato, una decisione l'ha già presa: si dimetterà dalla carica di vicesindaco di Faedo.
«Mi piacerebbe - spiega - che anche gli altri candidati dessero un'indicazione precisa su questo punto».
Presenti i coordinatori di Upt, Pd e Patt e l'assessore provinciale alla cultura, Franco Panizza, la prima domanda è sull'inceneritore: non c'è il rischio che questa campagna elettorale ruoti intorno ad un unico argomento? Quale sarà la posizione sua e della sua coalizione in caso di vittoria? «Credo - risponde Tait - che il documento approvato dai comuni della Rotaliana sia importante, e che la futura Comunità di valle dovrà sedersi intorno al tavolo ipotizzato (con il Comune di Trento, la Provincia e i comuni della Rotaliana) per valutare la possibilità di soluzioni alternative all'impianto». Il programma sarà presentato nei prossimi giorni, frutto di un tavolo di lavoro. «Nessun comune del territorio dovrà sentirsi una Cenerentola. Avremo un metodo comune per governare le risorse e cercheremo di fare gli interessi dell'intera comunità».
Franco Panizza è entrato nel dettaglio della polemica politica smentendo subito una candidatura calata dall'alto. Sulle possibili tensioni con gli autonomisti di Lavis e con la lista civica, maggioranza nel comune di Mezzocorona, secondo l'assessore a parlare sono i fatti.
«Nessuna spaccatura», assicura l'assessore delle stelle alpine. «Da parte di Lavis, nel rispetto della maggioranza consiliare c'è stato pieno appoggio. A Mezzocorona la parte autonomista ha scelto il nostro progetto. Infatti andremo a candidare in lista Luca Coletti (ex presidente del consiglio comunale di Mezzocorona e presidente della Famiglia cooperativa). Se poi le eventuali spaccature vengono annunciate dalla coalizione opposta è evidente il giochetto. Lorenzoni dovrebbe guardare agli equilibri del suo schieramento».
L'assessore annuncia che gli altri due papabili candidati presidenti, Andrea Brugnara e Martina Roncador, saranno della partita con la candidatura in lista. Il quadro, quindi, si è delineato e la partita è iniziata. Il centro-sinistra autonomista intende portare nella Comunità di valle il proprio canale preferenziale con il governo provinciale, nel rispetto dell'autonomia del territorio.