Cronaca

In attesa che il vento cambi



La cronaca della partita inceneritore degli ultimi giorni si è fatta più frizzante.
Dopo Nimby trentino e il Centro Riciclo Vedelago, anche i comuni di Lavis e Mezzocorona hanno deciso di impugnare dinanzi al Consiglio di Stato la sentenza del Tar che ha bocciato il ricorso contro l'inceneritore. E per le elezioni della Comunità di valle si sta pensando ad una lista civica a sostegno dell’alternativa all'inceneritore.

I tempi per l’appello dei comuni a Roma scadono il 31 luglio. In pratica una sola settimana per il presidente Dellai, assieme a Pacher (e Andreatta), per valutare se è rimasta loro qualche carta da giocare.
Più che sul “cosa”, visto che è chiaro cosa vogliono i sindaci, soprattutto di Lavis e Mezzocorona, la trattativa potrebbe vertere sul “come”.

In questa settimana di fine luglio si giocano carte importanti per il nostro Trentino.
C’è un filo di attesa in chi confida da anni che la politica sappia decidere per il nostro meglio.


Direttivo Nimby trentino
Trento, 24 luglio 2010

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Mezzocorona Apertura da parte della Provincia.
Per il Comune possibile l'appello al Consiglio di Stato
Inceneritore, confronto e ricorsi

l'Adige - M.M., 27 luglio 2010

MEZZOCORONA - Come a Lavis, anche gli abitanti di Mezzocorona esprimono la loro soddisfazione per l'apertura del confronto sull'inceneritore tra la Provincia e i sindaci. Ma nel contempo chiedono ai loro amministratori di insistere nella lotta contro l'impianto di Ischia-Podetti, invitandoli a non mollare l'osso ed a non lasciarsi andare a facili illusioni, memori delle battaglie del passato contro la Samatec o contro i progetti Sepi della viabilità a Nord di Trento: arrivarono sempre mille promesse da Piazza Dante, prima di concordare le soluzioni definitive.
Sul confronto per l'inceneritore c'è sempre stato il no da parte della Provincia, ma adesso, finalmente, si intravvede uno spiraglio. «Si vede che le tante battaglie nostre e di Lavis sono servite a qualcosa - osserva il sindaco Mauro Fiamozzi - e noi siamo sempre stati disponibili al confronto. Da anni lo stiamo chiedendo e non è mai stato un nostro problema sedersi attorno ad un tavolo».
Manca solo una settimana alla scadenza dei termini per presentare il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha legittimato la costruzione dell'inceneritore. Che farete? «Ho la massima fiducia nelle dichiarazioni del presidente Dellai rilasciate nell'incontro con noi sindaci. Purtroppo i giorni sono ormai contati e non possiamo sospendere il nostro ricorso: come chiesto dai nostri cittadini, abbiamo iniziato anni addietro un percorso contro l'inceneritore che va concluso. Peccato che questa apertura della Provincia non sia avvenuta prima; al Tar ci eravamo rivolti proprio perché nessuno, a Trento, voleva ascoltarci. Noi dobbiamo portare avanti, coerentemente, le nostre scelte. E se sullo smaltimento dei rifiuti accordo ci sarà, sempre pronti a ritirare il ricorso in Consiglio di Stato». Ci troviamo vicini alle elezioni di ottobre. E se la mossa di Dellai fosse "studiata" per impedire la ventilata nascita di una lista civica contro l'inceneritore? «Non credo affatto a simili insinuazioni. Credo che le elezioni di ottobre, con il confronto apertosi con la Provincia, non abbiano nulla a che vedere. Noi rappresentiamo una pubblica istituzione: il presidente Dellai, la Provincia; io, invece, la piccola comunità di Mezzocorona. E quindi difenderò fino in fondo quel «no all'inceneritore», che ha chiesto la maggioranza dei miei cittadini».
Sull'incontro fra Dellai ed i sindaci ha preso posizione anche il movimento politico di sinistra «Mezzocorona Democratica» che, in una nota, scrive: «C'è voluta la tremenda sberla alle amministrative di maggio subita dall'Upt e dal Pd nei comuni di Mezzocorona e Lavis per convincersi che forse l'amministrazione provinciale aveva sbagliato qualcosa; c'è voluta tutta l'insistenza di parecchi iscritti al Pd, all'Upt, e dei gruppi come Mezzocorona Democratica per far capire, soprattutto a Pacher, che bisogna ascoltare la gente. Ci siamo riusciti: speriamo che tutti siano coinvolti e che la politica abbia delle sensibilità diverse».
M. M.

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Il voto per le Comunità di valle
Inceneritore, le capriole di Dellai e Panizza

l'Adige - Rodolfo Borga, 26 luglio 2010

 

Pur da sempre contrario alla riforma istituzionale, mi vedo costretto a riconoscere che le Comunità di Valle hanno talvolta, magari in prossimità di elezioni, effetti miracolosi.

Leggo, infatti, che l'assessore provinciale Franco Panizza, sospendendo per un attimo la sua diuturna attività di erogatore di contributi pubblici, ha trovato il tempo di promuovere un incontro tra il presidente Dellai ed i Sindaci della Comunità della Rotaliana-Königsberg avente a tema la vexata quaestio dell'inceneritore di Ischia Podetti. Leggo anche che Dellai avrebbe dato la sua disponibilità «a sedersi ad un tavolo e a cominciare a discutere sul problema dello smaltimento dei rifiuti». E bravi il presidente e l'assessore, che, dopo avere strenuamente sostenuto per anni la necessità dell'inceneritore ed aver bocciato ogni soluzione alternativa, scoprono ora, proprio in prossimità delle elezioni della Comunità di Valle, che forse è opportuno aprire l'ennesimo tavolo per discutere sull'inceneritore.

Un miracolo, dicevo, visto che la Giunta provinciale ed i partiti che la sostengono (Upt, Patt E Pd in primis), inceneritori dipendenti da sempre, hanno addirittura bocciato due proposte di mozione presentate dal sottoscritto, discusse nelle sedute del Consiglio provinciale del 25.2.2009 e 26.10.2009, con cui si chiedeva semplicemente di mettere a confronto l'ipotesi inceneritore con quella «Vedelago» e di redigere il 4° aggiornamento del Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti.

Un miracolo ancor più grande, se poi si pensa che soltanto pochi mesi or sono la Provincia (quella di Dellai e Panizza) si è costituita nel giudizio promosso dai Comuni di Mezzocorona e Lavis contro il bando dell'inceneritore, chiedendo il rigetto del ricorso proposto dai Comuni. Un miracolo, dicevo, ma anche un chiarissimo esempio di cattiva politica. Di quella politica che considera gli elettori (nel caso di specie quelli della Rotaliana) come degli sciocchi pronti ad ingoiare qualsiasi balla, che non conosce il significato delle parole coerenza e pudore, che è pronta a tutta, ed al contrario di tutto, pur di strappare un voto. Ma veramente Dellai, Panizza e Pacher, preoccupati (e giustamente) per l'esito delle prossime elezioni della Comunità di Valle, credono che gli elettori della Piana Rotaliana e di Lavis si faranno abbindolare da mosse così spudorate? Ma veramente credono che tali ridicole iniziative possano far dimenticare a questi elettori le posizioni sostenute dalla Giunta provinciale per anni ed anni?

Pezo il tacon del buso, vien da dire! Invece di prendere in giro gli abitanti della Piana Rotaliana, la Giunta provinciale faccia quello che avrebbe dovuto fare da anni: ripristini la legalità, promuovendo la sottoscrizione della convenzione con i Comuni, provveda alla redazione del 4° aggiornamento del Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti, sospenda l'iter per la realizzazione dell'inceneritore e finalmente metta in comparazione la soluzione dell'incenerimento con altre meno costose, più sicure e più rispettose per la salute pubblica e l'ambiente. Il resto sono chiacchiere.

Rodolfo Borga

È consigliere regionale eletto nelle liste del Pdl


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Rifiuti. Vedelago al Consiglio di Stato
Inceneritore, due ricorsi

l'Adige, 25 luglio 2010

Il braccio di ferro giudiziario sull'inceneritore di Ischia Podetti si sposta davanti al Consiglio di Stato. L'associazione Nimby e il Centro Riciclo Vedelago hanno infatti presentato due differenti ricorsi impugnano la sentenza del Tar di Trento che aveva respinto, giudicandolo inammissibile, il primo ricorso. L'associazione e l'azienda specializzata in riciclo, difesi dall'avvocato Maria Cristina Osele, dunque non demordono e, nonostante la botta da 25 mila euro di spese legali rimediata davanti al Tar, proseguono la battaglia a Roma dove anzi ritengono di avere più possibilità di far passare le loro tesi.
Il primo ostacolo è relativo alla legittimazione, il terreno su cui il Centro Vedelago ha perso ancor prima di entrare nel merito il giudizio di primo grado. Ma proprio il Consiglio di Stato con una sentenza dell'aprile scorso è intervenuto con una sentenza che potrebbe rimettere in gioco i ricorrenti là dove si rileva che per essere titolari a presentare ricorso non serve essere partecipanti alla gara in questione, ma è sufficiente avere ragioni sostenibili. E i legali della Vedelago ritengono di avere molte valide ragioni per opporsi al bando di gara per la realizzazione e gestione del termovalorizzatore di Ischia Podetti. Questo perché puntando tutto sull'inceneritore si esclude di fatto chi invece opera nel campo del riciclo benché il Testo unico in materia di ambiente e di rifiuti e le direttive comunitarie puntino invece a valorizzare proprio il riciclo attraverso la raccolta differenziata.
Altro ostacolo da superare per i ricorrenti è la tardività del loro ricorso. L'ipotesi di realizzare un inceneritore nacque in forma embrionale già nel 1993, ma prese le forme del termovalorizzatore solo nel 2006. La delibera del 2006 venne impugnata da Nimby di fronte al capo dello Stato. Quel ricorso, ormai quasi dimenticato, è ancora pendente e potenzialmente in grado, se accolto, di cancellare anche il successivo bando. Il Centro Vedelago sostiene di non aver agito tardivamente in quanto comunque la delibera del 2006 faceva riferimento ad una società pubblica su cui un'impresa del veneto aveva poco o nulla da sindacare.
I due ricorsi puntano a superare questi primi ostacoli per poter poi discutere il merito della questione su cui i legali di Vedelago e Nimby ritengono di avere validi motivi da spendere. Il primo è proprio relativo al contrasto con la normativa europea e con il Testo unico che indica in materia di smaltimento dei rifiuti una scala di priorità ben precisa: prima il riciclo e solo in seconda e terza battuta tutto il resto. Il secondo motivo invece rileva la nullità delle procedure di bando per assenza di specifici poteri da parte del Comune di Trento.
I due ricorsi sono stati già iscritti al ruolo del Consiglio di Stato con richiesta di sospensiva e sono stati notificati anche a Comune e Provincia. È probabile che possano essere discussi già tra fine agosto e settembre.


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