Cronaca

Ecco l'inceneritore “verde”

Dati e immagini dell’impianto senza camino a cui si sta “ispirando” palazzo Thun

 

TRENTO – Alto 21 metri, in grado di “bruciare” 500mila tonnellate di rifiuti all’anno, situato in piena zona urbanizzata, destinato a ricevere l’immondizia via fiume (la Senna) e via treno, dotato di un sistema per la rapida espulsione dei fumi ma - soprattutto - di un camino orizzontale anziché verticale. Eccolo l’inceneritore “verde” in fase di costruzione ad Issy (vicino Parigi) e diventato mèta, due settimane fa, di una visita in loco dell’assessore comunale all’ambiente Alessandro Andreatta e dei vertici di Trentino Servizi.

O meglio: più che di un “termovalorizzatore”, l’innovativo progetto che il Corriere del Trentino è in grado di anticipare punta alla costruzione di un “centro per il trattamento e la valorizzazione energetica dei rifiuti” che, alla fine, acquisirà la forma di una vera e propria “astronave verde”.

I “SOSTENITORI” – Il primo a restarne “colpito”, qualche settimana fa, era stato il sindaco Alberto Pacher: “Un inceneritore senza camino – disse il primo cittadino – sarebbe indubbiamente meno impattante dal punto di vista paesaggistico” rispetto ai cento metri di ciminiera previsti dal progetto. Un’ipotesi, quella di realizzare a Ischia Podetti un termovalorizzatore per rifiuti senza camino, a cui aveva “strizzato l’occhio” nei giorni scorsi anche il presidente della Provincia: “Ben venga una struttura meno impattante – ha dichiarato Lorenzo Dellai al Corriere del Trentino -. L’importante è che offra le stesse garanzie per la salute dei cittadini”.-

IL PROGETTO – Ed eccolo, allora, l’inceneritore “modello” a cui si sta ispirando il Trentino: “Collocato sulla riva sinistra della Senna, nella zona meridionale della città, è stato pensato come una grande macchina che si mimetizza nel tessuto urbano - illustra lo sito ufficiale dell’impresa che lo sta realizzando -. Così si è optato per una soluzione morfologica orizzontale che evitasse la presenza di ciminiere e emergenze fastidiose”. Ancora: “Tutto il processo di trattamento è stato sviluppato con criteri innovativi basati sul concetto globale di forno-caldaia e trattamento orizzontale dei fumi in grado di assicurare alte prestazioni tecniche, economiche ed ambientali. L’ubicazione sulla riva del fiume, in cui la fabbrica non scaricherà alcun liquido, fa di quest’edificio un segno importante per l’intera città: Dubosc e Landowski (i due progettisti, ndr) hanno immaginato una foresta verticale, intesa come gioco dato dal ritmo strutturale dei pilastri e delle travi in legno lamellare, delle travi in acciaio, dei rivestimenti lignei e del verde pensile e rampicante che si integra all’edificio”.

Di più: “Fondamentali punti del programma sono stati quindi la riduzione dei disturbi sonori, la rete dei trasporti (vengono serviti 22 comuni dell’alta Senna e 3 arrondissements dell’ovest di Parigi mediante trasporto anche su rotaia e fluviale) e il recupero dell’energia di combustione. In definitiva un’”astronave verde”, che diventa un vero e proprio monumento urbano, per integrare in un processo ciclico gli scarti creati dalla società moderna”.

 

Laura Tedesco

Corriere del Trentino, 27 gennaio 2005

 

 

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