Cronaca

Un nuovo ricorso al Tar contro l'inceneritore

Un nuovo ricorso al Tar contro l'inceneritore

l'Adige, 25 febbraio 2010

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I titolari del Centro Riciclo Vedelago che gestiscono un impianto di stoccaggio e selezione meccanica dei rifiuti per il recupero dei materiali ha dato incarico all'avvocato Cristina Osele di presentare ricorso al Tar contro il bando del Comune di Trento per la realizzazione dell'inceneritore. Ieri il ricorso è stato notificato a Comune e Provincia e nei prossimi giorni sarà depositato al Tribunale amministrativo regionale.

 

Ma cosa ha spinto l'impresa di Treviso, ossia Carla Poli e il figlio, a fare guerra al bando di gara trentino? Innanzitutto il fatto che, così come è stato redatto, preclude al Centro di Vedelago di parteciparvi in quanto, oltre a prevedere un certo fatturato, nel bando è specificato che le aziende in gara devono avere cinque anni di esperienza nel campo dei termovalorizzatori. E' una critica alla mancanza di alternative possibili, che ha spinto anche le amministrazioni comunali di Mezzolombardo e Lavis a presentare un ricorso, dopo aver verificato la percorribilità di una via alternativa con una dettagliata consulenza.

 

Nel ricorso dei Poli viene sottolineato che nel bando, anziché privilegiare l'obiettivo da raggiungere, si è preferito scegliere il metodo, impedendo di fatto all'azienda veneta di partecipare alla gara con tecnologie diverse. Sempre nel ricorso vengono poi fatte presenti anche le potenzialità, da punto di vista occupazionale, del termovalorizzatore e del centro di riciclo. Mentre per il primo sarebbero sufficienti dieci persone, se la scelta cadesse sul secondo si potrebbero impiegare fino a 160 dipendenti.

In giornate come queste in cui si pensa alla chiusura delle acciaierie di Borgo, ad esempio, qualcuno ipotizza la possibilità di sostituire un impianto potenzialmente inquinante con uno che fonda il suo lavoro proprio sul riciclo.

 

Nelle 65 pagine del ricorso c'è poi una sezione dedicata alla questione dell'inquinamento e ai possibili effetti che un termovalorizzatore alle porte della città potrebbe creare sui paesi lungo l'asse dell'Adige e non solo. Effetti che a dire di alcuni esperti sarebbero devastanti con l'emissione di sostanze che alcuni studi darebbero per cancerogene e pericolose.

Demolita anche la questione del ricavo di energia. Viene sottolineato che quella utilizzata per distruggere i rifiuti è maggiore di quella che si otterrebbe. «Noi - aveva spiegato poi la titolare in una precedente intervista proprio al nostro giornale - trasformiamo il residuo in Materia Prima Seconda per edilizia e stampaggio di materie plastiche. Solo il 5% va in discarica, contro il 25% di scorie dell'inceneritore».

 

Infine, tra le varie questioni sollevate, c'è anche un problema di titolarità a indire il bando. Secondo l'avvocato Osele la titolarità sarebbe della Provincia e non del Comune capoluogo. La signora Poli in passato aveva polemizzato apertamente con il sindaco Alessandro Andreatta, accusandolo di negarsi a un confronto pubblico sulle metodologie in campo. Il sindaco da parte sua ha sempre manifestato perplessità sul sistema di Vedelago, convinto che non sia in gradi di chiudere il ciclo dei rifiuti e spiegando al contrario come il residuo del trevigiano vada in realtà a finire bruciato in un inceneritore del Centro Italia.

 

E mentre dunque aumentano i ricorsi al Tar per bloccare il bando, per le aziende che vogliono partecipare alla gara i tempi scadranno il 19 luglio. Il costo dell'opera parte da 101 milioni di euro Iva esclusa e la capacità massima annua prevista è di 103 mila tonnellate di rifiuti da bruciare. La durata della concessione sarà di 24 anni, 4 per la costruzione e 20 per la gestione vera e propria.

 

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