Cronaca

Mezzocorona al Tar contro l'inceneritore

Ma senza Zambana e Mezzolombardo

«Politica irresponsabile»

l’Adige - Mariano Marinolli, 21 febbraio 2010

 

MEZZOCORONA – Per dieci anni l'amministrazione comunale ha sempre detto no all'inceneritore. Ed ora il ricorso al Tar è l'ultima speranza che il sindaco Mauro Fiamozzi e il suo gruppo di maggioranza nutrono per convincere la Provincia a prendere in esame soluzioni diverse. «Siamo sempre stati coerenti e aperti a qualsiasi confronto - ha dichiarato il sindaco giovedì sera in consiglio comunale, presentando il ricorso - ed abbiamo sempre atteso le risposte ai quesiti sulla sicurezza dei cittadini, sulle valutazioni ambientali e sulle possibili soluzioni in alternativa, ma dalla Provincia non è mai arrivata, sottolineo mai, una riga scritta. Solo parole e basta. Ecco il motivo del nostro ricorso». Rispondendo ai consiglieri che chiedevano come mai Zambana e Mezzolombardo, che hanno partecipato con Mezzocorona e Lavis alla realizzazione del progetto alternativo, non abbiano aderito al ricorso, Fiamozzi ha chiosato di averlo proposto nella riunione dei sindaci della Comunità di valle di qualche giorno fa, ma che solo Lavis ha dato la sua conferma.

 

Il consigliere del Pd Diego Pancher, che ha sempre manifestato il suo favore all'inceneritore, ha contestato l'iniziativa del ricorso alla giustizia amministrativa definendola un fallimento della politica. «Vi assumete una grave responsabilità, se tentate di bloccare il progetto dell'inceneritore - ha detto Pancher - poiché mettete in ginocchio tutti i comuni del Trentino. Mi metto nei panni di chi non ha più una discarica e per colpa vostra e di Lavis non saprà dove portare i suoi rifiuti. Noi del Pd riteniamo sbagliata la vostra scelta».

 

Per l'assessore all'ambiente, Carlo Toniolli, la scelta, invece, è più che giusta: «È un'azione dovuta per difendere i nostri diritti calpestati. Siamo sempre stati fin troppo disponibili verso la Provincia, mettendo persino a disposizione un terreno di proprietà comunale per il biodigestore. Ma non è certo colpa nostra se non l'hanno costruito e se nessuno ha mai accolto i nostri inviti per discutere sia dell'inceneritore, sia del biodigestore». Il consigliere Zandonai dà ragione a Pancher, affermando che è giusto parlare di una sconfitta della politica, «ma non certo la nostra, bensì di chi fa politica e governa senza rispettare le normative e i diritti altrui».

 

Ancor più duro Mauro Postal capogruppo della maggioranza: «Diciamo la verità: in Provincia nessuno si è mai preso la responsabilità, in questi dieci anni, di confrontarsi con noi. E soprattutto di mettere nero su bianco, spiegandoci sia che l'inceneritore non provocherà alcun danno, sia i motivi per cui non va bene il nostro progetto in alternativa. Ci hanno trattato a pesci in faccia ma non hanno mai avuto il coraggio di scriverci. Credo che i sindaci che si occupano della difesa della salute dei cittadini e dell'ambiente abbiano ragione ad ostacolare il progetto. Anche a costo di ricorrere al Tar.

 

Il fallimento della politica è proprio questo: il sindaco di Trento che dichiara di non temere alcun confronto pubblico, promettendo di essere presente se lo invitiamo, ed invece, nonostante i nostri inviti, non ha mai partecipato ad uno dei nostri dibattiti». «Pare assurdo, ma la verità è che un ente pubblico, noi, deve ricorre al Tar contro un altro ente pubblico, la Provincia, per la difesa dei propri diritti - ha poi concluso il sindaco Fiamozzi - e tutti sapevano che saremmo ricorsi al tar: lo hanno scritto i giornali più volte, ma nessuno si è mai fatto vivo. E allora siamo costretti ad andare avanti, fino in fondo».