Cronaca

Incenerimento in Regione TAA, le finte soluzioni

Incenerimento in Regione TAA, le finte soluzioni

Ambiente & Salute - Claudio Campedelli, 24 dicembre 2013  

Da alcune settimane si parla della possibilità di conferire all'inceneritore di Bolzano (che non è un termovalorizzatore) il rifiuto residuo prodotto in Trentino che, dopo una cernita in un impianto meccanico–biologico, è denominato Combustibile Solido Secondario (CSS).

Rimane ancora indefinito se il CSS è da considerare come rifiuto (con l'obbligo di rispettare le direttive sulla gestione corretta dei rifiuti) o come combustibile normalmente commercializzabile come altri combustibili.

Il CSS eventualmente prodotto dal Trentino è comunque derivato da rifiuti urbani e il suo potere calorifico (l’energia in esso contenuta per unità di peso) si basa essenzialmente sul fatto che contiene poca acqua, poco materiale che non brucia e molta plastica, carta, cartone e tessili di cotone o plastica. Per dare un’idea della composizione percentuale di tali frazioni si riportano i dati percentuali del 2009 in base all'analisi merceologica effettuata da TBU Innsbruck dei rifiuti residui in Alto Adige: plastica 14,6%, articoli igienici 9,3%, carta 7,1%, poliaccoppiati 6,6%, tessili 4,3%, cartone 3,7% oltre a organico 43,3%, vetro 3,0%, metalli 1,9%, materiali inerti 1,2%, rifiuti urbani pericolosi 0,3%, altro 4,7% che comunque non dovrebbero esserci nel CSS.

La plastica è determinante per poter avere un decente potere calorifico del CSS. Questa plastica (principalmente imballi) è prodotta partendo dal petrolio, non è rinnovabile ed è riciclabile in quanto utilizzabile per creare manufatti. Anche la carta, il cartone e i poliaccoppiati, necessari per sostenere il potere calorifico, sono in gran parte riciclabili.

Per quanta riguarda l’eventuale conferimento di questo CSS all’inceneritore di Bolzano vorrei portare alcuni punti di riflessione:

1) il conferimento all'inceneritore di Bolzano richiede il pagamento di almeno 116 euro a tonnellata, il conferimento a un cementificio (che è corrispondente alle “migliori  tecniche  disponibili”) ca. 20 euro;

2) puntare sul CSS potrebbe far perdere al territorio il “contributo assolto” - la cauzione che paghiamo per gli imballi;

3) l’inceneritore di Bolzano ha una bassa efficienza energetica ed equivale, dal punto di vista giuridico, al conferimento in discarica, prassi negativa per la direttiva europea;

4) il conferimento all'inceneritore di Bolzano non permetterebbe al Trentino di incrementare il tasso di riciclo (da non confondere con il tasso di differenziazione);

5) bruciare i rifiuti o il CSS nell'inceneritore di Bolzano implicherebbe che le persone che vivono a Bolzano e dintorni respirerebbero le sostanze tossiche prodotte durante e dopo la combustione. La conformazione orografica combinata con le sfavorevoli condizioni meteorologiche fanno si che non ci sia diluizione di tali sostanze, con il conseguente accumulo nel corpo e nel terreno;

6) nella relazione su un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse (2011/2068(INI) - Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, Parlamento europeo, 8.5.2012), le richieste verso la Commissione, che deve preparare la nuova direttiva rifiuti, sono “[…] di presentare proposte entro il 2014, allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine di questo decennio, l'incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili; […]” in quanto “[…] Semplicemente, non possiamo permetterci di impiegare dieci o vent'anni per la transizione verso un'economia circolare […]”.

Le finte soluzioni che vengono proposte dagli amministratori trentini e altoatesini sono idee vecchie del secolo passato che non ci aiutano ad affrontare le enormi sfide che ci aspettano.

Bisogna puntare invece su responsabilità estesa del produttore, il riciclo di tutto il materiale riciclabile, consistente riduzione nella produzione di rifiuti. Gestire i rifiuti correttamente è possibile.