Cronaca

C’era una volta il “pirogassificatore” della Waste Recycling Spa di Valdera (PI)

C’era una volta il “pirogassificatore” della Waste Recycling Spa di Valdera (PI)

 


Nel leggere su l’Adige di ieri di “gassificatori… [che] sfruttano la dissociazione molecolare, definita pirolisi…”, ci è venuta in mente la vicenda tipicamente italica del “pirogassificatore” di Castelfranco di Sotto (Valdera) in provincia di Pisa.

Sarebbe potuto sembrare un altro classico episodio di "responsabile amministrazione" che promette miracoli. Come quelli di Piromex che scrive nel suo sito sul loro gassificatore: “Nessuna emissione inquinante in atmosfera - Nessun camino necessario - Nessun residuo pericoloso - Nessun costoso conferimento finale”.

Invece, qualche volontario, non un qualsiasi “nimbyno”, ha voluto capirci qualcosa, si sarà chiesto il perché di tanto zelo e generosità per risolvere – definitivamente – “il problema”. Ha scoperto così una serie di intese e “parentele” degna degli esordi della prima repubblica.

 

Per quanto riguarda questi impianti può essere utile la lettura di un recente documento toscano. È una presentazione di una sessantina di diapositive, titolata “Mappa del potere. Inceneritori mobili”, che si ritrova, a partire dal maggio 2012, nei siti internet di varie realtà toscane del Movimento 5 Stelle.

Riportiamo una sintesi della vicenda, apparentemente solo locale, avvenuta nel comune di Castelfranco di Sotto, in Valdera, provincia di Pisa.


La storia prende avvio nel marzo 2010, tratta di un inceneritore mobile per rifiuti industriali della NSE Industry, proposto dall'azienda Waste Recycling Spa, che lo rinomina col nome inusuale di "pirogassificatore". La provincia di Pisa esamina la pratica e nel luglio 2010 da un via libera a questo progetto, escludendolo anche da una procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA).


Del progetto viene però a conoscenza la popolazione che reagisce, vengono raccolte 4200 firme e viene richiesto un percorso partecipativo, nel rispetto di una recente ed innovativa legge della Regione Toscana, la n. 69 del 2007.

 

La Waste Recycling, che ha proposto l’impianto, esplicitamente accetta il percorso partecipativo, al punto di firmare in data 15 ottobre 2010 una Convenzione con il Comune di Castelfranco che prevede perfino un suo contributo ai costi del processo partecipativo per un importo di 27.500 euro.

È presumibile che l'azienda proponente ritenesse che il processo partecipativo avrebbe dato un tranquillo via libera definitivo alla sua richiesta. Invece i 50 giurati esprimono un no all'unanimità, a questo no si aggiunge quello del sindaco e della giunta del comune di Castelfranco di Sotto. Anche la provincia di Pisa ci ripensa e non concede più l'autorizzazione [1].

 

La vicenda avrebbe potuto concludersi qui, ma non è così; si riapre perché l'azienda proponente si appella alla regione, una possibilità data da una nuova legge regionale toscana, la n. 35 del 2011, che prevede la possibilità di chi ha avuto dinieghi di appellarsi alla regione per ottenere un parere favorevole.

 

Nel frattempo entra in campo il Presidente della giunta regionale Toscana che prende una netta posizione favorevole all'azienda proponente [2].

In tutta evidenza si tratta una presa di posizione molto impegnativa ed inusuale per un governo regionale.


È a questo punto che alcuni attivisti toscani del Movimento 5 Stelle si chiedono perché la Regione Toscana sta andando "contro tutti" e cominciano a fare approfondimenti sulle società e le persone implicate nella vicenda. I risultati del loro lavoro sono interessanti.

Per quanto riguarda l'azienda proponente Waste Recycling, il suo vicepresidente risultava essere un esponente del Partito Democratico, già assessore e sindaco.

È dalle conoscenze dell'azienda costruttrice NSE Industry che vengono fuori le vere sorprese... [3].

 

Per il Movimento 5 Stelle ci sarebbe altro da approfondire...

Che conclude: "Se vi sembra ancora una questione "locale"… Se pensate che siano solo alcuni cittadini affetti da sindrome "NIMBY", fate pure come se non aveste visto niente. Diversamente vi invitiamo a divulgare ed integrare questa mappa".

 

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 21 luglio 2012



[1] L'impianto proposto, un mini-inceneritore trasportabile, oltre ai notevoli rischi propri di ogni inceneritore, presentava anche ulteriori problematiche legate sia alla sua piccola taglia sia al controllo della tipologia dei rifiuti industriali da incenerire, a piè di fabbrica, tant'è che impianti di questo tipo non hanno avuto successo.

[2] "In questa regione se un imprenditore rispetta le leggi, le regole e i pareri tecnici vincolanti, ha diritto ad ottenere, e in tempi rapidi, i permessi", queste le parole del Presidente Enrico Rossi il 10 novembre 2011, ed il comunicato stampa della Regione Toscana così proseguiva: "... la decisione dell’esecutivo regionale è arrivata ieri dopo che la ditta proponente del progetto, la Waste Recycling Spa, aveva chiesto di attivare la procedura speciale della recente legge regionale 35 sulla realizzazione di opere strategiche, che interviene nelle situazioni di impasse. La Regione ha espresso il proprio parere dopo avere esaminato la documentazione istruttoria e le istanze positive pervenute. Quello di Castelfranco è un impianto di pirogassificazione sperimentale che utilizza una tecnologia innovativa per la produzione di energia elettrica e termica da rifiuti industriali..."

Il parere regionale non è entrato nel merito tecnico del progetto proposto ma, come prevede la legge, ha accertato che i pareri tecnici espressi alla Provincia da ARPAT, ASL, e il Settore Ambiente della Provincia di Pisa fossero favorevoli e corredati da articolate prescrizioni e raccomandazioni. In base a questi, il progetto è compatibile sotto i profili di tutela dell’ambiente, della tutela della salute umana e della sicurezza sul lavoro e integra il complesso impiantistico di trattamento rifiuti già presente e funzionante.

[3] Il dirigente addetto alla comunicazione e relazioni della NSE Industry è il già segretario regionale toscano del PD Agostino Fragai, ex assessore regionale alle Riforme istituzionali con la precedente presidenza di Enrico Rossi, e promotore proprio di quella prima legge italiana sulla Partecipazione dei cittadini, che era stata applicata a Castelfranco di Sotto.

Ma con gli intrecci societari si arriva ancora più in alto: ad istituti bancari di primaria importanza nazionale; a personaggi assai rilevanti nel mondo politico-finanziario come Francesco Micheli, tra l'altro finanziatore delle campagne elettorali degli ultimi 3 sindaci di Milano (Albertini, Moratti e Pisapia); a società lussemburghesi con diversi personaggi provenienti dalla multinazionale dei servizi McKinsey & Company, di cui si approfondiscono metodi operativi, clienti ed illustri ex manager; come all'attuale ministro "tecnico" nazionale Corrado Passera; e l'assessore "tecnico" alla Sanità della regione Toscana, Daniela Scaramuccia, nominata da Enrico Rossi nell'attuale governo regionale, e tempestivamente dimessasi nel maggio 2012 il giorno prima degli arresti per un buco di bilancio di oltre 200 milioni di euro degli ex direttori generali dell'ASL di Massa Carrara.

 

 

     Monteleone Sabino - Anfiteatro. Marzo 2010