Bando di gara: in attesa della trattazione nel merito, si procede a tentoni

 


Band
o di gara: in attesa della trattazione nel merito, si procede a tentoni

Il Consiglio di Stato non solleva critiche alle ragioni di Nimby trentino

Comunicato stampa di Nimby trentino - 18 settembre 2010

 


Le ordinanze (1) con cui il Consiglio di Stato consente di proseguire la gara per l'inceneritore non hanno sollevato alcuna critica alle argomentazioni di diritto sollevate da Nimby trentino, unitamente a Centro Riciclo Vedelago: perché, attualmente, non c’è pericolo imminente irreparabile.

Né avrebbero potuto sollevarne, trattandosi di norme di leggi nazionali ed europee che si fondano soprattutto sulla logica quando danno priorità al riciclo rispetto all’incenerimento (2).

Questo è anche il cuore del reclamo presentato nello scorso luglio alla Commissione europea. 


Provincia e Comune di Trento hanno invertito quest'ordine ponendo l’incenerimento assieme, o prima, alla raccolta differenziata, trascurando completamente il riciclo.

La domanda fondamentale è: se non si conosce quanto residua dal riciclo della raccolta differenziata, come si fa a dimensionare l’inceneritore?


Eppure la Provincia di Trento, 4 anni fa, ha stabilito che dovranno bruciarsi 103.000 tonnellate di rifiuti, in gran parte tolti al riciclo che, prima o poi, dovrà necessariamente essere messo in gara (di qui la mancanza del pericolo rilevata dal Consiglio di Stato).

Se il riciclo venisse fatto, potrebbe emergere che le 103.000 tonnellate di residui previsti sarebbero un eccesso di progettazione e per mantenere in efficienza l'impianto occorrerebbe importare i rifiuti dalle province vicine. Anche se, come riportato nello Studio di fattibilità, per colmare questo deficit sono disponibili le note 94.500 tonnellate di rifiuti assimilati agli urbani (3).


Quello che è certo oggi è che i fumi di circa il 95% di quelle 103.000 tonnellate di rifiuti, non riciclati, verrebbero dispersi nelle campagne dove si coltiva ciò che mangiamo e beviamo e nell'aria che respiriamo.


Se nel rispetto delle leggi e della logica si anteponesse il riciclo all’incenerimento, ci sarebbe disponibilità da parte dell'amministrazione comunale o provinciale e di Dolomiti Energia a fornire dati sui reali flussi della gestione dei rifiuti solidi urbani (4).

Ma questi dati non si devono sapere perché tutte le difese delle amministrazioni, sia al TRGA di Trento che al Consiglio di Stato, si sono limitate a schermaglie di procedura rifuggendo dal trattare nel concreto il problema.

Non è per un simile trattamento dei beni e dei diritti fondamentali dei trentini che questi amministratori sono stati votati.

 

L'assenza nelle ordinanze del Consiglio di Stato di riferimenti ad aspetti di diritto mantiene alto il livello di incertezza a carico delle amministrazioni coinvolte nella pubblicazione del bando di gara, che si assumeranno la responsabilità di procedere a loro rischio e pericolo.

 

Note e allegati

1.  Ordinanza del Consiglio di Stato

2.  A proposito di priorità si ripropone la lettura di: Incenerire o ridurre e riciclare i rifiuti?

3.  Si veda: La scomoda verità dell'inceneritore da XXXmila tonnellate

4.  Si rinvia alle comunicazioni rivolte a Comune di Trento e Dolomiti Energia:

     -  lettera al Comune di Trento

     -  la risposta del Comune di Trento  

     -  lettera a l’Adige con domande a Dolomiti Energia