In difesa del Trentino, da Roma a Bruxelles

In difesa del Trentino, da Roma a Bruxelles

Conferenza stampa di Nimby trentino

Sorasass - Cadine, 17 luglio 2010

 

 

Mentre in Trentino ci si affanna a reinventarsi un nuovo vecchio partito dei fedelissimi al Presidente, cresce assieme al caldo la fragilità del Partito del Trentino-termovalorizzato, detto anche Partito democratico trentino tirolese. La si legge anche dalle iniziali dei cognomi del triumvirato Fravezzi-Gilmozzi-Lunelli scelti per recuperare quella credibilità in affanno, dopo il mediocre risultato delle recenti comunali. Un altro trio, stavolta più democratico-autonomista, è presto rinsavito dopo l'ingresso nella giunta comunale della Trento-termovalorizzata: sono gli ex scettici all'incenerimento, per finta, per caso o per necessità, Marchesi (suo l'"esemplare" ordine del giorno del settembre 2005), Castelli (accadde alla circoscrizione di Gardolo) e Condini (quando ricorse al Tar). 


I tre paladini del “fragile” triumvirato ex Margherita ed ex Unione sono buoni conoscitori di una arrangiata gestione di rifiuti se a Fravezzi, presidente del Comprensorio C9 che gestisce la discarica della  Maza (sotto sequestro da qualche mese), saranno arrivati al naso molte volte certi suoi “odori”. Gilmozzi, oltre ad aver sempre cavalcato qualsiasi decisione del suo Presidente sul Trentino-termovalorizzato, ha potuto seguire molto da vicino la questione compostaggio Campiello, oggetto di alcuni infelici avvenimenti, tra cui quello della super buona uscita al proprietario dell’impianto, Carlo Calzolari. Lunelli, infine, non ci pensò due volte quando si fece “Nimby” a difesa del suo giardino dalle mire sul biodigestore del collega di centrosinistra Mario Zambarda.

 

14 luglio 2010

Il 14 luglio Massimo Mucchetti scrive sul Corriere della Sera, a proposito di “mercato oscuro”, di una “privatizzazione della politica. Che va oltre i conflitti d’interesse e contagia il sistema dei partiti dove i leader, o chi ha le chiavi della cassa, sono i padroni.” Dall’isola felice del Trentino non gli fa eco Alberto Faustini con quel “ritorno della politica”  secondo cui “mentre l’Italia zoppica… in Trentino sta accadendo qualcosa”. E se scrive, sempre riferendosi all’Italia, di “una preoccupante e temo intramontabile avidità politico- economico-finanziaria”, sembrerebbe che il bel Trentino è estraneo a tutto ciò.  

Faustini non deve vedere, continua a sognare sulla democrazia del più forte. Ad esempio, quella che nega ai comuni del Trentino la convenzione su gestione di rifiuti e inceneritore, prevista per legge, vagheggiata e poi cancellata perché conviene a pochi eletti che l’unico interlocutore, in un esteso conflitto di interessi, rimanga il solo Comune di Trento. Su questo, anche Lunelli potrebbe chiedersi quali siano le vere “partecipazioni” e “valutazioni” che contano nella partita rifiuti se sull’inceneritore affermò che «a Trento ci sono stati tali e tanti passaggi partecipativi… che tutte le valutazioni sono state fatte”.

 

Nello stesso giorno l’Adige titolava degli interessi della mafia per Cosbau. Pare che anche stavolta ce la siamo cavata per un soffio. Mentre non se la cava bene la Valsugana se qualcuno ha saputo farci tanto inquinamento e tanti soldi, quasi allo stesso modo di come li fanno le mafie quando riciclano e fanno sparire di tutto, dai soldi agli inquinanti tossici. In quel Trentino che in quanto a omertà non teme alcun confronto. Ma anche in Valsugana sta accadendo qualcosa – più importante delle fantasie di Faustini - se sempre più cittadini si interrogano e si attivano a favore di nuove politiche dentro i territori. Privilegiando gli approfondimenti e l’informazione indipendenti, anche dopo la presentazione del secondo dossier di ISDE Italia (all. 1) ai sindaci della Valsugana.


Anche Nimby trentino vede, ascolta e si attiva

Ed ecco che in questo caldo 17 luglio, su questo monte che nello stesso mese di 4 anni fa ci ha visto “sentinelle” per 40 giorni di digiuno e iniziative lungo i suoi sentieri e la sua storia, presentiamo la quinta e la sesta puntata del nostro cammino.

Dopo il primo ricorso nel febbraio 2004, la denuncia europea sui SIC di fine 2004, il ricorso al Capo dello Stato di fine 2006, il ricorso ad adiuvandum a quello del Centro Riciclo Vedelago sul bando di gara, oggi presentiamo sia il ricorso al Consiglio di Stato, avverso la sentenza del TAR, sia il reclamo all’Europa per la mancata osservanza della normativa europea.

Due strade diverse ma congruenti, su cui continuare a camminare per affermare la verità di quei cittadini che credono in una evoluzione positiva e sostenibile del loro vivere ed agire politico.

 

La sentenza del ricorso al Tar

Come è noto la sentenza del Tar condanna il Centro Riciclo Vedelago ed in parte anche l’interveniente Nimby trentino, in solido per il 25%, a consistenti spese di soccombenza pari a circa complessivi  € 23.000 (all. 2).

Preme osservare l’ingiusta condanna in solido di Nimby trentino, Onlus che per sua natura non merita di essere caricata di spese a fronte di una richiesta di giustizia a tutela della collettività e di superiori valori di salute pubblica e dell’ambiente.  

La sentenza del Tar ha ritenuto di caricare su Nimby trentino una cifra importante, oltre ai costi del ricorso e a quelli per l’appello al Consiglio di Stato.

Per affrontare queste ingiuste spese, chiediamo ai cittadini che credono in questa opposizione di continuare a sostenerci. Assieme a questa richiesta stiamo valutando alcune iniziative che, a seconda degli esiti della sottoscrizione, sottoporremo all’attenzione dell’opinione pubblica.


Appello al Consiglio di Stato

L’appello al Consiglio di Stato bene illustra la nostra contrarietà ad una sentenza che riteniamo ingiusta. In questa sede ci preme evidenziare che la controparte si è fatta difendere dallo stesso avvocato co-estensore dello Studio di fattibilità sul bando di gara, situazione che ci pare non si possa certo definire scevra da interesse. Infatti la fattibilità riguardava proprio la questione del project financing, problema squisitamente politico dal momento che se ti fai finanziare l'opera da privati è chiaro che poi li puoi controllare di meno. Pertanto che si sia affidato l'incarico di difesa giudiziale del bando allo stesso professionista che ha redatto lo Studio di fattibilità appare discutibile e meriterebbe un interessamento della Corte dei Conti.

 

Il reclamo alla Ce

Il reclamo alla Commissione europea (all. 3), che segue quello dei SIC, attiene alla violazione delle direttive europee sulla gestione dei rifiuti mettendo in evidenza le incongruenze del Piano provinciale di smaltimento rifiuti che ha costretto ogni percorso gestionale nella prioritaria direzione dell’incenerimento. Il cuore del reclamo è alle pagg. 7, 8, 9 e 10.

I risultati lusinghieri fin qui ottenuti in gran parte del nostro Trentino confermano che laddove c’è la volontà delle amministrazioni, si raggiungono ottimi risultati perché i cittadini sono pronti quando lo sono i cittadini-amministratori.

 

Annunciamo infine che stiamo lavorando ad un’altra puntata, la cui rilevanza è diventata materia di discussione fra associazioni europee.

 

 

Allegati:

1 - ISDE. Dossier sulla questione ambientale in Bassa Valsugana

2 - Nota spese ricorso - avv. V.M. Leone, Comune di Trento

3 - Reclamo alla Ce