Ricorsi al TAR. Il Comune di Trento non dimostra di poter fare l’inceneritore

Tra le peculiarità dell’iter di questo ricorso al TRGA di Trento non possiamo non rilevare la sufficienza e l’approssimazione con cui stampa e media lo hanno seguito. Ne è dimostrazione la loro assenza anche all’interessante udienza di merito dello scorso 27 maggio, i cui esiti sono stati costretti dalla sbrigativa lettura delle sole ordinanze e successive sentenze. Mentre altri soggetti, soprattutto privati, erano talmente attenti e interessati che hanno dovuto decidere di posticipare al 20 dicembre 2010 la scadenza della presentazione delle offerte al bando di gara.
In alcuni passaggi importanti di questo ricorso ci sono alcune debolezze sostanziali che connotano la fragilità e l’inconsistenza delle ragioni degli aspiranti all’impianto di trattamento termico (una volta chiamato “termovalorizzatore”, ora adeguato alle aspettative europee). Tra le fiacchezze più significative e curiose non mancano quelle riportate nelle memorie difensive (sotto riportate) dell’avvocato del Foro romano, già corrisposto dalla PAT quale consulente per la stesura dello Studio di Fattibilità.
L’accanimento nei toni offensivi
presenti nell’arringa dell’avvocato romano, ricondotti a semplice dialettica dai giudici del TRGA, e l’arroganza nella difesa di una scelta politica tanto datata quanto obbligata da strette di mano, fungono da tetro fondale all’abusata propaganda pro incenerimento, dimostrando che gli unici argomenti della corazzata orientata verso Ischia Podetti sono quelli della prevaricazione, dell'oltraggio e della negazione di confronto con il conseguente preconfezionamento di abusate “verità”, ad uso e consumo della Committenza.

Ma riteniamo ci sia un’altra ben più grave mancanza nell’iter dell’intera partita inceneritore: ci pare di poter affermare che il bando di gara, il disciplinare e lo studio di fattibilità per la sua realizzazione siano inficiati da NULLITÀ poiché emanati da un ente (Comune di Trento) privo di poteri e competenze (leggi nota). 
Il Comune di Trento, a parer nostro, era ed è tuttora privo di poteri per l’indizione della gara pubblica, con conseguente incompetenza assoluta e assoluto difetto di attribuzione e nullità della gara, anche ai sensi dell’art. 21 septies della L. 241/90.
L’interpretazione autentica di tale norma fornita dal Consiglio Provinciale ribadisce come il mantenimento di funzioni in capo al Comune debba rispondere ad un preciso atto di Giunta Provinciale che, anche dopo il 31.12.2008, “potrebbe conservare le suddette attribuzioni in capo allo stesso Comune”  e che dunque  “potrebbe far salva la posizione del Comune”.
Né la PAT né il Comune di Trento hanno saputo dimostrare l’esistenza di un provvedimento o di una delibera della Giunta Provinciale capace di “far salva la posizione del Comune”.
Nel giudizio dinanzi al TRGA di Trento il Comune di Trento ha genericamente sostenuto di avere i poteri per agire comunque, anche dopo il termine del 31.12.2008.
Afferma che “la Provincia … ha ritenuto di conservare in capo al Comune le competenze ad esso attribuite al fine di realizzare l’impianto”, senza tuttavia dare conto di quale sia l’atto confermativo di tali competenze e di fatto rifiutandosi di esibire tale asserita deliberazione della Giunta Provinciale che, allo stato degli atti, è INESISTENTE E COMUNQUE IRREPERIBILE.
La nullità della gara, espressamente censurata dal Centro Riciclo Vedelago e da Nimby trentino Onlus, poteva essere rilevata d’ufficio dal Tribunale Amministrativo, così come può essere rilevata da chiunque ed è imprescrittibile.
La sentenza nulla dice sulla nullità.
Resta il fatto che il  Comune di Trento non è stato in grado di dimostrare di avere il potere per bandire la gara dell’inceneritore e la gravità di questo fatto è inaudita.

I documenti del ricorso al bando di gara:

Ricorso Centro Riciclo Vedelago – 23 febbraio 2010
Ricorso Nimby trentino ad adiuvandum – 8 marzo 2010
Ordinanza TRGA su sospensiva - 26 marzo 2010
Memorie Provincia e Comune di Trento – 25 marzo 2010 
pagg. 1-19 / pagg. 20-39 / pagg. 40-60

Motivi aggiunti Centro Riciclo Vedelago – 21 aprile 2010
Memoria finale Centro Riciclo Vedelago - 21 maggio 2010
Memoria finale Nimby trentino - 21 maggio 2010
Sentenza - 11 giugno 2010


 

Nota
L'articolo 72 del Testo Unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, DPGP 26 gennaio 1987, n. 1-41/Leg., prevede che alla “realizzazione e alla gestione di impianti di trattamento e di smaltimento con recupero energetico, provvedono tutti i comuni o le comunità, se costituite, mediante convenzione tra loro, all'interno di un unico ambito provinciale.
A sua volta il comma 7 bis dell’art. 72 prevede che “Fino alla stipulazione della convenzione di cui al comma 2, alle attività di costruzione e di gestione dell'impianto di trattamento e di smaltimento con recupero energetico la cui localizzazione è prevista nel territorio del comune di Trento, provvede transitoriamente il medesimo comune”.
Su altri aspetti i poteri restano in capo alla Giunta Provinciale e ciò “anche nel caso in cui la convenzione prevista dal comma 2 non sia conclusa entro il 31 dicembre 2008.”
Poiché alla data di emanazione del bando di gara (e nemmeno ad oggi)  la convenzione tra i comuni e le comunità non era stata stipulata ed il termine del 31.12.2008 era ampiamente trascorso, i poteri per l'indizione della gara sono tornati alla Provincia.


Direttivo Nimby trentino

Trento, 13 giugno 2010

 

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