Chi ha interesse a prorogare all’infinito l’introduzione della tariffa puntuale a Trento?

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Lo scorso 23 gennaio, su invito dell’assessore Michelangelo Marchesi, ci incontrammo in Comune di Trento assieme ai responsabili del Servizio rifiuti e di Dolomiti Energia.

In quell’occasione l’assessore fece il punto sull’estensione del “porta a porta” a tutta la città, evidenziando le residue difficoltà in centro storico, relativamente a un’utenza di circa 5.000 residenti. Per il centro storico si sarebbe adottato lo stesso sistema del resto della città, salvo i casi in cui gli operatori di Dolomiti Energia avrebbero dovuto accedere all’interno delle proprietà per prelevare i rifiuti, anziché sulla strada. Solo per un centinaio circa di utenze si sarebbero utilizzate 6 postazioni interrate di 2 tipologie: una a carosello, con numerosi contenitori piccoli, ed una monomateriale.

Si prevedeva di escludere da questo sistema di raccolta la frazione secca indifferenziata; con 2 eco-postazioni sul piano urbano con accesso a tessera badge, in modo da consentire in futuro l’applicazione della tariffazione puntuale.


Queste verifiche, a 5 anni dall’avvio del “porta a porta”, avrebbero consentito l’avvio di questo sistema misto di raccolta entro questo giugno, nel frattempo si sarebbero definite alcune problematiche emerse con la Soprintendenza dei beni archeologici.

Riguardo ai numeri, ci era stata segnalata una drastica riduzione della produzione di rifiuti ingombranti. Nel 2011 si sono prodotti e mandati a smaltimento 162 kg/ab/anno; per quest’anno l’obiettivo è di 148 kg. La produzione pro capite totale di rifiuti é intorno ai 490 kg/ab/anno. Sono numeri che dimostrano anche buoni margini di miglioramento.


Alla richiesta sullo stato delle verifiche sulla tariffa puntuale, l’assessore assicurò che sarebbe stata applicata entro quest’anno. Aggiunse che era stata riavviata la collaborazione con l’estensore del corposo studio sulla tariffa puntuale del dicembre 2010, dott. Attilio Tornavacca, presupponendo con ciò che c’era la volontà di definire alcuni residui dettagli ed applicarla.

Ricordiamo che le basi per la sua applicazione sono quelle della delibera del consiglio comunale del settembre 2005, redatta con il contributo dell’assessore Marchesi, secondo cui: “È necessario imporre “l’adozione di misure preventive generali di riduzione dei rifiuti prodotti (con un ruolo esemplare delle pubbliche amministrazioni), unitamente all’impiego di metodiche di raccolta che disincentivano la produzione del singolo utente ed applicazione di una tariffa rapportata all’effettivo conferimento”.


Se il Comune di Trento è l’ente sovrano (ma allo stesso tempo “in conflitto”, vedi nota) nel merito di decisioni deliberate dai rappresentanti dei cittadini, dovrebbero venir meno le remore di Dolomiti Energia che, invece, ritiene inutile l’applicazione della tariffa puntuale.

 

 

Affermare, come sostiene Dolomiti Energia, che il 70% di raccolta differenziata è un risultato già più che soddisfacente significherebbe impedire l’ulteriore, auspicabile e virtuosa ottimizzazione del sistema di raccolta e precludere ogni ulteriore possibilità di riduzione dei costi di raccolta e smaltimento. Ovviamente a carico dei cittadini.

 

Freni e remore sull’applicazione della tariffa puntuale sembrerebbero imputabili ad altre ragioni. Ragioni che diventano controproducenti perché, anziché incentivare i comportamenti virtuosi con un risparmio sulla bolletta, favoriscono una progressiva riduzione dei risultati ottenuti ed un parallelo aumento dei costi di conferimento dell’indifferenziato. Al contrario, in tutte le realtà in cui è stata introdotta la tariffazione puntuale, il livello di recupero è stato migliorato di almeno 6-10 punti percentuali.

Ma forse è proprio questo quello che si vuole scongiurare a danno dei cittadini trentini, ed a tutela di chi persevera al mantenimento del patto parasociale di 11 anni fa, piantato sull’inceneritore.

 

Adriano Rizzoli, Nimby trentino Onlus

Emanuela Varisco, Coordinamento Trentino Pulito

Trento, 9 giugno 2012

 

 

Figuretta femminile su placca ossea dai livelli del primo neolitico del Riparo Gaban.

L'accentuata schematizzazione, pur nel risalto di alcuni elementi anatomici

e dell'abbigliamento, richiama a moduli balcanici.

Bernardino Bagolini. Il Trentino nella preistoria del mondo alpino - Editrice Temi, 1980

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