Lo Studio SENTIERI e i siti inquinati-da inquinare di Trento Nord

Lo Studio SENTIERI e i siti inquinati-da inquinare di Trento Nord

 


Alla fine del 2010 uscì lo Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento, in sigla SENTIERI – in versione parziale -, relativo ai 44 siti più inquinati d’Italia, tra questi quello di Trento Nord.

Nel marzo 2011 l’Azienda sanitaria, tramite il dott. Alberto Betta, commentò:

«Certo... sappiamo tutti che decenni fa fabbriche con lavorazioni di materiale pericoloso lambivano i confini delle città, ma che ci fossero particolari allarmi su chi ha avuto modo di osservare la popolazione francamente non risultano» (leggi qui).

 

È uscita da poco la versione definitiva di SENTIERI (leggi qui) che include la scheda di Trento Nord (leggi qui), di cui riportiamo le conclusioni:

Per queste patologie neurologiche l’evidenza non è conclusiva, ma studi recenti hanno segnalato l’effetto dell’esposizione occupazionale al piombo per il morbo di Parkinson...

Alla luce della documentata e perdurante contaminazione da piombo è opportuno il monitoraggio del metallo nel terreno e nelle acque di falda accompagnato da studi di biomonitoraggio umano.”

 

Intanto l'arch. Vittorio Gregotti freme. Lui, che durante i 70 anni trascorsi dall'insediamento e dalla chiusura della SLOI era e progettava altrove, ora sente l'urgenza di costruire ancor prima di bonificare Trento Nord (leggi qui e qui), soprassedendo, appunto, agli inquinamenti. Dei tempi e dei modi per la sua bonifica si percepiscono incertezze e lontananza.

 

Poco più a nord si trova il sito di Ischia Podetti, obbligato ad ospitare l'inceneritore. Qui si tratterebbe di prevenire invece di tergiversare e litigare per decenni, a suon di carte bollate, s u una complessa e costosa opera di bonifica, a danno fatto.

Nel merito della contaminazione da metalli pesanti (piombo incluso), diossine e furani e polveri fini e ultrafini, prodotti dal programmato inceneritore, come e quando intende biomonitorare territorio e persone l’Azienda sanitaria prima della sua eventuale entrata in funzione?


Al capitolo IV dello SIA - Studio di Impatto Ambientale (dicembre 2002) dell’inceneritore di Trento, si legge:

In conclusione sembra indispensabile progettare e realizzare una fitta rete di monitoraggio, da rendere operativa prima della costruzione dell’impianto... [che] permetta di confrontare lo stato attuale dell’ambiente con quello che si avrà a termovalorizzatore realizzato…”.


Il 28 settembre 2005 il Consiglio comunale di Trento impegnava il Sindaco e la Giunta a:

“… prevedere una campagna di monitoraggio per caratterizzare la situazione di fondo prima della realizzazione dell’impianto (caratterizzazione del bilancio ambientale), con campionamenti in aria, al suolo e nei corsi d’acqua; i valori così misurati determinerebbero il “punto zero” (situazione ante operam) cui riferirsi dopo la messa in esercizio dell’impianto (situazione post operam), in modo da mettere in luce eventuali alterazioni e ottimizzare il funzionamento del termovalorizzatore…”.


Nel luglio 2009 Guido Pasqualini riprendeva il tema in un articolo titolato “L’inceneritore inquina? Indagine della Provincia” (leggi qui), di cui riproponiamo i seguenti passaggi:

L'obiettivo è quello di capire se, dopo l'entrata in funzione dell'inceneritore a Ischia Podetti, la situazione dell'aria e del terreno si sarà modificata, in particolare se risulteranno inquinati da diossine e furani, sostanze tossiche che vengono prodotte anche dall'incenerimento dei rifiuti. L'indagine si terrà a Lavis e Terlago... In tal modo è possibile determinare un background ambientale di riferimento…».

... In tutto è prevista la raccolta di sei campioni di terreno e sei di aria, dei quali tre in estate e altrettanti in inverno… I campioni verranno analizzati nei laboratori Eurofins GfA di Munster, in Germania… «La campagna - specifica il direttore dell'Agenzia per l'ambiente - non si ritiene esaurita… In base agli sviluppi futuri si potranno quindi avviare campagne simili di monitoraggio per valutare gli eventuali cambiamenti avvenuti nel territorio interessato».


Ma, ad oggi: quale “fitta rete di monitoraggio” è stata istituita? quando si intende definire il “background ambientale di riferimento”? come e quando tutto ciò sarà essere reso accessibile e consultabile dalla popolazione?

 

Intanto, buone nuove dagli amministratori della Rotaliana (leggi qui). Sembrano venire, da quel pregiato comparto vitivinicolo, nuovi e importanti segnali e contributi per evitare che si ripropongano altrettanti decenni di nuove contaminazioni ambientali, e danni alla salute, e conseguenti tempi lunghi ed enormi costi per la bonifica dei terreni inquinati da un inceneritore, impianto industriale insalubre di prima classe.

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 19 novembre 2011