Quel bando di gara, naturalmente deserto

Due anni dopo che la Provincia ha assegnato gli incarichi per lo Studio di fattibilità giunge il primo verdetto: quanto finora prodotto e speso è servito per decidere di andare ad un bando di gara deserto.

Sembrava fosse un bando "europeo", aperto anche agli spagnoli e chiuso al  business. Rimane invece un altro autogol, che si cerca di giustificare e rimontare a tempo record, dai media ma anche con le prime dichiarazioni di Dellai, con la maledizione del fine vita delle discariche, da almeno un decennio sempre dimensionate sull'accensione dell'impianto. Dal ricatto del  black out energetico a quello del black out discariche il passo è breve e l'opinione pubblica tacitata. 

[in calce la cronaca dal 19 al 24 dicembre]

 

 

Il primo dicembre a Lavis Nimby trentino ha spiegato l’entità del grande business che sta dietro l’inceneritore trentino di Ischia Podetti. In quella serata, presentando la prima parte del documento “L’inceneritore è nudo”, ha anche anticipato che la gara indetta dal comune di Trento, sotto precise disposizioni della Provincia, sarebbe andata probabilmente deserta perché così sarebbe stato possibile, per Dolomiti Energia e compagnia bella, ottenere condizioni migliori e mani più libere per gestire l’affare.

 
Adesso il presidente Dellai dichiara che “era facile prevedere che sarebbe finita così“ dopo che Dolomiti Energia, la società di cui insieme ai comuni di Trento e Rovereto detiene la maggioranza assoluta del capitale sociale, ha deciso di non partecipare alla gara. Era facile sì, in pratica gli unici aspiranti alla gara hanno dovuto decidere di non partecipare alla gara!
In realtà, quella del bando deserto è solo l’atto di una commedia, con la quale il potere politico ed economico hanno voluto far credere di voler costruire un inceneritore da 103.000 tonnellate, che bruciasse rifiuti solo trentini, alle note condizioni. Il 20 dicembre hanno dimostrato che il loro bando era bello ma, purtroppo, impossibile. 
Nei giorni successivi hanno cominciato a circolare notizie di una gestione pubblica dell’affare e sono apparse le solite vecchie previsioni circa l’ormai prossimo esaurimento delle discariche. Qualche accenno alla situazione di Napoli, o altri espedienti della comunicazione ad effetto, e il gioco sembra fatto e l’opinione pubblica è accontentata.

 

Quello che si sta preparando, in pratica, è l’affidamento a trattativa privata dell’inceneritore a Dolomiti Energia. Così saremmo noi cittadini che pagheremmo in un botto solo i 100-150 milioni di euro per costruirlo e 150 euro (ma basterebbero?) per ogni tonnellata di rifiuti che vi dovrebbero essere conferiti. Dolomiti Energia quindi pagherebbe con soldi pubblici le migliaia di fatture che decine di imprese le presenterebbero per la realizzazione dell’inceneritore e intascherebbe gli ambiti guadagni per la sua gestione.
Non sarebbe elegante venirci a dire, prima o poi, che una parte di questi guadagni tornerebbe ai cittadini perché ormai a questa favola non ci crede più nessuno.

Quei guadagni finirebbero nelle profonde tasche dei suoi manager e in quelle dei suoi soci tra i quali spiccano vari imprenditori, banche e perfino una società anonima lussemburghese di proprietà di un’altra società che ha sede in un paradiso fiscale.


Sergio Rizzoli
Tesoriere Nimby trentino onlus

 

 

Alcune curiosità della cronaca:

il presidente Dellai, evidentemente aggiornato sugli andamenti delle appetibilità del bando di gara, e primo responsabile politico dell'assenza di offerte, dichiara puntuale la sua preoccupazione; il sindaco Andreatta, invece non è preoccupato forse perché, per coloro che ambiscono all'affare, le "ipotesi" già programmate non mancano;

il sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi, ex direttore di Idecom-Ladurner (il candidato tecnologico d'eccellenza), e probabilmente ancora in ottimi rapporti con i suoi ex datori di lavoro,  pur avendo già ipotizzato l'eventualità dell'assenza di offerte (leggi qui), parla di bando fatto male. Non può invece dire che, sia il presidente Dellai sia Ladurner, non potevano che essere aggiornati fin nei minimi dettagli della "bontà" e dei fini di quanto prodotto in due anni di studi, approfondimenti, accordi ecc.;

per quanto alle aspettative mortificate, è alquanto singolare che l'assessore comunale all'ambiente Michelangelo Marchesi, evidentemente non così ingenuo da non aver intuito la portata e le attenzioni nei confronti di questo affare, si soffermi sugli aspetti della tutela della salute. Replica così al suo collega di partito, sindaco di Rovereto, entrambi informati e allertati, sugli sviluppi recenti e meno recenti delle aspettative dei gareggianti nostrani, incluse quelle sugli aspetti gestionali e sul risicatissimo costo a tonnellata;

su tutto il meglio della cronaca, non poteva mancare il riferimento all'emergenza discariche de l'Adige. Si intuisce la forzatura con quella prima pagina, e interna, del 23 dicembre, replicata il giorno dopo con un'altra bella pagina che pone in competizione, o in alternativa, inceneritore e discarica. Secondo un vecchio tema caro ai più, anche a Miorandi che afferma, nell'articolo sopra linkato, che una discarica inquina più di un inceneritore. Anche se è del tutto improbabile che gli stessi suoi concittadini condividessero questa sua opinione quando negli anni '90 si opposero alla realizzazione dell'inceneritore previsto in località Lavini di Rovereto.

Ma nella citata intervista, Miorandi se ne deve dimenticare non potendo esimersi dallo strumentalizzare, contrapponendo o fomentando a modo suo, la contrarietà della Rotaliana all'inceneritore con quel suo "noi non siamo mai saliti a Trento con i trattori", riferito alla manifestazione del 30 ottobre.

Stavolta, però, l'effetto speciale discariche è ancora più speciale perché arriva la replica il 24 dicembre, ancora con un richiamo in prima pagina, stavolta combinando due pagine dai contenuti così contrastanti e accattivanti: a pag. 22, di sinistra,  l'articolo sul digiuno di Simonetta Gabrielli, a pag. 23, di destra: o inceneritore o discarica o... La comunicazione ad arte dovrebbe recitare così: da quel fine vita delle "discariche a tempo" alla nuova vita del sospirato inceneritore (leggilo in fondo agli articoli riportati).


 

19 dicembre


l’Adige
16 - Inceneritore, l’ora della verità domani i nomi dei partecipanti
60 - Una battaglia coraggiosa contro l’inceneritore

 


20 dicembre


l’Adige
L’inceneritore va al Consiglio di Stato

 


21 dicembre


Corriere del Trentino
1 – Inceneritore, bando di gara deserto
2 – Dellai: “Preoccupato per i ritardi”
3 – Andreatta: “Pronte altre ipotesi”


l’Adige
1 – Inceneritore, bando deserto
14 – Nessuno vuole costruire l’inceneritore
15 – Lorenzoni: “Era prevedibile con questa differenziata”


Trentino
1 – L’inceneritore di Trento… nel deserto
3 – Inceneritore, la gara va deserta

 


22 dicembre


Corriere del Trentino
1 – Miorandi accusa: “Si è lavorato male, fatto grave”
3 – “Inceneritore, grave l’assenza di offerte”


l’Adige
“I cittadini insorgano come a Napoli”

 

Trentino
Per l’inceneritore è tempo di saldi

 


23 dicembre


Corriere del Trentino
“Inceneritore, salute tutelata”

 

l’Adige
1 – Rifiuti, allarme discariche
24 – Inceneritore in ritardo, urgenti nuove discariche


Trentino
Un inceneritore a gestione pubblica

 


24 dicembre


l’Adige
1 - Discariche a tempo

22 – “Anche a Natale non tocco cibo”
23 – Discariche piene tra cinque anni

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