Dolomiti Energia, Ladurner e inceneritore: l’importante non è partecipare

Dolomiti Energia, Ladurner e inceneritore: l’importante non è partecipare

Una partita “aperta” al derby tra cugini


Agosto è il mese delle vacanze, ma non per tutti. Proprio adesso qualcuno sente il bisogno di aggiornarci, tramite l’ing. Walter Giordani, su alcune inadeguatezze del bando di gara dell’inceneritore, tra cui quella di un progetto fallimentare se non si realizza anche il teleriscaldamento (leggi qui la cronaca del 5, 6 e 8 agosto). Ma il dibattito sulla sua opportunità è vecchio quanto il progetto stesso; è perciò implicito che lo si riprende solo quando è conveniente farlo, magari a giochi fatti o quale messaggio in codice ai concorrenti al bando.

E queste uscite agostane sono una fatica extra per questi vacanzieri di lusso, perché in Consiglio di Stato sono prossime le doverose valutazioni nel merito degli appelli di Centro Riciclo Vedelago e Nimby trentino e di Lavis e Mezzocorona.

Alcune voci confermano, tra l’altro, che non siamo in presenza di un bando di gara aperto (anche in Europa potrebbero dubitarne) e che il business è l’unico obiettivo del candidato chiave che, al banco delle scommesse, è l’accoppiata Dolomiti Energia-Ladurner. È dello scorso giugno, infatti, lo “sposalizio” tra Greenvision Ambiente di Ladurner e La Finanziaria Trentina - che ne ha acquistato l’8,53% - i cui soggetti sono gli stessi che speculano in campo energetico, da Dolomiti Energia a Ft Energia a ISA (la finanziaria della Curia). Ai vertici di queste società è il walzer dei soliti nomi, tra i quali: Edo Benedetti, Antonello Briosi, Luigi Lunelli, Mario Marangoni, Pietro Monti, Gianfranco Pedri, Marcello Poli, Maurizio Postal, Fabio Ramus, Enrico Zobele, Franz Senfter ecc. Per questi imprenditori la massima aspirazione è sfruttare anche, ove e quando possibile, la partita rifiuti perché, qui come al Sud, “monnezza è oro”.

E allora la partita, con una Provincia poco autonoma rispetto a questi grandi interessati, è solamente politica perché sugli aspetti tecnici le argomentazioni dell’ing. Giordani non reggono. Ne elenchiamo alcune (rinviando alla allegata relazione tecnica), evidenziando tuttavia che in una situazione con meno conflitti si dovrebbe poter dibattere in forma più diretta anziché a… doverosa distanza:

-    dopo il travagliato prologo sullo Studio di fattibilità propedeutico al bando di gara, si scopre che “qualcosa” non va. Perché adesso e non prima?

-    con il teleriscaldamento, la resa energetica è bassissima; realizzarlo conviene innanzitutto al proprietario-distributore. È tutto da dimostrare che convenga all’utente. Ma la questione è anche un’altra perché entra in gioco la libera concorrenza, e l'orientamento comunitario verso la libera scelta del fornitore da parte dell'utente;

-    i metri cubi sostituiti di metano non sono 45 milioni, come affermato dall’ing. Giordani, ma al massimo 15 milioni, come confermato dalle previsioni di DE sulla perdita di clientela dall’attivazione del teleriscaldamento. In sostanza, 1/10 della popolazione del capoluogo. Un inceneritore da 130.000 tonn/anno per dare calore all’1,9% della popolazione provinciale sarebbe un bel recupero energetico?

-    in merito alla cogenerazione da incenerimento di rifiuti, l’aggiunta del recupero termico all’impianto di incenerimento finalizzato a produrre elettricità non comporta vantaggi energetico-ambientali, mentre può determinare vantaggi economici per il proponente. L’allestimento di grandi reti cittadine vincola per decenni ad un unico fornitore, che cercherà di valorizzare i peggiori combustibili disponibili: carbone, rifiuti industriali e urbani.

-    l’ing. Giordani afferma esservi una riduzione di emissioni dalla chiusura delle caldaie domestiche per 18.000 tonn/anno di CO2, e 7 tonn/anno in meno di NOx. Ma si dimentica di dire che la combustione dei rifiuti emette 150.000 tonn/anno di CO2, quindi il suo bilancio è paurosamente fallimentare. Le emissioni di NOx che si possono stimare da impianti simili, sono almeno 5 volte quelle dichiarate dall’ex direttore di Asm Rovereto.


Simonetta Gabrielli

Nimby trentino

Trento, 11 agosto 2010

 


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