Nessuna regalìa all’inceneritore di Bolzano, vergognoso affare di pochi

Nessuna regalìa all’inceneritore di Bolzano, vergognoso affare di pochi

Il nuovo sindaco di Bolzano, Renzo Caramaschi, dice senza mezzi termini che il nuovo inceneritore di Bolzano ha fame di rifiuti (Trentino, 5 luglio 2016). Non dice che è stato sovradimensionato, con il placet incondizionato del suo predecessore Luigi Spagnolli, dei Verdi e di coloro che non osarono mettersi di traverso alle mire speculative dell’imprenditoria altoatesina. Sulle benevoli disponibilità dei Verdi va solo ricordato che gli allora assessori comunali Stefano Fattor e Helmuth Moroder hanno poi fatto breccia nella dirighentia comunale: il primo diventando presidente di Eco-Center, attuale gestore dell’inceneritore bolzanino, il secondo per cinque anni City manager.

Un intreccio di calcolati opportunismi in cui la gestione dei rifiuti importava e importa solo quale cassa pubblica a cui attingere, con miope avidità, a piene mani. Gli accordi, infatti, si fondano su questioni economico-finanziarie, e non di corretta gestione o di salute pubblica, e questo fa sì che il comune di Bolzano sia chiamato in causa, in primo luogo, come maggiore azionista di Eco-Center. Con la Provincia disponibile ad “anticipare” 130 milioni circa, senza alcun piano di copertura, per pagare i costruttori dell’inceneritore. Che ora qualcun altro dovrà provvedere a restituire.

E forse anche altri aspetti del piano complessivo dell’opera mancano o su di essi non vi è alcuna trasparenza. Nulla è dato sapere sui luoghi di destinazione delle migliaia di tonn/anno di ceneri pesanti e leggere, rifiuto pericoloso e tossico dell’attuale impianto di Bolzano Sud. Così come nulla si sa dei destini del vecchio inceneritore che col suo bel camino a strisce bianco-rosse continua ad accogliere l’automobilista di A22. Forse anche in questo caso a sostenere il peso economico delle correlate scelte provvederà la Provincia con soldi pubblici.

I trentini, invece, continuano spediti verso il miglioramento continuo con Trento sopra l’80% di raccolta differenziata e l'aumento di quote e utili derivanti dalla vendita di rifiuto riciclato (l'Adige, 20 luglio 2016 - leggi in calce). Ed oggi, dopo aver imboccato non senza difficoltà questa strada virtuosa, non intendono abdicare agli esiti delle loro azioni civili con comode azioni di connivenza (tali sarebbe il conferimento dei nostri rifiuti a Bolzano) con i cugini che hanno sempre privilegiato gli affari di pochi a scapito del benessere della collettività.

Prosit!

Redazione Ecce Terra, 20 luglio 2016