Piano rifiuti. Bene riduzione e riciclo, no combustioni

Nimby trentino - Coordinamento Trentino Pulito

Piano rifiuti. Bene riduzione e riciclo, no combustioni

Comunicato stampa, 13 dicembre 2014

 

Undici anni fa, in occasione del referendum sull’inceneritore del 30 novembre 2003, venne distribuito un pieghevole in cui si accennava alla possibilità di una raccolta differenziata all’80%. Erano i tempi di una rd al 20% e della presunta alternativa della bioessiccazione. È passato il lungo tempo del fallimento di un progetto di inceneritore che avrebbe aggiunto nuovi gravi problemi non risolvendo nulla.

Oggi, grazie ai contributi di tanti amministratori (tra questi quelli rilevanti della Rotaliana) e cittadini, non esclusi quelli irremovibili di Lorenzo Dellai, di Silvano Grisenti ed altri, il Trentino ha saputo voltar pagina grazie a sinergie e impegno che 10 anni fa sembravano improponibili o inaccettabili.

Oggi si deve continuare, scommettendo su un Trentino, entro altri 5-10 anni, capace di “aggredire” senza condizionamenti e veti la cruciale e strategica quota di rifiuto indifferenziato, attualmente intorno alle 65.000 tonn/anno.

Se ha (avuto) un significato importante e stimolante la decisione politica di gestire raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani raggiungendo gli attuali obiettivi e standard qualitativi e quantitativi, è ancor più importante e qualificante continuare su questa strada.

Nell’ultimo aggiornamento del Piano rifiuti provinciale vi è un passaggio importante che non esclude la possibilità della riduzione dell’attuale quantitativo delle 65.000 tonnellate, investendo sul riciclaggio della frazione di pannolini e pannoloni ed altro rifiuto riciclabile che, come sosteniamo da qualche anno, può essere raccolta separatamente e riciclata, togliendo così un altro consistente quantitativo di rifiuti allo smaltimento.

Un altro nuovo obiettivo, in continuità con quello dell’80% di rd, come riportato nelle nostre osservazioni al Piano provinciale del marzo scorso, può essere quello dei 50 kg/ab/anno di rifiuto residuo. Solo così è possibile proseguire coerentemente verso il miglioramento.

Le altre opzioni indicate dal Piano rifiuti, invece, quelle del ricorso alla produzione di CSS o ai conferimenti ad altri inceneritori, non reggono e sono in contrapposizione con quanto fatto finora. A maggior ragione se, come fa il Piano, non si esclude l’eventualità di combustioni presso cementifici o altra impiantistica (impianti a biomassa?).

Lo stesso assessore comunale all’ambiente, Michelangelo Marchesi, auspica di “non legarsi a una scelta in maniera “pesante” e vincolante… la tecnologia sta facendo passi da gigante ed è probabile che tra non molto saranno disponibili soluzioni ancora più avanzate”.

Al di là del dovere istituzionale di indire un bando di gara per individuare idonee soluzioni gestionali e di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, sono in capo alla Provincia la prerogativa e la responsabilità di indirizzarlo definendo chiari indirizzi, condizioni, prerequisiti e obiettivi a garanzia di salute e tutela della popolazione, senza che ciò possa compromettere ulteriori possibili miglioramenti.

 

Adriano Rizzoli – Nimby trentino

Emanuela Varisco – Coordinamento Trentino Pulito   

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