Quelli che devono contemplare un po’ di incenerimento

Quelli che devono contemplare un po’ di incenerimento

Quelli che... (2006) - Enzo Jannacci

Quelli che, proprio perché ingegneri, si ingegnano poco.

Quelli che, approcciandosi integralmente, non possono prescindere dal recupero di energia con l’incenerimento.

Quelli che le discariche trentine si esauriscono, a forza di prolungarne la loro durata.

Quelli che invece di metterci 20-30-40.000 ton/anno di rifiuti lavorati-inerti ci metterebbero il frutto del loro recupero di energia.  

Quelli che, come diceva Silvano Grisenti 8 anni fa, dimenticano il cosiddetto ““principio di prossimità” (i rifiuti vanno smaltiti in prossimità dei loro luoghi di produzione)”. Inclusi quelli inceneriti che solitamente si preferiscono smaltire fuori confine e di notte.  

Quelli che dimenticano che a Bolzano se lo son fatto da sé e fatto pagare da mamma provincia altrimenti nessuna banca o cassa depositi e prestiti lo avrebbe finanziato.

Quelli che la differenziata non può risolvere il problema però se integrata da un po’ di incenerimento sì.

Quelli che ritengono che la curva della produzione di rifiuti rimanga tal quale per decenni.

Quelli che ritengono che dovremmo rimanere obbligati alle impurezze nei rifiuti raccolti per sempre, dimenticando quanto valgono le purezze, nessuna esclusa.

Quelli che, ancora Grisenti, “nel frattempo l’inceneritore rappresenta una scelta obbligata”.

Quelli obbligati da chi e da quale ingegneria?

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 29 settembre 2013

 

Corriere del Trentino - Giovanni Straffelini, 25 settembre 2013

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