Biogas e biomasse, quando l’informazione è di una sola parte

Biogas e biomasse, quando l’informazione è di una sola parte

 

l’Adige di domenica 25 agosto riporta un articolo titolato “Biogas, vero affare energetico”, riguardante la presentazione di un progetto che consentirebbe di andare verso l’autosufficienza energetica in Alta val di Non. Vengono riportati alcuni scarni dati, tutti volti a dimostrare la convenienza dell’operazione. In soldoni, la vacca da macchina da latte diventerebbe macchina da energia, il guadagno sarebbe di circa 50 € per ogni vacca. L’articolo non riporta un dato rilevante: la legge italiana, anomalia in Europa, agevola questo tipo di produzione energetica. Il responsabile di una nota azienda costruttrice di impianti a biogas, lo dice chiaramente affermando che “l’elevata tariffa onnicomprensiva di 0,28 € per kWh ha accelerato il boom”.

Ospite e sponsor d’eccezione della serata informativa il meteorologo Luca Mercalli, già scettico o contrario all’incenerimento dei rifiuti solidi urbani.

Ci si dovrebbe chiedere se questo tipo di produzione di energia è veramente rinnovabile, se tutti i vantaggi ambientali che vengono indicati sono reali. Se non vi siano, invece, impatti negativi su salute, ambiente, agricoltura, economia locale, turismo, paesaggio. Solo se i vantaggi fossero tutti veri e gli svantaggi tutti inesistenti allora l'elevatissimo regalo economico assegnato a chi produce e brucia biogas o brucia biomasse sarebbe giustificato. Ma quali sono i reali vantaggi e svantaggi netti per ambiente e società? Chi ci guadagna e chi ci perde? In quale misura?

Questo tipo di quesiti non sono stati posti alla serata alla Mendola né sono alla portata della cittadinanza riguardo all’impianto di produzione di biogas in fase di verifiche degli organismi provinciali a Villa Agnedo. Né se li stanno ponendo gli eco-civico-sostenibili candidati alle prossime provinciali. Per loro, come per tutti, non si deve mai nominare invano una qualsiasi criticità ambientale, ne andrebbe della possibilità di essere graditi ai probabili o impossibili alleati di coalizione.

Vorremmo allora lanciare una proposta per un reale confronto su una materia spesso alla mercé dei soli proponenti gli impianti o di amministrazioni che vedono in questo tipo di produzione una distorta possibilità di fare cassa, spesso a danno dei contribuenti.

Siamo disponibili a un confronto su ogni aspetto di questo tipo di produzione e proponiamo un primo incontro prima dell’appuntamento del voto delle provinciali ed altri dopo.

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Adriano Rizzoli

Nimby trentino

Trento, 26 agosto 2013

 

 

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