Bolzano. Un inceneritore che “pare un museo di arte contemporanea”

Bolzano. Un inceneritore che “pare un museo di arte contemporanea”

Trento. Con la Tares, differenziata al 74%

 

In Alto Adige è finalmente operativo l’inceneritore modello, costruito secondo il detto typisch Südtiroler “chi fa da sé fa per sé”. Tuttavia, per pagare questo bendidio ci dovranno pensare almeno tutti quegli altoatesini che vorranno conferire i propri rifiuti all’impianto di Bolzano.

Il teleriscaldamento, tuttora al palo, è sempre stato un tema caro ai verdi Stefano Fattor, ex assessore comunale all’ambiente ora presidente di Ecocenter, e Helmuth Moroder, ex consigliere comunale ora city manager. Per loro, così come per l’assessora Patrizia Trincanato, nota per balbettare cose strampalate però in linea col detto di cui sopra, carriera e qualche migliaio di euro in più al mese valgono più di qualsiasi “lentius, profundius, suavius”, come diceva Alex Langer.

Per Argante Brancalion è una patacca bollente:

Per portare avanti il teleriscaldamento occorrono 60 milioni da spendere nei prossimi 6 anni. Ma nessuno li ha. Per trovarne almeno 30 Ecotherm cerca di vendere il proprio 50% a SEAB alla quale però mancano 4,8 milioni di € per saldare il conto, poi dovrà trovarne altri 30 per portare avanti il progetto…”.

I Verdi altoatesini, sponsor instancabili di inceneritore e teleriscaldamento, potrebbero coerentemente cominciare ad organizzare qualche lotteria all’anno per raccogliere fondi per i loro gioielli.

In Trentino si è dovuto convenire, invece, che la “termovalorizzazione” è una fregatura, archiviando il progetto di Ischia Podetti. Ora, il Comune di Trento, che conta gli stessi abitanti di Bolzano e presenta analoghe criticità gestionali nella raccolta dei rifiuti, si pone l’obiettivo di valorizzare, riciclandola, la frazione dei pannolini, con una rd al 74% (l’Adige, 3 agosto 2013), destinata ad andare oltre.

Pratica virtuosa o reale che non è mai piaciuta, tra i tanti rappresentanti istituzionali, agli assessori altoatesini Michl Laimer (diventato ex, in seguito al processo per lo scandalo Sel) e Florian Mussner e al presidente Luis Durnwalder, ai costruttori e alle banche.  

I trentini potrebbero, perciò, non aver ancora capito i vantaggi della scienza e della tecnologia pro combustioni di parte, se hanno invece speso per il Muse (l'Adige, 29 luglio 2013 - pag. 9 - pag. 10) la metà dei soldi spesi per bruciare i rifiuti altoatesini.

L’assessore Mussner guarda avanti, forse fin oltre la sua legislatura, proponendosi promotore turistico: “… il termovalorizzatore oltre che sicuro è anche bello architettonicamente e sarà un biglietto da visita per i turisti che arrivano da sud”. La nuova offerta turistica della regione Trentino Alto Adige potrebbe prevedere in futuro la visita-pacchetto ai due Musei: una al Muse della scienza e un’altra a quell’inceneritore che - secondo il giornalista Marco Angelucci - “pare un museo di arte contemporanea” (Corriere dell’Alto Adige, 25 luglio 2013).

Non si sa se il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli abbia mai pensato di ridurre o riciclare qualcosa, forse le ceneri di quell’inceneritore che si è visto sfrecciare davanti come un treno in corsa – come ha sostenuto - senza possibilità di fermarlo: sia le ceneri pesanti, pericolose, sia quelle leggere, tossiche, che sommano a 35-40.000 tonn/anno. Scriveva Spagnolli il 10 agosto 2006:

Non accetto in alcun modo che chiunque… ci dipinga come dei malfattori per scelta… Le soluzioni più virtuose, nel contesto in cui ci troviamo, sono quelle che abbiamo scelto e siamo pronti a dimostrarlo in qualsiasi sede e con qualsiasi interlocutore.

Oggi, dati e costi alla mano, Spagnolli dovrebbe poter dimostrare che la Sua soluzione è la più virtuosa, non scordando che la fame di rifiuto in Alto Adige è il primo gebot* di quell’esemplare opera di architettura da 130.000 tonn/anno che non prevede alcuna “architettura” capace di smaltire anche i nuovi rifiuti prodotti, peggiori di quelli in entrata all’impianto. Di questi, infatti, non si deve né sapere né vedere dove finiscono, sia che preferiscano viaggiare di giorno o di notte (e a quali costi).

In Trentino si procede al Quarto aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti, con auspicabile progressiva pianificazione verso riduzione della quota residua indifferenziata, secondo alcuni eternamente non riciclabile.** In Alto Adige l’aggiornamento del Piano rifiuti non si fa accontentandosi dell’inaugurazione dell’inceneritore modello e di rassicurare che, ieri come in futuro, tutte le emissioni saranno monitorate in tempo reale e non sforeranno mai i limiti di legge. 

Buone combustioni e tasse agli altoatesini, almeno fino al 2035-40, sperando (per Ecocenter e futuri gestori) che anche i trentini nel frattempo possano conferire al nuovo inceneritore qualche migliaio di tonnellate/anno da “termovalorizzare”, chissà quando per “teleriscaldare” l’ecologica Bolzano di CasaClima. 

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 15 agosto 2013

 

* Comandamento

** Scrive l’Adige, 3 agosto 2013: “… in merito alla raccolta differenziata urbana, l’assessore Michelangelo Marchesi ha reso nota l’intenzione di Palazzo Thun di realizzare un impianto innovativo per il riciclo di scarti ritenuti, fino ad oggi, irrecuperabili: pannolini, pannoloni e assorbenti igienici.

 

      Buco nero di raggi di caos verde su sfondo nero scuro