Dall’”alternativa all’inceneritore” agli inceneritori alternativi?

Dall’”alternativa all’inceneritore” agli inceneritori alternativi?

 

Su l’Adige del 1° maggio Francesco Terreri riferisce di una “nuova tecnologia alternativa all’inceneritore”.

Secondo quanto prevede la normativa europea e nazionale, riportato su “Incenerire “gassi-pirolizzando” i rifiuti residui?”, un impianto di incenerimento è “… qualsiasi unità e attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinata al trattamento termico di rifiuti ai fini dello smaltimento, con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione. Sono compresi in questa definizione l’incenerimento mediante ossidazione dei rifiuti, nonché altri processi di trattamento termico, quali ad esempio la pirolisi, la gassificazione ed il processo al plasma, a condizione che le sostanze risultanti dal trattamento siano successivamente incenerite.

Nell’articolo di Terreri non si citano, di questa nuova “alternativa”, né i costi della trasformazione dei rifiuti, quanto sia energeticamente sostenibile, né in quale misura siano considerati gli incentivi pubblici.

Se la tecnologia a cui si accenna sta faticando oltre il prevedibile, ad esempio con i gassificatori a biomasse con numerosi incidenti (a Lendinara - Rovigo, pochi giorni fa), ad oggi non ci sono elementi di affidabilità per affermare che possa funzionare ed essere competitiva con le politiche sui rifiuti di riduzione e riciclaggio.

Per quanto riguarda l'applicazione per i rifiuti urbani, con produzione di syngas, non si tratta di una alternativa agli inceneritori ma di inceneritori alternativi, rispetto a quelli che adottano tecnologie già conosciute e utilizzate.

Redazione Ecce Terra

Trento, 5 maggio 2013

 

     Areta - 23 aprile 2013