L'ecologico cachet di Mario Tozzi

L'ecologico cachet di Mario Tozzi

A Mezzolombardo, passando da Hera; vicina ai Bersani, ai Renzi o ai Berlusconi

 


Che Mario Tozzi fosse un geologo, divulgatore scientifico e personaggio televisivo lo sapevamo. Non sapevamo però che si accontentasse di un ecologico cachet da 13.915 euro per intrattenere grandi e bambini alla conferenza-spettacolo del 24 agosto, organizzata dal comune di Mezzolombardo, secondo delibera della giunta municipale del 31 luglio 2012.

Nemmeno si capisce perché per un Comune, alle prese con i taglia e cuci, sia ecologico spendere tale cifra per pubblicizzare la riduzione dei rifiuti, dunque dei consumi e di consistenti cachet a questo o a quel divulgatore scientifico.

 

Quando capita che un personaggio televisivo è richiesto e pagato da un Comune con soldi pubblici, si dovrebbe accertarsi di quanta coerenza quel personaggio è capace, soprattutto se “da sempre impegnato sui temi della difesa ambientale”.

Non capimmo cosa c’entrassero questi temi quando Tozzi, da giugno a settembre 2006, fece lo sponsor del gruppo Hera, una delle più grosse multiutility in tema di incenerimento di rifiuti, in alcuni monologhi su raccolta differenziata e rifiuti.

 

Quella Hera che privilegia l’incenerimento nella terra di Pierluigi Bersani che, quand’era ministro dello Sviluppo economico nel governo Prodi, replicò perentoriamente alla Federazione dei Medici dell’Emilia Romagna che aveva appena inviato un documento sulla nocività degli inceneritori agli amministratori della loro Regione.

In quella replica ai Ministri Turco e Mastella, Bersani scriveva: “… sottopongo alla vostra valutazione… l’apprezzamento se l’iniziativa in esame possa costituire un inammissibile sviamento dalle finalità istituzionali e, comunque, dagli ambiti di attività consentiti dalla legge, ai fini dell’eventuale adozione di tutte le misure ritenute necessarie, anche non solo disciplinari, nei confronti dei responsabili”.

 

Ora, nel tempo del dolce Stil Novo, Matteo Renzi, proponente alla successione di Bersani, si candida nello stesso modo privilegiando pragmaticamente l’incenerimento dei rifiuti. Da novello poeta va in giro sostenendo: “gli inceneritori non provocano il cancro, terrorista chi lo dice”.

Non è da meno la Provincia di Renzi che, in occasione di una promozione pro incenerimento, se ne uscì con una campagna pubblicitaria indegna di storia, tradizioni, buon senso e bellezze della Toscana (guarda sotto uno di quegli spot).

 

Silvio Berlusconi non era meno affabulatore degli stilnovisti toscani. Però, più romanticamente, ad una puntata di “Porta a porta” raccontò a Bruno Vespa che, nel caso dell’inceneritore di Acerra, “non c’è polluzione”.

 

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 25 settembre 2012

 

 

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