Epidemiologia: la parziale lettura del comune di Trento

 

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Anche i Medici per l'ambiente chiedono il confronto pubblico

l'Adige - Franco Gottardi, 20 gennaio 2011

 

 

Al Sindaco di Trento
Alessandro Andreatta
Via Belenzani 19
38122 TRENTO


Al Presidente della Provincia di Trento
Lorenzo Dellai
Piazza Dante 15
38122 TRENTO


Al presidente dell’Ordine Medici provinciale di Trento
Dott. Giuseppe Zumiani
Via Zambra 16
38121 TRENTO

 


Ci rivolgiamo al Sindaco di Trento, autorità responsabile della salute di tutti i cittadini, al Presidente della Provincia di Trento e al Presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri, organo istituzionale deputato alla tutela della salute,
affinché si apra un tavolo di confronto con quella parte della società trentina che chiede di privilegiare altre pratiche di gestione e trattamento dei rifiuti, anziché delegare alla pratica dell’incenerimento (notoriamente antieconomica, dannosa per l’ambiente e la salute pubblica e superata nei paesi avanzati) un ruolo determinante e vincolante per i prossimi decenni.
Tale richiesta ci sembra opportuna anche alla luce del fatto che il 20 dicembre scorso il bando di gara per la costruzione di tale impianto è andato deserto.


Intendiamo inoltre sottolineare come venga utilizzato dal Comune di Trento , per giustificare una scelta oggettivamente antieconomica e inquinante, un documento dell’AIE (Associazione Italiana Epidemiologia), risalente al 2008, che non può evidentemente tener conto della letteratura scientifica più recente, che attesta ulteriori danni procurati da tali impianti alla salute umana e, in particolare, a quella dei bambini.


Vogliamo ricordare come proprio nel 2008 la FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), avesse stigmatizzato, in un suo documento, l’impropria incentivazione, vigente solo nel nostro paese, a favore dell’incenerimento e a discapito di altre pratiche, certamente meno impattanti sull’ambiente e sulla salute. Il problema non è esclusivo dell’Italia e ci risulta che anche in altri paesi, medici, ordini professionali, società scientifiche abbiano espresso con chiarezza la propria posizione, alla luce della letteratura che conferma rischi importanti alla salute in relazione alle emissioni di questi impianti.


Riportiamo, a tal proposito, le parole del prof David. Kriebel, dell’Università del Massachusetts, che commentando l’ennesimo studio condotto in Francia in cui si è evidenziato un aumentato rischio di malformazioni infantili per l’esposizione in gravidanza alle emissioni di inceneritori, ha sottolineato come tali impianti - oltre a immettere fumi inquinanti in atmosfera, produrre ceneri tossiche, contribuire al riscaldamento globale - ostacolino il diffondersi di pratiche più virtuose, quali la riduzione ed il riciclo, perché“una volta che questi impianti costosissimi sono stati costruiti, i gestori vogliono avere garantita una sorgente continua di rifiuti per alimentarli”.


Proprio a partire da questi dati il maggior epidemiologo italiano, il prof. Benedetto Terracini, già Presidente dell’AIE e direttore di Epidemiologia e Prevenzione, rivista ufficiale dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, ha affermato, in occasione del Congresso nazionale dell’ISDE (International Society of Doctors for Environment), che è venuto il momento, anche nel nostro paese, di prendere una posizione critica più decisa nei confronti di tali impianti.
È su queste basi che siamo a chieder Vi, anche in base all’Art 5 del nostro Codice Deontologico che ci impone di occuparci della tutela dell’ambiente e di prevenzione primaria, oltre che della cura delle malattie, di organizzare un confronto tecnico-scientifico, al quale possano partecipare lo stesso prof. Terracini e altri autorevoli membri del Comitato Scientifico ISDE (oltre a esperti da Voi scelti) e venga finalmente affrontata in modo pubblico, sereno e trasparente una tematica che reputiamo cruciale per la salute nostra e dei nostri figli.


Certi dell’attenzione che vorrete accordare, inviamo cordiali saluti


Maria Elena Di Carlo - ISDE Trentino Alto Adige ………………………………….

Marco Rigo - ISDE Trentino Alto Adige ……………………………………………....

Simonetta Gabrielli - Nimby trentino ………………………………………………....



Trento, 19 gennaio 2011

 

 

Note

1. Dal pieghevole del Comune di Trento – ottobre 2010 - “Rifiuti. Ridurre, riciclare recuperare energia”: 5) Che garanzie avranno i cittadini? Siamo sicuri che l’impianto non inquinerà? >> […] Un organismo indipendente come l’Associazione Italiana di Epidemiologia ha dichiarato che non c’è un incremento di rischio per la salute umana se gli impianti di incenerimento sono realizzati secondo le migliori tecnologie.

2. Cordier S, Lehébel A, Amar E, Anzivino-Viricel L, Hours M, Monfort C, Chevrier C, Chiron M, Robert-Gnansia E. Maternal residence near municipal waste incinerators and the risk of urinary tract birth defects. Occup Environ Med. 2010 Jul;67(7):493-9; Viel JF, Floret N, Deconinck E, Focant JF, De Pauw E, Cahn JY. Increased risk of non-Hodgkin lymphoma and serum organochlorine concentrations among neighbors of a municipal solid waste incinerator. Environ Int. 2010 Dec 15.

3.  Kriebel D. Incinerators, birth defects and the legacy of Thomas Bayes. Occup Environ Med. 2010 Jul;67(7):433-4.

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