L’inceneritore ritorna, stavolta a Mori

Archiviato quello di Ischia Podetti si rifà sotto l’inceneritore gassificatore

Coi tempi che corrono per Rise… riportiamo dall'articolo del 24 dicembre de l’Adige:

Ora il progetto dovrà passare al vaglio della Vas, ma soprattutto dovrà essere spiegato alla popolazione. La prudenza, nella borgata, si sente. Ma altrettanto chiaro è l'ottimismo. «Si tratta di un’iniziativa che avrà risvolti positivi sull'occupazione – spiega il sindaco Caliari – sia a livello diretto, sia in prospettiva: l’impianto produrrà energia elettrica e termica, questo permetterà di realizzare davvero, com'è nelle intenzioni della Provincia, un’Apea (area produttiva ecologicamente attrezzata). Un’area cioè all’interno della quale il principio è quello di valorizzare i cascami della produzione. A partire dall’energia, appunto, che per chi si insedierà li avrà a costi più bassi. Si tratta inoltre di un impianto ad alto valore tecnologico, dove potrebbero trovare lavoro tanti giovani ingegneri. Può essere un investimento verso il futuro. Certo andrà vagliato con attenzione e soprattutto spiegato alla popolazione in ogni dettaglio».

Un concetto questo di cui gli stessi proponenti sembrano consapevoli. Per primo l’ingegner Gianmaria Porta, vicepresidente della Lge: «Il 20 gennaio ci sarà la conferenza dei servizi, prima di allora faremo una conferenza pubblica per spiegare un progetto che vede coinvolte anche Trento Rise e Fbk…». 

 

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È notizia di queste festività (l’Adige 23 dicembrel’Adige 24 dicembre 2014) che Sofcsyngas intende realizzare a poche centinaia di metri dal centro di Mori un “impianto a gasplasma“ per smaltire 60.000 tonn/anno "di rifiuti speciali non pericolosi". Secondo l’articolo “… fonti interne a Piazza Dante danno per praticamente sicuro l’ok finale da parte della Provincia”. È la stessa Provincia che pochi giorni fa ha licenziato il 4° aggiornamento del Piano provinciale rifiuti senza tuttavia fare riferimento all'impiantistica di Sofcsyngas.  

Per quanto riportato nei due articoli non vengono citate terminologie che possano destare preoccupazione tra gli abitanti di Mori. Si esalta un’impiantistica “ad alto contenuto tecnologico… centro di ricerca avanzato… uno degli obiettivi è quello di generare energia”. Non si legge nulla, invece, su costi e bilancio complessivi dell’operazione.

Al di là delle entusiastiche dichiarazioni dei responsabili della Società proponente, si tratta di un inceneritore gassificatore. La legge italiana, infatti, definisce un impianto di incenerimento “… qualsiasi unità e attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinata al trattamento termico di rifiuti ai fini dello smaltimento, con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione. Sono compresi in questa definizione l’incenerimento mediante ossidazione dei rifiuti, nonché altri processi di trattamento termico, quali ad esempio la pirolisi, la gassificazione ed il processo al plasma, a condizione che le sostanze risultanti dal trattamento siano successivamente incenerite. In quanto tale, classificato dalla legge come "impianto insalubre di prima classe", analogamente per acciaierie e cementifici.

A garanzia dell’affidabilità della sua tecnologia la Società proponente si rifà all'impianto di Swindon in Inghilterra, l’unico finora realizzato in Europa, lo stesso a cui fece visita Alberto Pacher un paio di anni fa e che non suscitò particolari simpatie (erano i tempi dell'iter del secondo bando di gara dell'inceneritore di Ischia Podetti, dopo il primo andato deserto).

Roberto Caliari sindaco di Mori, località da 10.000 abitanti, si esprime ottimisticamente sull'inceneritore di Sofcsyngas ritenendolo “polo attrattivo per altre aziende”, dimenticando che non bastano le garanzie di una società proponente. I responsabili di Sofcsyngas promettono ampia trasparenza in ogni fase. Speriamo che l’amministrazione intenda aggiornare la popolazione con un confronto davvero tale, con contraddittori.  

Come al solito, si promettono miracoli, non ci sarebbe “nessun danno all'ambiente”. È auspicabile che ambiente e gestione rifiuti, a cui si riferiva poco più di un anno fa il presidente Ugo Rossi nel suo Programma della coalizione centrosinistra autonomista, siano diversamente considerati, se tra le priorità di quel Programma scriveva: “Vogliamo potenziare la raccolta differenziata dei rifiuti e individuare forme alternative ambientalmente sostenibili per la gestione della quota residua” (dovrebbe valere anche per i rifiuti speciali non pericolosi).

È la sorpresa di Natale, stavolta di un’imprenditoria nostrano-americana dopo gli infruttuosi tentativi di bresciani e altoatesini, per cercare di far soldi illudendo e promettendo prodigiose scoperte della scienza e della tecnica, peraltro orfane di quel Lavoisier che sosteneva: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Nel caso dell’incenerimento-gassificazione, in peggio.

La stessa imprenditoria che dimentica i tre pilastri su cui poggiano le disposizioni europee in tema di gestione dei rifiuti: Responsabilità individuale - Chi inquina paga - Responsabilità estesa del produttore (leggi qui a pag. 3). Ciò vale per qualsiasi tipologia di rifiuto.

 

Adriano Rizzoli - Nimby trentino 

Trento, 26 dicembre 2014

 

Leggi la pagina sotto al link in apertura di intervento o qui

 

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