Incenerire “gassi-pirolizzando” i rifiuti residui?

Incenerire “gassi-pirolizzando” i rifiuti residui?

Nove sed non nova

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Il presente documento, che sarà inviato a consiglieri e assessori del Comune e della Provincia di Trento, traccia il quadro della gestione rifiuti in Trentino con qualche nota su gassificazione e/o pirolisi, quali residue prospettive di incenerimento.

A sei anni dal Terzo aggiornamento del Piano provinciale rifiuti, la situazione appare in costante miglioramento ed evoluzione, come evidenzia il vicepresidente della Provincia Alberto Pacher.

Miglioramenti che, anche alla luce delle nuove disposizioni della Commissione europea, appaiono tappa obbligata di un percorso di rinnovamento culturale.

La necessità di non distruggere materia da reimpiegare rimane impegno e obiettivo su cui continuare a investire, sia da parte delle amministrazioni che della popolazione. Per questo, anche alla luce delle nuove disposizioni nazionali ed europee, è evidente la necessità di un aggiornamento di contenuti e obiettivi del Piano rifiuti provinciale.

Tra gli obiettivi prioritari: quello delle verifiche del “Tasso di riciclaggio”, riferito all’effettiva quota di rifiuto differenziato e riciclato o reimpiegato della “pre-selezione” e non smaltimento di gran parte della frazione secca, erroneamente ritenuta “non riciclabile”. La sua riduzione sul territorio trentino – oggi variabile dai 55 ai 205 kg/ab/anno circa – è oramai traguardo pianificabile alla portata di amministratori e operatori.

Ritenere che “comunque” una certa percentuale di rifiuto residuo debba essere incenerito, tramite gassificazione anziché pirolisi, è sbagliato tenendo conto dei nuovi indirizzi e delle decisioni della Comunità europea e della insostenibilità dei suoi costi – sociali, sanitari, economici e ambientali – che rimarrebbero tali per almeno un ventennio.

 

Direttivo Nimby trentino Onlus

Trento, dicembre 2012