Ciao padre Fabrizio. Grazie

Ciao padre Fabrizio. Grazie

 

Dall’intervista di 3 anni fa di Corona Perer a padre Fabrizio Forti - settimanale web “Sentire”:

 “… Sono pieno di gratitudine e devo essere voce per chi non ne ha: dico solo che questa è eucarestia vissuta perché la logica del Vangelo non fa correre in sacrestia, ma nella strada per spezzare il pane e dividerlo con chi non ce l'ha”.

Padre Fabrizio Forti con Simonetta Gabrielli, 4 febbraio 2006

 

Padre Fabrizio e il digiuno contro l’inceneritore

Settembre 2005 - mese del digiuno dei religiosi

Padre Fabrizio Forti digiunò il 10 e il 29 settembre e, assieme agli altri religiosi, il 4 ottobre. 

 

Inceneritore: il perché della mia protesta

Ho letto l’editoriale dedicato all’inceneritore e alla gestione dei rifiuti. L’articolo è ben fatto. Io punterei di più sul fatto che per noi culturalmente i rifiuti sono da togliere, eliminare subito. Riportano a puzza, inutilizzabile, scarto inservibile e quindi la modalità dell’esclusione sia la più rapida. Invece va colto il momento educativo che stiamo vivendo in tale situazione: il rifiuto come  un bene. Già parlare di rifiuto diventa scorretto. E’ un materiale che nei nostri programmi non rientra. Necessita far rientrare anche gli scarti nella realtà della materia al servizio della collettività. Materia creata che anche nelle sue parti apparentemente meno nobili ha un significato. Uno può obiettarmi che bruciando si può avere energia e calore. Ma a che prezzo? E i residui sono ancora riutilizzabili o saranno fonte di nuove problematiche ulteriormente pericolose?

Rifiuti invece come bene da scoprire.

Rifiuti come fonte di nuovi posti di lavoro per il loro riutilizzo. Si spenda qui denaro pubblico per la ricerca di un riutilizzo benefico e per un’educazione capillare alla responsabilizzazione della vivibilità del creato per tutti.

Questo potrebbe essere il momento giusto per una campagna pensata porta a porta fatta da giovani preparati che insegnano alla gente (i loro giovani che insegnano con autorevolezza nei loro villaggi) di ogni età come e cosa significa rispetto dell’uomo, del creato e del suo Creatore, nella sobrietà dell’uso delle cose e nella condivisione di cultura e sperimentazione.

padre Fabrizio Forti

Vita trentina, 18 settembre 2005

 

L'emergenza rifiuti

Lo sciopero della fame di "categoria" imbarazza la Curia. Secca Wanda Chiodi: "Tutti amici di Nimby"

Il leader della giunta: "Bene ci diano aiuto sul piano dei valori ma le questioni tecniche non appartengono a loro"

Dellai: "Ai religiosi le preghiere, a noi le scelte"

No all'insolito digiuno anti inceneritore dalla presidente dei Ds: "Fanno politica"

 

Trento. Lo sciopero di "categoria" dei religiosi imbarazza la Curia e trova la risposta secca di Wanda Chiodi, presidente dei Ds: "Non sono preti e suore qualunque a fare il digiuno contro l'inceneritore, ma simpatizzanti di Nimby. Quindi politicizzati".E il cattolico Lorenzo Dellai? "Quando vedo frati e suore che digiunano, lo intendo come una forma di preghiera. Ma se sia meglio l'inceneritore o siano preferibili le discariche, mi pare una questione "mondana" da lasciare agli amministratori".

La notizia della catena del digiuno, lunga oltre un mese, di uomini e donne di Chiesa contro il termovalorizzatore ha già avuto eco in tutta Italia, ripresa da agenzie e quotidiani nazionali. E dalla Curia, se pur ufficiosamente, trapela un certo imbarazzo: "E' già successo, ed è comprensibile, sono persone che vivono nella società, che dei religiosi trentini si siano schierati apertamente contro alcune decisioni. Meno comprensibile - si commenta in piazza Fiera - è una simile manifestazione di "categoria", come dei lavoratori qualunque". Lo faranno a staffetta alcuni comboniani, ma anche tre suore, cappuccini,, un parroco, diaconi. Tra di loro nomi assai popolari, come quello di padre Tiziano Donini, sette anni fa, mente era a Cles, al centro di una contesa tra chi lo voleva spostare e la gente che si mobilitò perché questo non avvenisse. Nell'elenco di chi digiunerà vi è anche il cappuccino padre Fabrizio Forti, noto per il suo impegno nei confronti delle persone in difficoltà, non ultimi i carcerati. Come attento alle questioni dello spreco e dell'ambiente è anche don Renato Pellegrini, parroco di Rabbi.

La laicissima Wanda Chiodi taglia corto: "Sono tutti vicini a padre Alex Zanotelli, aderenti a Nimby, non è il clero ad essere contrario all'inceneritore, sono questi religiosi politicizzati. Non ci si scappa: per affrontare l'emergenza rifiuti serve una raccolta differenziata molto spinta ed un inceneritore, piccolo, che bruci il rimanente".

Il presidente della Provincia pesa le parole: ""Noi abbiamo bisogno che gli uomini di chiesa ci aiutino a produrre valori. La comunità deve poi giudicare se le scelte che facciamo sono, o meno, coerenti con questi valori. Io credo di sì, ne sono sicuro, anche se siamo sempre disponibili a migliorare. Quando vedo frati e suore che digiunano intendo sia per loro una forma di preghiera. Quando i religiosi pregano è sempre una cosa positiva, visto che tutti, anche noi politici, abbiamo bisogno di preghiere che ci aiutino a sbagliare il meno possibile sul piano dei valori".

Fatta la premessa, Lorenzo Dellai sgombra però il campo da interpretazioni dubbie: "Io non so se sia più etico fare discariche o fare inceneritori, dico che dal punto di vista gestionale la strada scelta è questa. L'aspetto tecnico, se sia meglio l'inceneritore o se siano preferibili le discariche, è questione molto mondana. Questo digiuno lo interpreto così, come un richiamo allo spirito del creato (anche se ammettiamolo è un po’ originale annunciarlo con un comunicato stampa), alla sobrietà, alla cura nelle decisioni, perché siano effettivamente per il bene comune: Io non posso giudicare questa forma di intervento, ne prendo atto. Da cattolico laico impegnato nella amministrazione debbo, però prendere delle decisioni, dire cioè se sia meglio continuare con le discariche o se sia meglio costruire un inceneritore non nocivo e dimensionato in maniera corretta. Questo mi sembra un piano di discussione che non compete loro: occorre sgomberare il campo da un equivoco. Con la nostra scelta di fare l'inceneritore (secondo alcuni di quei religiosi) sembrerebbe che noi dicessimo alla gente "continuate pure a super consumare, continuate pure a produrre super rifiuti, che tanto noi li bruciamo". Non è assolutamente così. La cosa paradossale è che nessuno diceva una parola quando questo effettivamente accadeva. Quando la raccolta differenziata era al 6 per cento e si costruivano discariche a go-go. Adesso che siamo al 43 per cento della differenziata, e che ci siamo posti anche obiettivi assolutamente rigorosi nella quantità di rifiuto prodotto, ci si critica. Con il rimanente di questa catena del recupero che, invece di finire in discarica, si utilizza per produrre energia". La linea di demarcazione è il 2010.

Gianpaolo Tessari

Trentino, 5 settembre 2005

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