Giappone. La “Rivoluzione delle Ortensie” non si può fermare proprio adesso

Giappone. La “Rivoluzione delle Ortensie” non si può fermare proprio adesso

TomoAmici - www.tomoamici.net, 6 luglio 2012

 

 

 

 

 

 

Il 5 maggio sono state chiuse tutte le centrali nucleari del Giappone sparse per tutto il Paese. Tutti sapevano però che il governo giapponese ha voluto chiuderle momentaneamente solo per rilanciarle in seguito. In effetti, l’8 giugno il Primo Ministro Noda ha dichiarato la riapertura della centrale nucleare di Ohi senza prendere in considerazione quello che desidera il popolo giapponese e decidendo di ignorare le conseguenze del disastro di Fukushima.


Ora l’ira del popolo giapponese circonda la casa ufficiale del primo ministro ogni venerdì. Ed ogni volta i manifestanti si moltiplicano, adesso sono arrivati a 200mila. Non si vedono simboli o bandiere di partiti, ma solo cittadini uniti dal desiderio di impedire la riapertura delle centrali. Madri con i loro bambini, impiegati e studenti si sono radunati attraverso i social networks, come twitter, per gridare tutta la loro disapprovazione nei confronti della riapertura delle centrali. Tra loro c’è anche un’attrice di teatro con in mano un mazzo di ortensie, diventate il simbolo di questa protesta. Una protesta energica ma pacifica, indignata ma fiduciosa.

I mass media non possono più far finta di niente, ed infatti, finalmente la stampa ha trasmesso sulle reti nazionali questo nuovo movimento cittadino.

I cittadini sentono che devono alzare la voce adesso; se non si parla ora, si ripeterà la stessa disgrazia di Fukushima, e questo non lo possono permettere. Intendono utilizzare l’arma del social network per discutere, esprimersi e raggrupparsi, per unire le loro voci e aumentare le adesioni.

 

Il 1° luglio, il reattore numero N.3 della centrale di Ohi è stato riattivato.

La protesta dei cittadini salirà sempre di più; sarà difficile fermare la Rivoluzione delle Ortensie.

Anche stasera numerosi cittadini manifesteranno davanti alla residenza ufficiale del primo ministro giapponese.

 

Chie wada

Ponte fra Italia e Giappone

 

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