La vecchia comunicazione sugli inceneritori di Mori e Novaledo

La vecchia comunicazione sugli inceneritori di Mori e Novaledo

 

Il consigliere delegato di Sofcsyngas, ing. Gianmaria La Porta, in seguito alle reazioni critiche dopo la serata informativa di Mori sull’inceneritore del 19 gennaio scorso, diventa vittima. Lamenta come “il polverone che sta andando in scena in questi giorni… non giovi né a chi vuole effettuare un investimento né ai cittadini che realmente vogliono comprenderne la natura”; e prosegue dispiacendosi e constatando come “molte energie e intelligenze sembrino essere indirizzate a opporre veti strumentali e ad affinare cavilli burocratici. Il risultato, e forse l’intenzione sottesa, è che nessuno è più interessato a entrare nel merito dei contenuti della nostra proposta, essendo l’attenzione focalizzata sulla forma di un’opposizione preconcetta” (Trentino, 29 gennaio 2015).

Niente di nuovo sul fronte dei Proponenti; appare su tutto l’ostinata difesa d’ufficio finalizzata a tutelare questo loro ipotetico investimento, minimizzando qualsiasi aspetto su ricadute su ambiente e popolazione. Ciò è riscontrabile nelle numerose carenze e approssimazioni della relazione ambientale della Valutazione Ambientale Strategica su cui saranno presentate congrue e puntuali valutazioni.

A Mori, come in qualsiasi altra situazione, ad esempio a Novaledo per l’inceneritore a biomasse di Ecoval-Menz & Gasser, in cui un privato propone-impone il suo bel progetto, nessuna prospettiva certa su reale confronto con contraddittorio tra pro e contro. Sarebbe novità assoluta in un Trentino in cui tanto si chiacchiera su trasparenza e partecipazione salvo, prima o poi, riscontrare le solite omertà e reticenze con il non naturale avallo dell’ente pubblico, sia esso comune o provincia.

Poco singolare se, durante e dopo la serata informativa del 10 dicembre scorso di Novaledo, il consigliere provinciale Passamani ipotizzò un confronto aperto a favorevoli e contrari. Un mese e mezzo dopo, invece, in seguito alla risposta dell’assessore Mauro Gilmozzi alla sua interrogazione, secondo quanto riportato su La Voce della Valsugana, Passamani “ha manifestato la propria intenzione di rendersi disponibile, in sinergia con il Sindaco e l’intera Amministrazione comunale di Novaledo, a promuovere un incontro pubblico nel quale poter far intervenire i tecnici provinciali per dare risposte certe e definitive su un tema che, giustamente, preoccupa la Valsugana e sul quale servono precisi chiarimenti...”.

Ad oggi, non è dato sapere di quale confronto con contraddittorio si tratti, dove siano finiti gli altri tecnici, forse liquidati ancor prima di essere coinvolti. 

Complimenti agli alfieri della partecipazione, così ligi ed efficienti quando lamentano l’altra informazione della popolazione, quella senza conflitto di interessi, perseverando solo sulla loro. Accade in Valsugana come a Mori o in Provincia di Trento quando qualsiasi criticità, ricadute e impatti su ambiente e salute si devono minimizzare o negare.

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 30 gennaio 2015