Benvenuti i cipressi

Benvenuti i cipressi

l'Adige - Adriano Rizzoli, 9 agosto 2012

 

È diventata anche specialità nostrana lamentarsi invano, sempre e comunque, pure nei confronti di qualche giovane e innocua pianta di cipresso, recentemente messe a dimora in piazza Venezia. Non si vuole notare la novità della sua particolare forma in una città di esclusive chiome, abituati a tigli, bagolai, olmi ecc.

Se si devono accostare i cipressi solo ai cimiteri potrebbe voler dire che alla fantasia e al senso dell’accoglienza (anche per una pianta) si sono sostituite solo le lagnanze.

Il cipresso ci riporta alla sua longevità e resistenza contro ogni acciacco, come a quello vecchio di più di 3.000 anni, recentemente bruciatosi in Florida; o alla terra del camminare sulle colline dell’Umbria o della Toscana; o alle sue proprietà medicamentose.

La sua chioma è il luogo preferito delle sinfonie chiassose (che smettono e riprendono all’improvviso) degli uccelli che lì si ritrovano diretti da maestri sconosciuti, nascosti da sguardi e critiche indiscrete, oggi come ai tempi del Carducci.

Non ultimo, la sua manutenzione è meno onerosa, senza troppi sfacciati rami pronti a cadere alla prima nevicata sul primo malcapitato, che espone pronta denuncia.

Il cipresso è una pianta degna di dimorare e resistere ovunque, sia per i vivi sia per i morti. Il vento lo piega, ma non lo spezza.

 

Note

Stralcio da Il Cannocchiale

Della saggezza nascosta nella natura... 

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Infine, molto potrebbe insegnarti la straordinaria saggezza del cipresso, che da tempi immemorabili combatte in silenzio contro la forza dei venti: i suoi rami si assottigliano nella crescita e si uniscono al corpo. Possiede un tronco flessibile, ma robusto; sa andare nel profondo del terreno, ma allo stesso tempo sa proiettarsi verso l’alto.

Il cipresso trae il suo alimento dalla forza dei venti, poiché sa che sono essi a farlo crescere in armonia con la natura, senza la quotidiana carezza dei venti la pianta crescerebbe storta e senza direzione. Sono dunque i venti che sanno stimolare nel modo giusto questo albero, ed è dalla loro forza che il cipresso riceve quella giusta misura per crescere in proporzione. Ma il suo corpo sa lottare contro gli eccessi di questa forza, sa come evitare di esserne travolto.

Sii anche tu, uomo, ambivalente come il cipresso quando ricevi la forza degli stimoli, non lasciarti travolgere da questo eccesso, e impara a vivere con questa forza, impara soprattutto quanto gli stimoli siano indispensabili alla tua crescita e armonia, impara a conoscere la grazia con la quale il cipresso sa affrontare la forza dei venti, non lasciare che i tuoi tormenti crescano senza armonia.

Assottigliati, dunque, quando la bufera degli stimoli percuota le tue membra, accoglie invece i suoi soffi quando arrivano leggeri sul tuo corpo. Impara a capire che soltanto un tronco robusto e flessibile come quello del cipresso può affrontare gli eccessi del vento.

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Stralcio da Engrammi

Le stelle di Van Gogh... I colori della notte

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In Strada con cipressi e cielo stellato Van Gogh ha dipinto un allineamento di pianeti identificato nel 1988 da sempre da Donald Olson. Nel cielo si staglia un cipresso e per sfondo appaiono due puntini luminosi in compagnia della Luna. Egli è riuscito a identificare i pianeti Mercurio e Venere ben visibili al tramonto in quel periodo; ciò che il pittore ha rappresentato, quindi, è una congiunzione di pianeti avvenuta il 20 aprile 1890 tra le 19 e le 20 di sera.

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     The cypress of my backyard