Il ricordo di Stefano Frenez

Riportiamo la bella lettera di Monica Pisetta su Stefano Frenez. Nimby trentino ricorda con affetto il suo amore per questa terra, per la sua storia, per la sua cultura, per un Trentino senza inceneritore.

Redazione Ecce Terra

Trento, 14 luglio 2015

 

Il ricordo di Stefano Frenez

Voleva un mondo migliore

l'Adige - Lettere, 14 luglio 2015

 

Conobbi Stefano Frenez casualmente, condividendo assieme un momento incredibile, durante il G8 di Genova del 2001, quando ci trovammo soli io, lui e una mia amica, nel pieno degli scontri, dispersi dal gruppo di Trento, mentre sopra le nostre teste fioccavano i lacrimogeni con il loro micidiale veleno e al vicino orizzonte reso fumoso dal gas si profilavano sempre più vicine le sagome di uomini in divisa con scudo e manganello. In quegli attimi angosciosi e concitati, dove prevale il "Si salvi chi può", e l'egoistico istinto di sopravvivenza, Stefano invece, con altruismo e generosità, si prese cura di noi sconosciute, portandoci prima al riparo, poi, con l'ulteriore intensificarsi degli scontri, aiutandoci nella seppur inutile fuga, rallentando più volte per attenderci e porci la una mano, pur anche lui come noi accecato, soffocato e con il senso di cuore bloccato dovuto al gas e con gli uomini armati che ci stavano accerchiando. Percorremmo poi sempre assieme la strada per tornare al punto di ritrovo, attraversando una città a ferro e fuoco.

Nei giorni successivi ci ritrovammo a Trento nelle varie manifestazioni di protesta successive a questo evento ed ebbi modo di conoscere meglio un uomo affascinante, che faceva trapelare la sua grande intelligenza, passione e cultura senza ostentarla, che non faceva propaganda o proselitismo dei suoi particolari ideali, quelli dell'autonomia nel senso ampio da lui intesa, che erano inseriti e si ascrivevano con coerenza nel più ampio discorso universale della pace, dell'identità dei popoli, dell'"altro mondo possibile": una persona presente e critica, idealista e consapevole, assolutamente non omologata al pensiero unico. In quella e nelle estati che seguirono ci trovavamo spesso alla biblioteca comunale di Pinè, condividendo, in questo caso, preoccupazioni personali sulla salute dei genitori, e mi si svelarono nuovi aspetti di Stefano, il suo coinvolgimento totale, con partecipazione e sensibilità, anche agli accadimenti e alle vicende private che capitano e che viviamo tutti noi, manifestando autentica empatia umana.

La citazione di Novalis da parte del fratello è ciò che mi ha spinto a portare questo piccolo frammento esistenziale, perché credo fermamente che la memoria, individuale e collettiva, supporti il senso della vita e per questo renda "presente" per sempre una persona valida e degna di questo nome.