Verdi prigionieri delle divagazioni solipsistiche del proprio ego

Verdi prigionieri delle divagazioni solipsistiche del proprio ego

 

Sul Trentino del 1° febbraio (leggi in fondo) Aldo Pompermaier rimpiange gli equilibri passati con i Verdi in giunta provinciale.

Ripercorrendo talune scelte e passaggi politico-partitici tra visi e animi protesi al “bene collettivo” e alla “questione morale ed ambientale”, risulta faticoso attribuire torti e ragioni laddove le visioni e le dinamiche risultano aleatorie rispetto al più semplice e imprescindibile valore chiamato Coerenza. 

Ieri Marco Boato, in relazione alle "questioni ambientali", riteneva che le stesse faticano ad emergere all'interno delle istituzioni non valutando che, al contrario, queste quotidianamente nascono e producono effetti dall'interno di queste stesse istituzioni, ogni qualvolta le scelte e le azioni dell'uomo (politico o amministratore) impattano inevitabilmente sull'ecosistema e sulla società. La difficoltà va individuata laddove la "questione ambientale", trattata dall'istituzione, scade a comparsa preferendo privilegiare visioni, interessi diversi o di altra natura.

Oggi, con Aldo Pompermaier, si ripropone l'elogio a se stessi per le doti di equilibrio e competenza dimostrate nelle giunte passate (e che ora mancano), che andrebbero valorizzate in questo contesto di "frizioni della maggioranza provinciale". Piagnucolando la loro "lealtà comprovata e faticosa" e ricordando l'elemosinato assessore esterno mai ottenuto, invocano partecipazione e considerazione nel rispetto dei loro rappresentati che genericamente, dicono, "al momento del voto si disperdono". Mai più si voglia pensare si tratti di mancanza di consenso.

Così i Verdi puntano il dito, con dovizia di particolari, in una cronistoria altrui protesa ed utile ad un proprio rispecchiamento virtuoso che ci apre qualche dubbio rispetto ad un atteggiamento di autenticità, anziché di autoreferenzialità, in considerazione della loro scelta ed appartenenza di coalizione su cui al contempo, a seconda di come tira il vento, propagandano di confrontarsi, o di tenere a bada o, come oggi, di difendere a tutela del non clamoroso risultato del Patt, stante il “vuoto” lasciato da Lorenzo Dellai, decollato da un 8% di partenza.

E che pensare del silenzio dei Verdi sullo Studio epidemiologico dell'APSS che nel 2012 ha visto l'ex assessore alla salute Ugo Rossi veicolare un'informazione rassicurante sull'uso di pesticidi in Val di Non, un’emergenza ambientale a caso, a dispetto delle stesse conclusioni dello studio che raccomandano una certa "prudenza nella comunicazione" dei risultati alle parti interessate?

Il filo conduttore tra i tanti attori di questa provinciale scienza della politica evidenzia una mancanza di idee e visioni proprie limitando il pensiero e l’azione in un perpetuo adeguamento al più forte. Ritorna la narrazione di coloro che non agiscono mai né nel bene né nel male, senza mai osare e rimanendo nella mediocrità di un “senza infamia e senza lode”.

Una realtà in cui una deriva antropologica ha eclissato i bisogni della vita quotidiana, le urgenze e le necessità legate al depauperamento ambientale e sociale, con le conseguenti incognite del futuro. Sconcerto misto ad indignazione si mescolano e si legano in una comunità dove interessi e ruoli divengono la priorità e al contempo la causa del malessere.

Emanuela Varisco – Adriano Rizzoli

Trento, 3 febbraio 2015

 

C’eravamo noi, c’era equilibrio

Trentino - Aldo Pompermaier, 1 febbraio 2015

Vorrei intervenire sulle recenti frizioni della maggioranza provinciale.

Continua